• RIECCO LA FESTA MARE AGLI SCOGLI DI SANT’ANNA 2024 CON LA SUA STORIA, LE SUE TRADIZIONI, LE SUE INNOVAZIONI – CON QUATTRO “RUOTI” DI PARMIGGIANA IL FAMOSO CHEF BRUNO BARBIERI CELEBRERA’ LA GUSTOSA PIETANZA SIMBOLO DELLA FESTA--------------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piao e più grandi )
  • TORNA FRA PESCATORI DI MESTIERE E DILETTANTI APPASSIONATI L’ATTESA PESCA NOTTURNA DEI TOTANI NEL MARE AL LARGO DI SAN PANCRAZIO E DI PUNTA MOLINO – QUANDO UNA LUNGA, SUGGESTIVA STRISCIA DI LUCI ALL’ORIZZONTE ANNUNCIAVA L’INIZIO DELLA CATTURA DEL TOTANO --------------------------------------------------------------------------------(clicca dulle foto,le vedrai in primo piano e più grandi)
  • OGGI A ISCHIA SOLENNITA’ DELLA MADONNA DEL CARMINE CON PROCESSIONE E CELEBRAZIONE ALLA TORRE DI MICHELENGELO FESTEGGIANO ANCHE BARANO E SERRARA CON DIANE, SUPPLICHE E CONCERTI MUSICALI IN PIAZZA –----------------------------------------------------------------------------(clicca sulle foto,le vedrai in primo piano e pi- grandi)
  • AIPARC DI CATERINA MAZZELLA E L’ANTONIANA DI LUCIA ANNICELLI ALLA TORRE DEL MOLINO CELEBRANO “L' ANIMA SEGRETA DI PROCIDA TRA IMMAGINI E PENSIERI" COL PREGEVOLE LIBRO DI LUCIA MUGNOLO E RENZA D’ESCULAPIO--------------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
  • IN OCCASIONE DELLA XIV EDIZIONE DELLA SESSIONE ESTIVA DEL FESTIVAL DELLA VITA ACCOGLIENZA FESTOSA A LACCO AMENO, FORIO E ISCHIA DELLE RELIQUIE DEL GIOVANE BEATO CARLO ACUTIS CON SOSTA AL BUON PASTORE FINO A DOMANI---------------------------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
La notizia del giorno
RIECCO LA FESTA MARE AGLI SCOGLI DI SANT’ANNA 2024 CON LA SUA STORIA, LE SUE TRADIZIONI, LE SUE INNOVAZIONI – CON QUATTRO “RUOTI” DI PARMIGGIANA IL FAMOSO CHEF BRUNO BARBIERI CELEBRERA’ LA GUSTOSA PIETANZA SIMBOLO DELLA FESTA————————————————————–(clicca sulle foto, le vedrai in primo piao e più grandi )

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Servizio Speciale

di ANTONIO LUBRANO

Fotoricerca

di GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

Fotoreporter

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IL COMMENTO DELL’ARTISTA ISOLANA YLENIA PILATO, FAN DELLO CHEF BRUNO BARBIERI:

“GRAZIE AL LAVORO DEL SINDACO ENZO FERRANDINO  E DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE ABBIAMO L’ONORE IMMENSO DI ACCOGLIERE NUOVAMENTE SULL’ISOLA D’ISCHIA, DOPO IL SUCCESSO DELL’EVENTO 4 HOTEL CHE PORTÒ ALLA VITTORIA DELL’HOTEL CASA CELESTINO A SANT’ANGELO, LO CHEF BRUNO BARBIERI. UN VIAGGIATORE DEL MONDO, CON IL SUO STILE DISTINTO, SOFISTICATO E SIGNORILE, BRUNO LA CUI AVVENTURA CULINARIA È INIZIATA CON UNA TELEFONATA A MASTERCHEF, HA AVUTO UNA GRANDE NOTORIETÀ. SONO CONTENTA DI VEDERLO COME SPECIAL GUEST DELLA SERATA DEDICATA ALLA FESTA DI SANT’ANNA.  SEGUO CON PIACERE LE SUE RICETTE.I SUOI PIATTI PARLANO DI LUI, DELLA SUA ANIMA, DELLE SUE EMOZIONI. RISPECCHIANO LA SUA VISIONE DEL MONDO E I SUOI SENTIMENTI.CON I SUOI ROAD SHOW CULINARI, CI HA DATO LA CONFERMA CHE IL NOSTRO È UN PAESE RICCO DI TALENTI, DI STORIE, DI PASSIONI. LA SUA PRESENZA ANDRÀ AD ACCRESCERE LA NOTORIETÀ DELLA FESTA DI SANT’ANNA E ANCHE DI TUTTA L’ISOLA D’ISCHIA.  GIÀ LA FESTA A MARE AGLI SCOGLI DI SANT’ANNA HA UN FASCINO TUTTO SUO, PERCHÉ È UNA MANIFESTAZIONE CHE NON HA EGUALI AL MONDO IN QUANTO SI AVVALE DI UNO SCENARIO CHE DA SOLO VARREBBE LA PENA DI VIVERE SEMPRE. QUESTO SPIEGA ANCHE IL NUMERO INCREDIBILE DI PERSONE E TURISTI CHE ACCORRONO CURIOSI PER AMMIRARE LO SPETTACOLO. QUESTA FESTA HA PRESERVATO IL SUO FASCINO NEL TEMPO, L’ATMOSFERA GENERATA IN PARTICOLARE DAL CASTELLO CHE SI INCENDIA E I FUOCHI A MEZZANOTTE LA RENDONO UNA MANIFESTAZIONE UNICA. SONO CERTA CHE QUESTA EDIZIONE ANNO SOLARE 2024 SARÀ ANCORA DI PIÙ MEMORABILE. FEDELE ALLE TRADIZIONI, MA ANCHE CON UNO SGUARDO PROIETTATO VERSO LA CONTEMPORANEITÀ”.

