• SPECIALE MESSAGGIO DI IRENE DA SERRARA: PER GLI EVENTI DI ARTE E CULTURA DI LIVELLO: “CI SIAMO ANCHE NOI” – LA SINDACA IACONO PRESENTA IL SUO POLIFUNZIONALE CON LE STORIE CARAVAGGESCHE, OVVERO IL CARAVAGGIO VISTO DA GUIDO VENANZONI--------------------------------------------------------(clicca sulle foto,le vedrai in primo piano ed poù grandi
  • ANGELA CIMMINO E ODILIA TELESE CON “STREET ART SUMMER EDITION” RILANCIANO A ISCHIA L’ARTE DI STRADA UNA SORTA DI MOSTRA COLLETTIVA ALL’ APERTO RAVVIVATA DALL’UNIVERSALITÀ DEL MESSAGGIO MUSICALE CHE DA QUESTA SERA CONTINUA OGNI SETTIMANA PER TUTTA L’ESTATE----------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
  • A LACCO AMENO CAMPANE A FESTA PER LA RICORRENZA DI SANTA RESTITUTA QUESTA MATTINA IN BASILICA IL PONTIFICALE DEL VESCOVO VILLANO E OGGI POMERIGGIO DIANA E LA GRANDE PROCESSIONE PER MARE CON SBARCO AL PORTO DI CASAMICCIOLA----------------------------------------------------------------------(=
  • SANTA RESTITUTA, LA STORIA PIU’ FORTE DELLA LEGGENDA NELLE ILLUSTRAZIONI DELL’ARTISTA ANGELA IMPAGLIAZZO LACCO AMENO OGGI IN PIENA FESTA RIVIVE A SAN MONTANO LO SBARCO E IL MARTIRIO DELLA GIOVANE “RIBELLE” DI CARTAGINE – DOMANI LA GRANDE PROCESSIONE E L’ATTESA DIANA DI FUOCHI---------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in proimo piano e più grandi)
  • ONDE E SPRUZZI DEL MARE NELLA NOBILE ARTE DELLA FOTOGRAFIA PROFESSIONALE DEL FOTOGRAFO MARCO CASCIELLO IN MOSTRA AI GIARDINI RAVINO DI FORIO CON LA REGIA DELL’ARCHEOLOGA MARIANGELA CATUOGNO-------------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
La notizia del giorno
SPECIALE MESSAGGIO DI IRENE DA SERRARA: PER GLI EVENTI DI ARTE E CULTURA DI LIVELLO: “CI SIAMO ANCHE NOI” – LA SINDACA IACONO PRESENTA IL SUO POLIFUNZIONALE CON LE STORIE CARAVAGGESCHE, OVVERO IL CARAVAGGIO VISTO DA GUIDO VENANZONI——————————————————–(clicca sulle foto,le vedrai in primo piano ed poù grandi

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Servizio Speciale

di ANTONIO LUBRANO

Fotoricerca

di GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

Fotoreporter

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IL COMMENTO DELL’ARTISTA ISOLANA DI FORIO YLENIA PILATO :”

HO APPREZZATO MOLTO LA MOSTRA. IN PARTICOLAR MODO MI HA COLPITO L’OPERA AMOR VINCIT OMNIA. QUESTO QUADRO È DIVERSO DA MILLE ALTRI QUADRI CHE RITRAGGONO CUPIDO, IL DIO DELL’AMORE. EMBLEMATICO, ALLEGORICO, MERAVIGLIOSO E MISTERIOSO. LA METAFORA RACCHIUSA IN QUESTO SPLENDIDO CAPOLAVORO È CHE L’AMORE TRIONFA SU TUTTO. SUL POTERE, SULLE ARMI E SULL’ARTE STESSA. L’AMORE TRIONFA SU TUTTO L’UNIVERSO.  E PER SEMPRE, IO CREDO, CHE SARÀ COSÌ. QUESTA RIVOLUZIONARIA MOSTRA HA CONQUISTATO PROPRIO TUTTI I PRESENTI. È STATO PIACEVOLE CONOSCERE IL MAESTRO GUIDO VENANZONI, UNO DEI PIÙ AUTOREVOLI PITTORI CARAVAGGISTI A LIVELLO MONDIALE, STIMATO E CHIAMATO DA VITTORIO SGARBI (CHE HO PERSONALMENTE CONOSCIUTO A SPOLETO), AD ESPORRE ANNI FA AL MUSEO DEL PALAZZO DOEBBING A SUTRI. UN ONORE ANCHE CONOSCERE IL PROFESSOR PETRUCCI E L’ARTISTA ISCHITANO ANTONIO PUZELLA. BEN VENGANO ALTRE INIZIATIVE DI SPICCO! SONO CERTA CHE SERRARA FONTANA FARÀ DA APRIPISTA IN QUESTO SENSO”

