• ISCHIAMONDOBLOG.COM E LA LUBRANO PRESS DIFFONDONO IL MESSAGGIO DI PASQUA DEL VESCOVO DI ISCHIA S.E. MONS. PIETRO LAGNESE AGLI ISCHITANI SULL'ISOLA E SPARSI PER IL MONDO.
  • CHIESA CATTEDRALE DI ISCHIA PONTE - I RITI DELLA SETTIMANA SANTA - VENERDI' SANTO - AZIONE LITURGICA DELLA PASSIONE DI GESU' E ADORAZIONE DELLA CROCE - PIO ESERCIZIO DELLA VIA CRUCIS OFFICIATO DA S. E. MONS. PIETRO LAGNESE VESCOVO DELLA DIOCESI DI ISCHIA-----------------------------------------(clicca sulle foto, le vedai in primo piano e più grandi"
  • CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA DI PORTOSALVO A PORTO D'ISCHIA - I RITI DELLA SETTIMANA SANTA - GIOVEDI' SANTO - MESSA IN COENA DOMINI E REPOSIZIONE DEL SS. SACRAMENTO OFFICIATA DAL PARROCO DON LUIGI DE DONATO-----------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
  • CHIESA CATTEDRALE DI ISCHIA PONTE - RITO DELLA SETTIMANA SANTA - MESSA CRISMALE E CONSACRAZIONE DEGLI OLII SANTI OFFIACIATA DA S. E. MONS. PIETRO LAGNESE VESCOVO DELLA DIOCESI DI ISCHIA CON LA PARTECIPAZIONE DEL CLERO ISOLANO, DI UNA GRAN FOLLA DI FEDELI E DEL CORO DEL MAESTRO PEPPINO IACONO CON PADRE MARIO LAURO A SOSTENERE I CANTI DELL'ASSEMBLEA IN CHIESA ---------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo pianoie più grandi)
  • HOTEL CRISTALLO DI CASAMICCIOLA - "FARE IL BENE....FA BENE" - IL PRESIDENTE DELL'UILDM PROF. RAFFAELE BRISCHETTO CONSEGNA UN ATTESTATO DI RINGRAZIAMENTO ALLA POPOLAZIONE DI CASAMICCIOLA NELLE MANI DEL SINDACO DEL COMUNE TERMALE ISOLANO GIOVAN BATTISTA CASTAGNA PER LA MARATONA TELETHON 2018---------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
La notizia del giorno
ISCHIAMONDOBLOG.COM E LA LUBRANO PRESS DIFFONDONO IL MESSAGGIO DI PASQUA DEL VESCOVO DI ISCHIA S.E. MONS. PIETRO LAGNESE AGLI ISCHITANI SULL’ISOLA E SPARSI PER IL MONDO.

P1690913

57340960_10218107519189585_2838543795732086784_nMessaggio di Pasqua 2019 del Vescovo Pietro Lagnese