DI ANTONIO LUBRANO

Collaborazione: Ylenia Pilato

I Faraoni dell’antico Egitto di fronte ad una decisione importante pronunciavano decisi la storica e lapidale frase “Così sia scritto, così sia fatto”. Ed è quello che ha fatto e scritto, mettendosi sulla stessa lunghezza d’onda dei regnanti della terra di Cleopatra,  anche il Sindaco di Ischia  Enzo Ferrandino  sul muovo Poster-Manifesto con cui ha annunciato ufficialmente il programma della Festa a Mare  agli Scogli di Sant’Anna  di quest’ anno 2024, lasciando perdere le edizioni numerate risultate per calcoli errati palesemente sballate. Tutto ha un’origine, così anche la Festa di S.Anna. Se avessimo una macchina del tempo per andare a ritroso di centinaia di anni fa, potremmo vedere sul ponticello di Ischia Ponte un gruppo di donne che salgono su barchette di legno con festoni di fiori e frutta per raggiungere la chiesetta di Sant’Anna sulla costa di Cartaromana. Sono le donne ischitane devote alla Madre di Maria, che ogni anno, il 26 luglio, onorano la Santa protettrice delle partorienti e delle madri con una messa a cui segue un buon pranzo. Ed infatti nelle ceste che imbarcano con sé sulle barchette ci sono fiaschi di vino biondo, cocomeri, pane ed il piatto forte della festa: la parmigiana di melanzane.  Piatto assoluto, la parmigiana di melanzane, data la sua generosa consistenza; bontà strappa- applausi da consumare in estate, quando è il tempo delle dolci melanzane, ortaggio coltivato nelle fertili campagne ischitane che spicca tra la terra per la sua buccia nerissima e lucente, che inghiotte i raggi di sole trasformandoli in una polpa tenera e dolcissima. La melanzana è protagonista nella cucina ischitana di decine di ricette, almeno da mille anni, dal tempo in cui cioè giunse nel meridione di Italia dal Nord Africa e dalla Mesopotamia insieme ad una sporta di altre bonta’ musulmane. Un ortaggio da cucinare in mille maniere, anche se non c’è chi non dica che le vette culinarie della melanzana o mulignana come viene chiamata ad Ischia, si raggiungono soprattutto trasformandola in parmigiana. Sull’origine della ricetta dobbiamo ancora una volta guardare al Medioevo quando nelle cucine europee furono sfornati tanti tipi di torta, con crosta di pane, farcita dalle più varie componenti fritte. È quindi sulle mense dei contadini che fa la sua comparsa la parmigiana di melanzane, intorno al XV secolo, quando cioè anche  gli agricoltori dell’Italia del sud impararono a coltivare, e ad amare, quella pianta, ghiotta di sole, dai bei fiori viola e bianchi. Venendo in vacanza ad Ischia e intraprendendo un inderogabile itinerario del gusto alla tavola del sole, non deve mancare nella tassonomia dei sapori pitecusani una bella fetta di parmigiana di melanzane, magari nel giorno che la consacra piatto di Sant’Anna, il 26 luglio, su una barca in rada mentre si assiste alla sfilata dei barconi allegorici, in attesa dei fuochi d’artificio che illumineranno quella notte che la ” parmigiana di mulignane” ha già provveduto a rendere memorabile. Sarà il noto chef stellato Bruno Barbieri, nella veste di special guest, la novità dell’imminente edizione della Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna.  Gli studenti del Telese di Ischia si cimenteranno nella preparazione di quattro diverse varianti del piatto forte della festa di Sant’Anna, la parmigiana di melanzane, con il supporto,  la supervisione e il ” giudizio” di Bruno Barbieri. Nato a Medicina nel 1962, il padre viveva in Spagna per lavoro, la madre a Bologna.  Cresciuto con i nonni, la sua passione per la cucina è nata in quegli anni stupendi, così legati alla terra, ai suoi ritmi e alle sue stagioni. Il viaggio è sempre stato una costante della vita dello chef Bruno Barbieri. Lo si potrebbe definire un esploratore del gusto. La sua carriera è iniziata prima alla locanda Solarola, a Castelguelfo, poi ad Argenta, con l’apertura del ristorante il Trigabolo. La sua carriera è stata ricca di soddisfazioni e di riconoscimenti. La più importante è la stella Michelin. Ne ha ricevute sette nel corso di 40 anni, unico in Italia. Si è espressa così l’artista Ylenia Pilato, fan dello chef: grazie al lavoro del Sindaco Enzo Ferrandino  e dell’amministrazione comunale abbiamo l’onore immenso di accogliere nuovamente sull’isola d’Ischia, dopo il successo dell’evento 4 Hotel che portò alla vittoria dell’Hotel Casa Celestino a Sant’Angelo, lo chef Bruno Barbieri. Un viaggiatore del mondo, con il suo stile distinto, sofisticato e signorile, Bruno la cui avventura culinaria è iniziata con una telefonata a MasterChef, ha avuto una grande notorietà. Sono contenta di vederlo come special guest della serata dedicata alla festa di Sant’Anna.  Seguo con piacere le sue ricette.I suoi piatti parlano di lui, della sua anima, delle sue emozioni. Rispecchiano la sua visione del mondo e i suoi sentimenti.Con i suoi road show culinari, ci ha dato la conferma che il nostro è un paese ricco di talenti, di storie, di passioni. La sua presenza andrà ad accrescere la notorietà della festa di Sant’Anna e anche di tutta l’isola d’Ischia.  