DI ANTONIO LUBRANO

La  Sindaca Irene Iacono, a sorpresa, dal  Comune di  Serrara Fontana  lancia il guanto di sfida dei grandi eventi d’arte e di cultura che si organizzano all’ambra di Ssn Nicola, con i suoi Polifunzional, Biblioteca comunale e Museo dell’Epomeo  alle “rivali”  Lucia Annicelli, Caterina Mazzella,Angela Cimmino Bottiglieri, Odilia Telese, Mariangela  Catuogno, Carla Tufano, Ernesta Mazzella, Ylenia Pilato e Lina Tufano promotrici di incontri, mostre, convegni e concerti,  col messaggio recapitato che suona perentorio  così: “Attenzione, ci siamo anche noi”. Infatti presso il Centro Polifunzionale di Serrara Fontana in piazza Arturo Trofa sabato 13 maggio 2024 si è svolto il vernissage della mostra ” Storie caravaggesche ”  il Caravaggio rivisitato del maestro Guido Venanzoni e le opere del suo allievo Antonio Puzella.  La mostra, curata da Francesco Petrucci durerà fino al 2 giugno e sarà aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 14.00 e dalle 17.00 alle 21.00. L’evento cofinanziato dal Poc Campania 2014-2020 rientra nel percorso culturale che l’amministrazione comunale di Serrara Fontana capitanata dal Sindaco Irene Iacono, porta avanti nella direzione di alimentare un turismo di qualità. Caravaggio è stato uno degli artisti italiani più conosciuti al mondo. La sua straordinaria tecnica pittorica e l’intensità dei suoi dipinti ne hanno fatto un testimone del tormentato periodo storico in cui è vissuto, ma soprattutto un maestro assoluto della luce. Luce, innovazione, genio e arte: il rapporto tra colore, luce ed energia è stato al centro dell’esposizione presso il Centro Polifunzionale di Serrara Fontana ed ha esaltato da una parte la vita di Caravaggio, contrassegnata da tanti e spettacolari colpi di scena e dall’altra ha mirato ad entrare nel mondo dell’energia e del colore di Caravaggio. È noto quanto l’artista prediligeva le ambientazioni buie per ricreare quell’atmosfera a lui indispensabile in cui la luce, che filtrava dai lucernai in modo diretto e puntiforme, gli consentirà di inscenare composizioni dal forte pathos chiaroscurale. Durante il vernissage della mostra di Guido Venanzoni sono stati apprezzatissimi dal pubblico gli interventi dell’architetto Francesco Petrucci, uno dei massimi esperti e conoscitori dell’arte del XVII secolo. Attualmente ricopre la carica di Conservatore del Palazzo Chigi in Ariccia e direttore del Museo del Barocco dal 2007. Oltre a ciò è anche Professore di storia dell’arte presso la Auburn University College of Human Science ( Usa AI), direttore della rivista storica “Castelli romani. Vicende, uomini, folclore” fondata nel 1955, presidente degli Sfaccendati e ispettore onorario del ministero per i beni e le attività culturali per l’archeologia. Guido Venanzoni è un pittore con una passione contagiosa per Caravaggio e uno scopo: la ricerca del bello. Ed è proprio questo che Guido Venanzoni fa: riscoprire il bello dell’arte, dei grandi classici, del passato. In particolare, ciò che spinge il maestro a fare ciò è la sua grandissima passione per Caravaggio, una passione che ha coltiva fin da bambino e che lo ha portato ad essere un precursore, il primo al mondo ad aver rappresentato le tappe salienti della straordinaria e rocambolesca vita del Merisi. Il vernissage di sabato 13 maggio è stato memorabile. Una sezione della mostra è stata dedicata anche all’esposizione di copie di opere del Caravaggio.  