Dal deserto un giardino irrigato

Percorro in visita pastorale il variegato territorio dell’Isola, verde ancora e incantevole sempre. Tuttora un giardino, anche se un tempo molto di più. Ischia, bellissima e fragile, unica comunque, nonostante tutto, nonostante i soprusi e le
violenze, nonostante i nostri tradimenti. Sull’esempio di Maria di Nazareth vado in cerca di vite in apparenza ormai sfiorite, per portare la presenza del Vivente e provare ad annunciare il Risorto, il Veniente. Entro nelle case, costruite spesso in posti inaspettati e sorprendenti, quasi piantate, dove si poteva o si voleva, come nate spontaneamente. Per ùraggiungerle m’inerpico per strade quasi di montagna, m’inoltro in sentieri di campagna, a tratti ancora scalinate, un tempo soltanto mulattiere. Respiro il mare e la terra e, complice la primavera già avanzata, osservo le gemme
ormai sbocciate, i primi fiori e l’erba. Avverto i profumi trasportati dal vento e sento la vita che riparte. E avanza. Che meraviglia: la creazione rinasce, la vita ritorna! E
penso a Dio, alla vita e alle sue dinamiche pasquali.
Alla mente mi tornano le parole del Papa che dice che la vita di un cristiano vero fa del bene anche al creato, e poi parla di un giardino tramutatosi in deserto e del Figlio di Dio che vi entra per farlo tornare ad essere giardino (cfr. Messaggio Quaresima 2019). E sento desiderio di Pasqua, di Risurrezione. Così con il cuore mi porto a quel
mattino, a quel giorno dopo il sabato che cambiò la storia, quando le donne, all’alba,fecero l’incontro col Risorto.
Riprendo nei vangeli i brani della morte del Signore, quelli della sepoltura e della Sua risurrezione: letti e riletti, ogni volta hanno un sapore nuovo! Mi fermo a pensare ai
luoghi della Pasqua: a quello della croce e a quello del sepolcro, poco distante, poirimasto vuoto. Spinto dal Messaggio di Francesco e, avendo in cuore ancora i
profumi della terra, leggo dal Vangelo di Giovanni e spiritualmente mi porto anch’io in quel giardino.“Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era ilgiorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù” (19, 41-42). Proprio là, in quel giardino, Maria di Magdala si precipitò il mattino di Pasqua “quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro”
(20, 1). Che bello! – mi dico – Gesù, dunque, muore e risorge in un giardino! Eppure a scrutare molte delle immagini del Risorto, pare che, raramente, gli artisti, lasciandosi
ispirare da Giovanni, abbiano pensato al “giardino” per raccontare l’evento della Risurrezione. All’evangelista invece sembra che affermarlo stia proprio tanto a cuore. Appare
chiaro fin dalle prime battute del racconto; già dall’inizio della passione. Così per illuogo dell’arresto: Matteo e Marco lo chiamano “un podere”, aggiungendo che si tratta del “Getsèmani” (Mt 26, 36; Mc 14, 32) mentre Luca lo presenta come “Monte degli Ulivi” (22, 39); Giovanni invece, non preferendo nessuna delle due espressioni sceglie, volutamente, di parlare di “un giardino” localizzandolo “al di là del torrente Cedron” (18,1). Perché tanta insistenza? Quell’immagine pare sia una chiara allusione a qualcos’altro.
A Giovanni interessa riferirci degli inizi, richiamare i racconti delle origini, quelli narratici nel Libro della Genesi e ricordarci del giardino della comunione, quando l’uomo faceva esperienza della Vita, quando l’uomo viveva nella Pace (2, 8-15). Per parecchi padri della Chiesa, come pure per diversi mistici medievali, c’è un messaggio preciso che a Giovanni interessa comunicare: con la morte e resurrezione
di Gesù il giardino della creazione si spalanca nuovamente all’uomo; un nuovo inizio è donato all’umanità. Nel Figlio, crocifisso per amore, Dio riammette gli uomini alla comunione con Sé ed essi ritornano alla Vita. E non solo! Pare che nel raccontare la scena dell’incontro, quello tra il Risorto e
Maria di Magdala, Giovanni voglia dire anche dell’altro. Più diun commentatore ha infatti ricordato che il IV Vangelo, al quale pure sta a cuore il tema delle nozze (cfr.
Gv 2, 9; 3, 29), adoperando l’immagine del giardino voglia richiamare anche il Cantico dei Cantici. «“Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Ella, pensando che fosse il custode del
giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo”» (Gv 20, 15): come non vedere in questo incontro la sposa del Cantico?
Anche là si parla – e più volte – di un giardino; anche in quel Libro c’è una donna che,correndo ansiosa, cerca il suo amato (3, 1-4; 5, 6-8), e, paragonata essa stessa a un
giardino (4, 12-5, 1; 6, 1-2), è invitata, peraltro, come in Giovanni, a voltarsi due volte (7,1). Sì, nell’incontro con Maria di Magdala vi è il racconto dell’intera storia
dell’umanità: un’umanità che cerca l’Amore e che in Cristo ha la possibilità di trovarlo: “Avete visto l’amore dell’anima mia? Sono venuto nel mio giardino, sorella mia, mia sposa” (Ct 3,3.5,1).Carissimi, l’augurio che faccio ad ognuno, a me e a ciascuno di voi, è che anche noi, come Maria di Magdala, possiamo fare esperienza del Risorto! Con Lui davvero tutto
cambia! In Lui il deserto può davvero diventare un giardino (cfr. Is 32, 15), la terra arida, una zona di sorgenti (cfr. Is 41,18). “Egli – ci dice Papa Francesco – è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di
vita” (Christus vivit, 1). Se lo vorremo anche la nostra creazione, la mia e la tua, saranno riportate al principio. Nel Figlio Suo, anche la nostra umanità potrà essere rigenerata. Con Lui una nuova vita ci è donata. Dio ci dà la possibilità di ricominciare! E lo fa piantando a Pasqua, nel deserto del mondo, l’Albero della Croce. Gesù di Nazareth, fiorito nella risurrezione, diviene lievito di vita nuova. A partire da Lui, il deserto rinasce e diventa giardino. Voglia il Signore che anche la mia e la tua vita siano abitate da Lui. Allora, come per Maria di Magdala, come per la Sposa del Cantico dei Cantici, anche la nostra vita diventerà giardino, anzi giardino irrigato (cfr. Is 58, 11). Scopriremo che è Lui lo Sposo, Colui che ognuno cerca, anche senza saperlo; e che la vita è, in fondo, accogliere l’Amore. “Lui è in te, Lui è con te e non se ne va mai. Per quanto tu tipossa allontanare, accanto a te c’è il Risorto, che ti chiama e ti aspetta per ricominciare. Quando ti senti vecchio per la tristezza, i rancori, le paure, i dubbi o i
fallimenti, Lui sarà lì per ridarti la forza e la speranza” (Christus vivit, 2). Lasciamo che il Risorto abiti i nostri deserti! Allora, piantati nella casa del Signore, fioriremo
negli atri del nostro Dio, nella vecchiaia daremo ancora frutti, saremo vegeti e rigogliosi (cfr. Sal 92, 14-15). Maria, Colei che ci ha dato il frutto più squisito, interceda per noi!
Santa Pasqua di Risurrezione!
+ Pietro