Già la festa a mare agli Scogli di Sant’Anna ha un fascino tutto suo, perché è una manifestazione che non ha eguali al mondo in quanto si avvale di uno scenario che da solo varrebbe la pena di vivere sempre. Questo spiega anche il numero incredibile di persone e turisti che accorrono curiosi per ammirare lo spettacolo. Questa festa ha preservato il suo fascino nel tempo, l’atmosfera generata in particolare dal Castello che si incendia e i fuochi a mezzanotte la rendono una manifestazione unica. Sono certa che questa edizione anno solare 2024 sarà ancora di più memorabile. Fedele alle tradizioni, ma anche con uno sguardo proiettato verso la contemporaneità”, ha dichiarato l’artista Ylenia. Un passo indietro lo dobbiamo fare. I primi anni della Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna, dal 1932 al 1940, hanno rappresentato per quegli infaticabili giovani dell’epoca, che,  in più di una occasione  abbiamo definito eroi,  la prima dimostrazione di come si potesse organizzare una festa popolare a mare, dal niente senza mezzi, ispirandosi al fascino ed alla storia dei luoghi. La storia tramandava il rito della processione delle partorienti fin sotto la chiesetta di Sant’Anna  e la Torre di Michelangelo. Ed a quel rito essi si attennero trasformandolo in festa di gozzi addobbati con palloncini colorati ed illuminati al proprio interno con semplici candele, canne fogliate e tanta allegria a bordo di famiglie al completo pronte a consumare il pranzo in onore della Santa che molto avevano pregato. Non c’erano barche addobbate per sfilare, nè premi da consegnare.  Le uniche barche addobbate, erano quei gozzi meglio bardati a festa e con orchestrine improvvisate. Essi sostavano nel fiabesco specchio d’acqua aragonese illuminato da tante fiammelle e piccoli fugarazzi sistemati da quei giovani eroi di cui abbiamo parlato prima, sugli scogli di Sant’Anna, sugli spalti del Castello e sulla scogliera lungo il muraglione delle alghe. Quella era la Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna bella e povera degli anni ’30 che ha dato avvio alla storia vera e propria della festa. La sua ripresa nel 1952 apre un nuovo e diverso capitolo. Buona parte di quei giovani del decennio precedente sopravvivendo alla guerra e diventando più adulta  organizza la prima edizione della ripresa, poi la seconda, la terza,la quarta, la quinta, via via  fino a quella odierna, lasciando per strada, trionfi, sconfitte, polemiche, mortalità naturali, defezioni, tanto tanto lavoro dovuto alla passione degli irriducibili che nell’arco di 92 anni fino a oggi non si sono mai estinti, sostituendosi nel tempo gli uni con gli altri, con le  interruzion purtroppo dovute alla guerra ed al recente covid, e garantendo l’esistenza  di una festa che più di una volta è stata in pericolo di vita, ma che alla fine,  non è mai morta. Questa Festa, che mescolando il nuovo e l’antico, la si vorrebbe portare più ai tempi in cui si sciorinavano i panni sotto i fontanini pubblici e meno al tempo moderno corrente, dove invece si fa uso della comoda lavatrice, ha avuto i suoi grandi protagonisti, anno per anno, dagli anni ’50 ad oggi. Ci riferiamo agli instancabili creatori e costruttori delle barche allegoriche, artisti e artigiani di valore, poeti e pittori che ispirandosi ai temi dell’anima e del pensiero nel rapporto stretto con la natura, i costumi, le usanze, il folklore e la cultura in generale della propria terra, hanno realizzato capolavori di barche addobbate presentate in grandi edizioni passate della Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna. Altro che Vinicio Capossella di qualche anno fa, di  Erri De Luca, di Elio Marchegiani e Andrej Longo  prestati alla Festa per ragioni di propaganda, non necessaria. Fra i giganti  ideatori e costruttori delle più belle barche addobbate che sono state ammirate nello straordinario specchio d’acqua aragonese, hanno svettato su tutti. per più edizioni, i mitici Vincenzo Funiciello, artista pittore e fantasista, vincitore di 7 primi premi di fila, Nerone al secolo Giovan Giuseppe Sorrentino, artigiano ebanista di prestigio, Federico e Luigi De Angelis, artisti pittori, Purificato, pittore, Andrea Di Massa intellettuale raffinato ed instancabile esecutore materiale di ogni progetto partorito dalla sua fervida fantasia. Fece  in tempo a scrivere, prima di lasciare prematuramente questo mondo,  “La Storia delle Barche di Sant’Anna”, un volume prezioso in cui si parla della Festa, degli anni in cui ha avuto realmente luogo, delle interruzioni e dei  protagonisti senza trascurare nessun dettaglio fra nomi di persone ed episodi. Poi Antonio Di Scala falegname ingegnoso, Eduardo Canestrini pittore e artista di teatro, Giovanni Conte fantasista  e Leone con gli amici della Mandra, Mario Mazzella artista pittore, Luca Mazzella gallerista, i fratelli Raffaele e Carlo Sorrentino, Ciccio Boccanfuso, il gruppo Rotolo-D’Amico-Bondavalli.Baiocco, Mario Gradicelli, Antonio Cutaneo, Getano Maschio, Gino Barbieri da Casamicciola, i gruppi di Barano, di Serrrara Fontana, Forio e Lacco Ameno, quelli di Procida  e perfino di Capri, di Viareggio e di Val di Sole. Tutti insieme, specie i primi, vanno ricordati,ad imperitura memoria e merito, gli autentici, i veri giganti della Festa. Di una festa che per non morire, dopo lo stop dei recenti anni 2020 e 2021 oggi edizione del 2024 dei 92 anni solari  avrebbe sfidato anche l’impossibile pur di  esistere.