Guido Venanzoni, di Ladispoli in provincia di Roma, ha spiegato ai presenti durante la serata come è nata la sua passione per Caravaggio. Lui abita precisamente a circa un miglio dal castello di Odescalchi a Palo, frazione di Ladispoli, che è stato l’ultimo approdo di Caravaggio. Dodici anni fa venne a sapere che Caravaggio parti’ con una feluca ( barca antica) dal porto di Napoli e raggiunse il castello di Palo. Soltanto al pensiero che Caravaggio, il suo idolo, fece sbarco qua per raggiungere il Papa fu entusiasmante per lui. Allora pensò di eseguire un dipinto, il primo, che è l’arresto di Caravaggio a Palo, per dimostrare alla gente che questo grandissimo artista era stato arrestato a Palo, fatto poco noto al pubblico. Questa storia ha suscitato in Venanzoni la voglia di raccontare la vita di Caravaggio, precisamente dal 2007, e da allora conobbe uno dei più grandi storici dell’arte e studioso di Caravaggio, Vincenzo Pacelli, che gli disse che voleva incontrarlo. Così diventarono amici, gli fece conoscere Vittorio Sgarbi, critico d’arte, e il professor Petrucci, conservatore di Palazzo Chigi ad Ariccia. Tutti e tre dissero a Venanzoni di rappresentare la vita di Caravaggio, sarebbe stato il primo a farlo. La vita di Caravaggio non era mai stata rappresentata in pittura. Fino a pochi anni fa erano stati realizzati soltanto film, l’ultimo di Michele Placido L’ombra di Caravaggio. Venanzoni, attraverso la sua pittura, sta cercando di riportare il bello, non vuole combattere l’arte contemporanea ma vuole far riscoprire alla gente, ai ragazzi, la bellezza dell’arte antica. Del ciclo delle sue opere ne scrive Vittorio Sgarbi:” le storie della vita di Caravaggio raccontate da Guido Venanzoni sono episodi essenziali della biografia di Caravaggio, illustrati con spirito manzoniano.  È un gusto narrativo ottocentesco, con la descrizione di ambienti e caratteri creati con una suggestione descrittiva che nasce in un cenacolo di caravaggisti. Venanzoni lavora come lo scenografo e il costumista di un film su Caravaggio, con maniacale attenzione al dettaglio di un racconto evocativo con momenti essenziali, come la formazione con Simone Peterzano, la frequentazione di osterie a Roma, la riflessione e il confronto nello studio del cavalier D’Arpino, lo spettacolo per la decollazione di Beatrice Cenci, l’assassinio di Ranuccio Tommasoni, l’arresto a Polo laziale e infine la morte. Sequenza di un film con l’identificazione di Venanzoni in Caravaggio. La ricostruzione di Venanzoni è filologica e insieme pittorica, non romanzata e neppure letteraria, dal momento che abbiamo fonti, in particolare Giovanni Baglione, molto puntuali sulla vita di Caravaggio.  Così la pittura di Venanzoni obbedisce più alla passione che all’aneddoto ed è insieme un atto d’amore e un atto critico”. Guido Venanzoni, valido copista di dipinti antichi, oltre che inventore di originali iconografie storiche, con questa mostra ” Storie caravaggesche” ha portato nuovamente all’attenzione la verità sul Caravaggio. Sono state esposte anche le opere dell’artista ischitano Antonio Puzella, suo allievo, il quale crea quadri moderni con la bellezza e la delicatezza dei colori dei grandi maestri del passato. I visitatori della mostra sono stati proiettati nella Roma di inizio seicento in cui Caravaggio ha trascorso sua vita professionale e personale, segnata da una parte dall’incapacita’ di rispettare etica, regole, decoro e dall’altra