Messaggio di Pasqua 2019 del Vescovo Pietro Lagnese
Dal deserto un giardino irrigato

Percorro in visita pastorale il variegato territorio dell’Isola, verde ancora e incantevole sempre. Tuttora un giardino, anche se un tempo molto di più. Ischia, bellissima e fragile, unica comunque, nonostante tutto, nonostante i soprusi e le
violenze, nonostante i nostri tradimenti. Sull’esempio di Maria di Nazareth vado in cerca di vite in apparenza ormai sfiorite, per portare la presenza del Vivente e provare ad annunciare il Risorto, il Veniente. Entro nelle case, costruite spesso in posti inaspettati e sorprendenti, quasi piantate, dove si poteva o si voleva, come nate spontaneamente. Per ùraggiungerle m’inerpico per strade quasi di montagna, m’inoltro in sentieri di campagna, a tratti ancora scalinate, un tempo soltanto mulattiere. Respiro il mare e la terra e, complice la primavera già avanzata, osservo le gemme
ormai sbocciate, i primi fiori e l’erba. Avverto i profumi trasportati dal vento e sento la vita che riparte. E avanza. Che meraviglia: la creazione rinasce, la vita ritorna! E
penso a Dio, alla vita e alle sue dinamiche pasquali.
Alla mente mi tornano le parole del Papa che dice che la vita di un cristiano vero fa del bene anche al creato, e poi parla di un giardino tramutatosi in deserto e del Figlio di Dio che vi entra per farlo tornare ad essere giardino (cfr. Messaggio Quaresima 2019). E sento desiderio di Pasqua, di Risurrezione. Così con il cuore mi porto a quel
mattino, a quel giorno dopo il sabato che cambiò la storia, quando le donne, all’alba,fecero l’incontro col Risorto.
Riprendo nei vangeli i brani della morte del Signore, quelli della sepoltura e della Sua risurrezione: letti e riletti, ogni volta hanno un sapore nuovo! Mi fermo a pensare ai
luoghi della Pasqua: a quello della croce e a quello del sepolcro, poco distante, poirimasto vuoto. Spinto dal Messaggio di Francesco e, avendo in cuore ancora i
profumi della terra, leggo dal Vangelo di Giovanni e spiritualmente mi porto anch’io in quel giardino.“Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era ilgiorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù” (19, 41-42). Proprio là, in quel giardino, Maria di Magdala si precipitò il mattino di Pasqua “quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro”
(20, 1). Che bello! – mi dico – Gesù, dunque, muore e risorge in un giardino! Eppure a scrutare molte delle immagini del Risorto, pare che, raramente, gli artisti, lasciandosi
ispirare da Giovanni, abbiano pensato al “giardino” per raccontare l’evento della Risurrezione. All’evangelista invece sembra che affermarlo stia proprio tanto a cuore. Appare
chiaro fin dalle prime battute del racconto; già dall’inizio della passione. Così per illuogo dell’arresto: Matteo e Marco lo chiamano “un podere”, aggiungendo che si tratta del “Getsèmani” (Mt 26, 36; Mc 14, 32) mentre Luca lo presenta come “Monte degli Ulivi” (22, 39); Giovanni invece, non preferendo nessuna delle due espressioni sceglie, volutamente, di parlare di “un giardino” localizzandolo “al di là del torrente Cedron” (18,1). Perché tanta insistenza? Quell’immagine pare sia una chiara allusione a qualcos’altro.
A Giovanni interessa riferirci degli inizi, richiamare i racconti delle origini, quelli narratici nel Libro della Genesi e ricordarci del giardino della comunione, quando l’uomo faceva esperienza della Vita, quando l’uomo viveva nella Pace (2, 8-15). Per parecchi padri della Chiesa, come pure per diversi mistici medievali, c’è un messaggio preciso che a Giovanni interessa comunicare: con la morte e resurrezione