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Il Servizio Speciale

è stato realizzato

da ANTONIO LUBRANO

Con la Fotoricerca

 effettuata da

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

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Fatti Curiosi
LA VIGILIA DI NATALE E’ UNA GIORNATA PARTICOLARE CHE NON SIGNIFICA SOLO…CAPITONE E CORSA AI REGALI – ISCHIA ORGANIZZA AL MEGLIO IL SUO FESTOSO NATALE 2023 PARTENDO ALLA GRANDE GIA’ DAL GIORNO ATTESO DELLA VIGILIA 24 ,DICEMBRE – OGGI NATALE NEL SEGNO DELLA TRADIZIONE E DELLE…BELLE SORPRESE———————————————–(clica sulle foto le vedrai in primo piqano e più grandi)

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Servizio speciale di

ANTONIO LUBRANO & MICHELE LUBRANO

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Fotoricerca e Scatti di

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

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UN “DOLCE”  ED ILLUMINATO NATALE PER ISCHITANI  E TURISTI  ARRIVATI  IN ORDINE SPARSO SULL’ISOLA – OGGI DOMENICA  24 DICEMBRE  GIORNO DELLA VIGILIA DI NATALE INIZIEREMO IL CICLO DELLE FESTE  NATALIZIE.  L’ISOLA È TUTTA IN FESTA CON  ADDOBBI STRADALI  ED EVENTI  CHE NE RIMARCANO LA  INTERNAZIONALITÀ SUL PIANO DELL’IMMAGINE  E DELLA PROMOZIONE TURISTICA SPECIE A ISCHIA, FORIO  E CASAMICCIOLA.  MA NATALE È ANCHE  PROFUMO, SOPRATTUTTO DI DOLCI CHE SI FANNO IN FAMIGLIA E NELLE PASTICCERIE DELL’ISOLA. LA GAMMA  È VASTA E SI CARATTERIZZA CON L’IMBARAZZO DELLA SCELTA. SI PARTE DAL ROCCOCÒ E SI PROSEGUE CON I MOSTACCIOLI, LE PASTE REALI, LE CASSATINE. LA CASSATA, GLI STRUFFOLI, IL TRONCHETTO DI  NATALE  I SUSAMIELLI, I TORRONCINI NATALIZI, I RAFFAIUOLI,   IL CASATIELLO AL RUM ED IL FAMOSO PANETTONE. FRA QUESTI IL ROCCOCO CONSERVA IL  RUOLO DI LEADER  FRA I DOLCI DI NATALE  E SI IMPONE SU DI ESSI PER IL SUO GUSTO E LA SPECIALE FORMA. IL ROCCOCÒ È UN DOLCE  NAPOLETANO PRODOTTO CON MANDORLE, FARINA, ZUCCHERO E SPEZIE VARIE. FRUTTA SECCA CON MANDORLE, NOCI E NOCCIOLE. ANCORA POCHE ORE DI ATTESA PER IL PRANZO  SERALE DELLA VIGILIA CHE SARÀ PER LO PIÙ A BASE DI PESCE CON L’IMMANCABILE  TRADIZIONALE E GUSTOSO CAPITONE – QUESTA SERA, PRIMA DELLA RITUALE  MESSA DI MEZZANOTTE, PER SALUTARE LA VENUTA AL MONDO DI GESÙ BAMBINO, AVREMO GIÀ CONSUMATO LA NOSTRA PRIMA CENA SPECIALE DELLA VIGILIA TANTO PREPARATA ED ATTESA  PER LA BONTÀ DEL MENU, CHE PER LO PIÙ SARÀ TUTTO A BASE DI PESCE  COL PIATTO DI APERTURA DEI CLASSICI VERMICELLI CON LE VONGOLE E PER SECONDO IL GUSTOSO TRADIZIONALE CAPITONE FRITTO ACCOMPAGNATO DALLA ALTRETTANTO TRADIZIONALE INSALTA DI RINFORZO.

