• SANT'ANGELO IN FESTA PER L'ATTESA RICORRENZA DEL SANTO PATRONO SAN MICHELE ARCANGELO - LA TRADIZIONALE DIANA DI FUOCHI DI IERI CON MESSE IN CONTINUAZIONE NEL GORNO DEL SANTO E SPETTACOLO SERALE IN PIAZZETTA CON CONCERTI DI NICOLA PANTALONE E PIETRA MONTECORVINO - OGGI MARTEDI 30 SETTEMBRE PROCESSIONE VIA MARE, MESSA IN PIAZZETTA E SPETTACOLARI FUOCHI PIROTECNICI SPARATI A MARE------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
  • PRIMA VITTORIA IN CAMPIONATO PER L'ISCHIA CHE VINCE PER 2 A 1 IN TRASFERTA SUL CAMPO DIFFICILE DELL'AVERSA NOMANNA - RITORNA LA FIDUCIA NELL'AMBIENTE------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi),
  • CONFERENZA STAMPA AL COMUNE D'ISCHIA DOVE E' STATO PRESENTATO IL PROGRAMMA DEL PRIMO FESTIVAL NAZIONALE DI TEATRO AMATORIALE, PREMIO AENARIA CITTA' DI ISCHIA CHE AVRA' LUOGO SULL'ISOLAA DALL'11 OTTOBRE AL 30 NOVEMBRE PROSSIMI - LE RECITE SI TERRANO PRESSO IL TEATRO DEL POLIFINZIONALE DI VIA MORGIONI-------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
  • CONTINUANO A ISCHIA GLI INCONTRI NELL'AMBITO DELLA RASSEGNA CULTURALE "IL CONTASTORIE" - A VILLA ARBUSTO ALESSANDRA BENINI HA TRATTATO IL TEMA"C'ERA UNA VOLTA AENARIA CONTRIBUTI DELL'ARHEOLOGIA SUBACQUEA--------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
  • LA SCOMPARSA DI SPARASPILLI AL SECOLO GIOVANNI LAURO - QUESTA MATTINA SONO AVVENUTI I FUNERALI IN CATTEDRALE OFFICIATI DA DON MASSIMINO LAURO - AMPIA LA PARTECIPAZIONE DEGLI AMICI STRETTI INTORNO AL FERETRO ED ALLA FAMIGLIA------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in prmo piano e più grandi)
La notizia del giorno
SANT’ANGELO IN FESTA PER L’ATTESA RICORRENZA DEL SANTO PATRONO SAN MICHELE ARCANGELO – LA TRADIZIONALE DIANA DI FUOCHI DI IERI CON MESSE IN CONTINUAZIONE NEL GORNO DEL SANTO E SPETTACOLO SERALE IN PIAZZETTA CON CONCERTI DI NICOLA PANTALONE E PIETRA MONTECORVINO – OGGI MARTEDI 30 SETTEMBRE PROCESSIONE VIA MARE, MESSA IN PIAZZETTA E SPETTACOLARI FUOCHI PIROTECNICI SPARATI A MARE————————(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)

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DESCRIZIONE DELLA FESTA DI

SAN MCHELE ARCANGELO

SANT’ANGELO D’ISCHIA

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Il 29 e 30 settembre, nella bellissima cornice di Sant’Angelo (Serrara Fontana) va in scenala festa di San Michele, protettore del borgo. È una processione molto sentita dai locali che – tra il passaggio della banda musicale, le Sante Messe nell’omonima chiesetta del XIX secolo, la festa in piazza dove la statua lignea del Santo è alla mercè dei fedeli e la processione a mare -, per due giorni vivono intensamente le celebrazioni dedicate all’Arcangelo più importante della liturgia cristiana, il difensore della fede in Dio contro le orde di Satana.

Del resto, si intuisce facilmente perchè questa piccola enclave di pescatori abbia avuto bisogno di una protezione così importante contro le paure ancestrali di un elemento estraneo e potenzialmente ostile come l’acqua. Non a caso, è proprio la processione a mare il momento più suggestivo della ricorrenza, quello a cui gli abitanti di Sant’Angelo tengono di più. Così come non è affatto casuale, ma anche qui in linea con il vissuto storico del borgo, la tradizione di trasportare il santo a bordo di un peschereccio.

Decine di imbarcazioni seguono San Michele Arcangelo nella sua traversata da Punta Chiarito, la collina che cinge la baia di Sorgeto, fino alle Petrelle, dal lato opposto (rispetto a Sant’Angelo) della spiaggia dei Maronti. Addirittura, per i fedeli che non trovano posto sui taxi boat della cooperativa barcaioli di Sant’Angelo, c’è la possibilità di imbarcarsi su due motonavi normalmente impiegate per le gite turistiche nel Golfo di Napoli.

Lungo il tragitto, il santo è continuamente accolto da spettacolari fuochi pirotecnici. In pratica, non c’è albergo, ristorante, bar e abitazione privata che non si senta in dovere di salutare rumorosamente l’angelo Mi-ka-El, nell’iconografia cristiana spesso raffigurato nell’atto di sconfiggere il Demonio, l’angelo del male.