di Gesù il giardino della creazione si spalanca nuovamente all’uomo; un nuovo inizio è donato all’umanità. Nel Figlio, crocifisso per amore, Dio riammette gli uomini alla comunione con Sé ed essi ritornano alla Vita. E non solo! Pare che nel raccontare la scena dell’incontro, quello tra il Risorto e
Maria di Magdala, Giovanni voglia dire anche dell’altro. Più diun commentatore ha infatti ricordato che il IV Vangelo, al quale pure sta a cuore il tema delle nozze (cfr.
Gv 2, 9; 3, 29), adoperando l’immagine del giardino voglia richiamare anche il Cantico dei Cantici. «“Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Ella, pensando che fosse il custode del
giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo”» (Gv 20, 15): come non vedere in questo incontro la sposa del Cantico?
Anche là si parla – e più volte – di un giardino; anche in quel Libro c’è una donna che,correndo ansiosa, cerca il suo amato (3, 1-4; 5, 6-8), e, paragonata essa stessa a un
giardino (4, 12-5, 1; 6, 1-2), è invitata, peraltro, come in Giovanni, a voltarsi due volte (7,1). Sì, nell’incontro con Maria di Magdala vi è il racconto dell’intera storia
dell’umanità: un’umanità che cerca l’Amore e che in Cristo ha la possibilità di trovarlo: “Avete visto l’amore dell’anima mia? Sono venuto nel mio giardino, sorella mia, mia sposa” (Ct 3,3.5,1).Carissimi, l’augurio che faccio ad ognuno, a me e a ciascuno di voi, è che anche noi, come Maria di Magdala, possiamo fare esperienza del Risorto! Con Lui davvero tutto
cambia! In Lui il deserto può davvero diventare un giardino (cfr. Is 32, 15), la terra arida, una zona di sorgenti (cfr. Is 41,18). “Egli – ci dice Papa Francesco – è la nostra speranza e la più bella giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che Lui tocca diventa giovane, diventa nuovo, si riempie di
vita” (Christus vivit, 1). Se lo vorremo anche la nostra creazione, la mia e la tua, saranno riportate al principio. Nel Figlio Suo, anche la nostra umanità potrà essere rigenerata. Con Lui una nuova vita ci è donata. Dio ci dà la possibilità di ricominciare! E lo fa piantando a Pasqua, nel deserto del mondo, l’Albero della Croce. Gesù di Nazareth, fiorito nella risurrezione, diviene lievito di vita nuova. A partire da Lui, il deserto rinasce e diventa giardino. Voglia il Signore che anche la mia e la tua vita siano abitate da Lui. Allora, come per Maria di Magdala, come per la Sposa del Cantico dei Cantici, anche la nostra vita diventerà giardino, anzi giardino irrigato (cfr. Is 58, 11). Scopriremo che è Lui lo Sposo, Colui che ognuno cerca, anche senza saperlo; e che la vita è, in fondo, accogliere l’Amore. “Lui è in te, Lui è con te e non se ne va mai. Per quanto tu tipossa allontanare, accanto a te c’è il Risorto, che ti chiama e ti aspetta per ricominciare. Quando ti senti vecchio per la tristezza, i rancori, le paure, i dubbi o i
fallimenti, Lui sarà lì per ridarti la forza e la speranza” (Christus vivit, 2). Lasciamo che il Risorto abiti i nostri deserti! Allora, piantati nella casa del Signore, fioriremo
negli atri del nostro Dio, nella vecchiaia daremo ancora frutti, saremo vegeti e rigogliosi (cfr. Sal 92, 14-15). Maria, Colei che ci ha dato il frutto più squisito, interceda per noi!
Santa Pasqua di Risurrezione!
+ Pietro