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di Antonio Lubrano

Natale già dalla Vigilia con i tuoi e…Pasqua con chi vuoi, è il vecchio adagio a cui gli ischitani si attengono alla lettera, almeno per  il Natale. Diversamente invece la pensano i turisti che in questi giorni in ordine sparso,sono arrivati sull’isola col determinato scopo di  trascorrere le feste natalizie  Capodanno compreso, non proprio in famiglia, ma da noi, ossia qui ad Ischia dove hanno trovato  da oggi, Vigilia di Natale. un ambientazione festosa elevata al meglio, con strade illuminate con le artistiche luminarie natalizie, mercatini natalizi in piazzetta San Girolamo ad Ischia, la Casa di Babbo Natale, i concerti di Natale nelle varie chiese dell’isola ed in particolare nella chiesa conventuale di Sant’Antonio alla Mandra, concerti in piazza con cantanti famosi  tipo Arisa e Clementino a Forio,  negozi alla moda aperti, bar e ristoranti con i menu  specifici del Natale, la messa di mezzanotte di questa sera per chi crede di ristorare anche il proprio spirito ed infine il bel tempo forse che ci accompagnerà, secondo le previsioni, per tutto il periodo natalizio.  Poi più avanti si vedrà. Insomma, tanta roba, come dicono al nord,  per una Vigilia ed un  Natale 2023  pieno e da ricordare anche per essere  probabilmente anche il Natale più  costoso della storia  visto che i prezzi non sono da…fame.. Ma vale la pena evidenziare il Natale ischitano con le sue tradizioni e convinzioni. In pratica Natale in Chiesa, in strada e a tavola , per santificare lo spirito e la carne. Il concetto, se vogliamo, vale da sempre, dai tempi di magra a quelli opulenti di oggi, nonostante la crisi apparente di cui ciascuno si lamenta. Questa sera, prima della rituale  messa di mezzanotte, per salutare la venuta al mondo di Gesù Bambino, avremo già consumato la nostra prima cena speciale della Vigilia tanto preparata ed attesa  per la bontà del menu, che per lo più è tutto a base di pesce  col piatto di apertura dei classici vermicelli con le vongole e per secondo il gustoso tradizionale capitone fritto accompagnato dalla altrettanto tradizionale insalta di rinforzo. Cosi oggi 24 dicembre  giorno della Vigilia di Natale inizieremo il ciclo delle feste  natalizie.  L’isola è tutta in festa con  addobbi stradali  ed eventi  che ne rimarcano la internazionalità sul piano dell’immagine  e della promozione turistica.  Ma Natale è anche  profumo, soprattutto di dolci che si fanno in famiglia e nelle pasticcerie dell’isola. La gamma è vasta e si caratterizza con l’imbarazzo della scelta. Si parte dal Roccocò e si prosegue con i mostaccioli, le paste reali, le cassatine. La cassata, gli struffoli, il tronchetto di  Natale  i susamielli, i torroncini natalizi, i raffaiuoli,   il casatiello al rum ed il famoso panettone. Fra questi , il Roccoco conserva il  ruolo di leader  fra i dolci di Natale  e si impone su di essi per il suo gusto e la speciale forma. Il roccocò è un dolce  napoletano prodotto con mandorle, farina, zucchero e spezie varie senza farsi mancare le profumate bucce di mandarino. Il Roccocò è cotto al forno ed ha una forma tondeggiante simile a quella di una ciambella schiacciata della grandezza media di 10 cm. È un biscotto particolarmente duro quindi può essere ammorbidito bagnandolo nel vermouth, nello spumante, nel vino bianco o nel marsala. La sua preparazione più antica risale al 1320 a opera delle monache del Real Convento della Maddalena. Il nome roccocò deriva dal termine francese rocaille per via della forma barocca e tondeggiante simile a una conchiglia arrotondata. Il roccocò è il dolce che accompagna le famiglie ischitane per  tutto il periodo delle feste natalizie, fino all’Epifania. Viene spesso venduto insieme a raffaiuolimustaccioli e susamielli, altri dolce tipici della tradizione gastronomica natalizia ischi tana. Anche se la maggior parte delle persone crede che i roccocò siano solo duri, ci sono anche di morbidi e di varie dimensioni. Gli struffoli sono anch’essi dolci  tipici della tradizione Napoletana importati sull’isola dalle vecchie generazioni, e rappresentano sicuramente una delle ricette più caratteristiche del periodo Natalizio ischitano.  