Nella sua poesia di commiato da Forio e dal Mezzogiorno, Wystan Hugh Auden (1907 – 1973) uno dei più grandi interpreti della letteratura anglossassone del ‘900, scrisse a proposito dell’inveterata abitudine di salutare i santi con i mortaretti, che si trattava di “frastuono inteso per esorcismo”, un modo per affermare:”Può darsi che noi si sia mortali Ma siamo ancora qui!”.

La poesia però termina con una delle strofe più belle mai scritte: “sebbene non sempre si possa Ricordare esattamente perché si è stati felici, Non ci si dimentica d’esserlo stati”.

Vale per l’isola d’Ischia, vale ancora di più per la Festa di San Michele Arcangelo, giù nel piccolo borgo di Sant’Angelo.

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Servizio di

GIOVAN GIUSEPPE LUBRNO

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LA PROCESSIONE DEL 29 SETTEMBRE

GIORNO DI SAM MICHELE ARCANGELO

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SEGUONO ALTRE FOTO

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IL CONCERTO SERALE DI

NICOLA PANTALONE E PIETRA MONTECORVINO

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Fatti Curiosi
IL QUOTIDIANO NAZIONALE “LA STAMPA” DI TORINO SPONSORIZZA L’ISOLA D’ISCHIA E LE SUE VIRTU’
TORINOCUNEOAOSTAASTINOVARAVCOVERCELLIBIELLAALESSANDRIASAVONAIMPERIA e SANREMO V

Ischia, l’isola che nasconde un cuore contadino

Oltre le terme, il fascino di una storia ricca e di una cucina che punta sui profumi di terra
ANSA

Un’immagine dello Scoglio, l’isolotto che racchiude come uno scrigno i tesori artistici di Ischia


Mare incantato, baie nascoste, piccoli borghi ricchi di fascino: Ischia è la meta ideale per un «fuori stagione» tra il romantico e modaiolo. Il suo cuore artistico batte sullo Scoglio, l’isolotto, a una manciata di minuti dal porto, che custodisce le testimonianze più importanti della storia ischitana, come i resti della chiesa di San Pietro, il monastero delle Clarisse, la chiesa dell’Immacolata con la sua inconfondibile cupola e il Castello Aragonese. Dove nei primi decenni del ’500 soggiornò e «regnò» la principessa (e poetessa) Vittoria Colonna attorniata da un cenacolo di artisti e letterati d’eccezione, da Michelangelo (che dedicò alla donna tenerissimi sonetti d’amore) ad Ariosto a Pietro Aretino. Lasciato alle spalle il centro abitato di Ischia, ecco Casamicciola, che, adagiata sulle pendici dell’Epomeo (il monte dell’isola), conserva nelle zone più interne valli, calanchi, terrazzamenti e coni di vulcani spenti e poi pinete, agrumeti, vigneti e boschi: basta percorrere la vecchia Strada Borbonica per scoprirli e così lungo i tornanti che portano alle giogaie del Cretaio viene allo scoperto in modo prepotente «l’anima di terra» di Ischia.

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Riprendendo la litoranea, un «fungo» (in realtà, uno scoglio di tufo modellato dal vento e dalle onde) immerso nel mare è il logo di Lacco Ameno, diventata famosa per i suoi alberghi e i centri termali negli Anni 60 del secolo scorso. La sua storia è, però, lunga di secoli e la prova è da cercare nel Museo Archeologico della settecentesca Villa Arbusto dove si trovano i gioielli, i corredi funerari, i vasi dei coloni greci che sbarcarono sull’isola e che fondarono Pithecusa, la loro città. A Forio, invece, sono sorte le ville più belle dell’isola come La Colombaia (appartenuta a Luchino Visconti) e La Mortella con il giardino lussureggiante che il compositore inglese William Walton fece realizzare, intorno agli Anni 50, da Roussel Page, uno dei più grandi paesaggisti del secolo scorso.

Forio è il più grande centro dell’isola: le sue case si arrampicano fino sui fianchi dell’Epomeo e nel suo centro storico si incontrano, in quantità, memorabilia del glorioso passato come le torri medievali, spesso riutilizzate come sedi di alberghi di charme, come succede per esempio all’Hotel Mezzatorre (www.mezzatorre.it) nascosto in un parco immenso, su di un promontorio circondato dal mare. Uscendo da Forio, si scende fino a Sant’Angelo, paesino incantato, allungato sul mare con le piccole case dei pescatori dipinte a colori pastello: qui si gira solo a piedi, tra vicoli che sanno di vento e di mare, per raggiungere il porticciolo con le barche dei pescatori ormeggiate e lo scoglio di tufo grigio unito da una sottile striscia di sabbia alla terraferma.

E l’anima terragna di Ischia? Quella si scopre nella sua cucina contadina, dove il piatto simbolo non è a base di pesce, come sarebbe facile supporre, ma di carne: il must è il coniglio all’ischitana, altri ingredienti immancabili sulle tavole ischitane sono le verdure e le erbe selvatiche, che entrano nella composizione di minestre (come quella di cicoria e fagioli) o si sposano ad altre erbe o verdure come nella millenaria «scapece» a base di mentuccia, peperoncino, aglio.

03/04/2014 · Fatti curiosi, Turismo