P1700059

P1700065

P1700056

Fatti Curiosi
VIGILIA DI NATALE, MOBILITATE LE MAGGIORI PESCHERIE DI ISCHIA PER LA VENDITA DEL PESCE DI QUALITA’ – IL CAPITONE CHE PROVIENE DALLE LAGUNE DI COMACCHIO, CHIOGGIA E MESTRE IL PESCE PER TRADIZIONE PIU’ RICHIESTO, SEGUONO I CEFALI, LE SPIGOLE, LE ORATE, I GAMBERI, LE TRIGLIE, POLIPI E CALAMARI ED ALTRE VARIETA’ DI PESCE————————————————–(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

                    Il Servizio Particolare

di

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

P1200343

P1200331

P1200362

********************************************************************

******************************************************

********************************************

PESCHERIA SUPERMERCATO DOK

Via delle Terme

P1200284

P1200282

P1200285

P1200286

P1200287

P1200288

*******************************************************

PESCHERIA

FRATELLI COSTA

Via Franceco Buonocore

P1200300

P1200301

P1200304

P1200305

P1200306

P1200307

P1200308

P1200309

P1200310

P1200312

P1200313

P1200314

P1200315

*****************************************************

PESCHERIA SILVIO COSTA

Via delle Ginestre

P1200316

P1200320

P1200321

P1200323

P1200324

P1200325

P1200327

P1200328

P1200329

P1200330

P1200331

P1200332

P1200334

P1200337

P1200335

**************************************************************

PESCHERIA DA PASQUALE

Via A. Sogliuzzo pressi (pressi Bar la Violetta)

P1200338

P1200339

P1200340

P1200341

P1200342

P1200343

P1200345

********************************************************************

PESCHERIA FRANCESCO BUONO

Via Luigi Mazzella

Ischa Ponte

P1200347

P1200348

P1200349P1200350

P1200352

P1200353

P1200357

P1200358

P1200359

P1200360

P1200362

Il Servizio Particolare

è stato realizzato da

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§