Essi sono piccole palline di pasta dolce, fritte e poi immerse nel miele e decorate con confettini colorati e frutta candita. Per quanto riguarda le origini degli struffoli, dobbiamo tornare indietro fino all’età degli antichi Greci che pare li abbiano esportati nel Golfo di Napoli al tempo di Partenope. Ed è proprio dal greco che secondo molti deriverebbe anche il nome “struffoli”: più precisamente dalla parola “strongoulos”, ovvero “dalla forma arrotondata”. Altre teorie sostengono che la parola struffolo, deriverebbe da “strofinare”, il gesto che compie chi lavora la pasta, per arrotolarla a cilindro prima di tagliarla in tocchetti. Altri ancora, pensano che lo struffolo si chiami così perché “strofina” il palato, ovvero lo solletica con il suo dolce sapore. Le Paste Reali sono altri dolci che trovano la loro origine nei conventi della vicina Napoli, dai delicati colori pastello che vanno dal rosa, al verde al giallino, preparati con mucchietti di paste di mandorle sistemati su di un ostia tagliata che serve da base e dalle forme più svariate, come stelline a più punte, mezze lune,  tondini, tronchetti  e forme di vari tipi di frutta. Diciamo che sono i dolci della Vigilia di Natale per eccellenza, le suore li preparavano rispettando la dieta di magro, perchè erano preparati con farina zucchero, spezie e mandorle finemente tritate e non era utilizzato alcun grasso animale, essendo il loro condimento ottenuto esclusivamente dall’olio premuto dalle stesse mandorle. L’origine del nome pasta reale pare risalga all’epoca di Re Ferdinando IV.. Si racconta che il Re si recò un pomeriggio in visita al convento delle suore di San Gregorio Armeno e, dopo aver visitato la cappella ed il convento, fu accompagnato dalle sorelle nel refettorio, ove su un grande tavolo era preparato un buffet in cui facevano bella mostra di se aragoste, pesci arrostiti, polli e fagiani oltre a della splendida frutta. Il Re era un gran mangiatore ma si scusò dicendo che da poco aveva finito di pranzare e non sarebbe stato il caso riaffrontare un pasto del genere. Ma le suorine con sguardi di complicità pregarono Re Ferdinando di degnarsi di un assaggio, quale fu la sorpresa del sovrano quando si accorse che tutto quel Ben di Dio non erano altro che dolci efficientemente scolpiti con la pasta di mandorle e certosinamente dipinti a mano. Questa tradizione di pasta reale è rimasta oggi soprattutto in Sicilia dove ci sono degli abilissimi artigiani di pasta martorana o reale. I Mustaccioli, molto consumati  sulle tavole ischitane, sono invece dei dolci natalizi  dalla forma romboidale ricoperti di glassa al cioccolato.  Il  loro nome è legato alle antiche preparazioni contadine che utilizzavano il mosto, mustacea era infatti il loro nome latino, col quale venivano preparati per essere resi più dolci. I Sosamielli  a forma di “S” sono un altro dolce di Natale  in uso a Ischia, impastato con del miele liquido ed anticamente veniva distinto in sosamiello nobile, preparato con la farina bianca e v’era l’usanza di offrirlo alle persone di riguardo, il sosamiello per zampognari, impastato con farina ed elementi di scarto, che veniva offerto al personale di servizio ai contadini in visita e a coloro che venivano a suonare in casa, ed in ultimo il sosamiello del buon cammino imbottito con la marmellata di amarene e che veniva offerto ai soli religiosi. Questi in sostanza sono i dolci che tengono banco da oggi fino alla Befana nelle famiglie ischitane. Un certo numero di famiglie se li confeziona in casa con l’aiuto dei propri fornetti. La  maggior parte invece, preferisce comprarli direttamente in pasticceria risparmiando sul tempio e nella tasca.

 antoniolubrano1941@gmail.com

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di Michele Lubrano

La Vigilia di Natale è un giorno particolare dell’intero periodo festivo. Esso va spiegato con informazioni e considerazioni per meglio intendere l’importanza di questo giorno che oggi   vivremo in tutta la sua pienezza. La vigilia di Natale è il giorno che precede quella che è considerata una delle principali festività del cristianesimo. Cade generalmente il 24 dicembre, ma per le Chiese che continuano ad adottare il calendario giuliano, a causa dello sfasamento dello stesso rispetto al calendario gregoriano, la vigilia di Natale si celebra 13 giorni dopo, il 6 gennaio dell’anno successivo del calendario gregoriano. Nella tradizione del mondo occidentale assume una grande valenza simbolica poiché si celebra, nella notte, la nascita di Gesù, in una grotta di Betlemme, nella Giudea, regione della Palestina. Secondo i vangeli, seguendo la stella di Betlemme, i re magi venuti dall’Oriente trovarono un bambino che giaceva in una mangiatoia: ne riconobbero l’importanza e gli offrirono, incenso e mirra. Per il fedele, la veglia notturna della vigilia serve da transito verso il mistero della nascita del Dio che si fa uomo ed entra nella storia dell’umanità: si danno gli ultimi ritocchi al presepe, ci si prepara per la messa di mezzanotte, in una attesa che ha lo scopo di far presente e reale il miracolo della nascita di Gesù. Per l’anno liturgico e giubilare della Chiesa cattolica, la vigilia di Natale è l’ultimo giorno dell’Avvento ed è anche l’ultimo dei nove giorni feriali della cosiddetta novena di Natale e il primo del tempo di Natale. C’è anche da ricordare la celebrazione della veglia nella quale i fedeli, dalla tarda serata e fino all’alba del giorno di Natale, si riuniscono in preghiera. All’originaria valenza è stata aggiunta quella propria della festa moderna, percepita anche dai non credenti, caratterizzata da una ricca cena (detta appunto “della vigilia”) e dallo scambio di regali, destinati alle persone care, allo scoccare della mezzanotte. Tale usanza non è diffusa in tutto il mondo, dove spesso come nel Regno UnitoNord America e Australia si fa la cena di Natale invece della vigilia.[1] L’Italia però fa da unica eccezione poiché la cosiddetta “cena della Vigilia” è molto variabile da zona a zona: infatti in alcune zone si preferisce festeggiare al pranzo del giorno di Natale, mentre la cena della relativa Vigilia è del tutto ignorata, in contrasto quindi con la tradizione Nord Europea e Scandinava.Inoltre, in alcune zone dell’Italia meridionale, nella mezzanotte tra il 24 e 25 dicembre è usanza svolgere, in casa, una processione aperta da una candela seguita dal più piccolo recante la statuina di Gesù bambino e il resto dei familiari che intonano il Tu scendi dalle stelle, l’Astro del ciel o il Venite fedeli; tale processione termina con l’arrivo presso il presepe, il bacio al “bambinello” e la riposizione dello stesso sulla culla della natività. Quest’usanza era in tempi passati  abbastaza diffusa nelle famiglie dell’isola, nelle quali addirittura il rito sacro lo si anticipava al mattino presto della Vigilia subito dopo la conclusione della Novena del Bambino in chiesa. Ora solo Forio mantiene la tradizione e lo fa in piazza San Gaetano ed in Via Marina alle prime luci dell’alba di questa mattina, dopo la novena del bambino con una processione ed una pubblica faggiolata fumante.

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ANTONIO LUBRANO

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GIOVAN GIUSEPPE LUIBRANO

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