dalla capacità di intercettare la sensibilità inquieta del secolo breve che si insedia nell’immaginario artistico contemporaneo come maestro di inesauribile ricchezza poetica. È molto interessante sapere che Venanzoni abbia anche una bottega d’arte, un luogo in cui si cerca di insegnare e trasmettere i valori della pittura di una volta. In questa bottega, situata in Via Albatros 8 a Ladispoli avviene la magia della sua arte. La mostra ” Storie caravaggesche” permette alle scuole dell’isola e ai turisti di vedere la vita di Caravaggio ad olio e con tele di grandi dimensioni.  Sono esposte le tele ” Fuga di Caravaggio da Malta”, ” Arresto di Caravaggio nel Castello di Palo”, ” Caravaggio uccide Ranuccio Tommasoni”, ” Caravaggio nella bottega del Cavalier D’Arpino”, ” L’investitura di Caravaggio a Cavaliere di Malta”, ” Caravaggio assiste alla decapitazione di Beatrice Cenci”, ” Caravaggio nella bottega del Peterzano”, ” La Marchesa Costanza Colonna aiuta Caravaggio nella fuga”, ” Agguato a Caravaggio all’osteria del Cerriglio”, ” Caravaggio a Roma frequenta le osterie”, ” Lena il grande amore di Caravaggio ” e ” Morte di Caravaggio “. La tecnica oggi utilizzata dal maestro Venanzoni è spettacolare. Le opere vengono dipinti sia su tavola che su tela, interamente su supporti preparati a mano, proprio come nelle antiche botteghe. La tela viene montata grezza su telaio robusto, scurito con mordente e rifinita con imprimitura a base di gesso di Bologna e colla di coniglio, il tutto per rispettare il sapore che solo un quadro dipinto su tale supporto sa dare. Si è espressa così il sindaco Irene Iacono:” è con grande orgoglio e riconoscenza che abbiamo accolto nel nostro territorio la mostra ” Storie caravaggesche “. Il Caravaggio rivisitato, consapevoli che possa rivelarsi uno strumento importante per avvicinare sempre più persone all’arte. Serrara Fontana si apre sempre di più alla cultura.  Una biblioteca comunale in costante crescita, un piccolo scrigno museale immersivo a 789 metri sul mare e la grande arte: primi passi significativi, tasselli straordinari di un mosaico che va componendosi. Il senso ultimo di questa mostra lo abbiamo affidato ad un piccolo catalogo con la speranza che sia la testimonianza di un’intera collettività che si riscatta, riposizionandosi, costruendo una nuova identità che sappia guardare verso il futuro”, ha concluso Sindaco Irene Iacono. Una mostra davvero apprezzata anche da alcuni artisti ischitani presenti tra il pubblico, tra cui Nicola Gioba, Il Ceppo Matto e Ylenia Pilato la quale non ha mancato di esprimersi al riguardo:” Ho apprezzato molto la mostra. In particolar modo mi ha colpito l’opera Amor vincit omnia. Questo quadro è diverso da mille altri quadri che ritraggono Cupido, il Dio dell’amore. Emblematico, allegorico, meraviglioso e misterioso. La metafora racchiusa in questo splendido capolavoro è che l’amore trionfa su tutto. Sul potere, sulle armi e sull’arte stessa. L’amore trionfa su tutto l’universo.  E per sempre, io credo, che sarà così. Questa rivoluzionaria mostra ha conquistato proprio tutti i presenti. È stato piacevole conoscere il maestro Guido Venanzoni, uno dei più autorevoli pittori caravaggisti a livello mondiale, stimato e chiamato da Vittorio Sgarbi (che ho personalmente conosciuto a Spoleto), ad esporre anni fa al museo del Palazzo Doebbing a Sutri. Un onore anche conoscere il professor Petrucci e l’artista ischitano Antonio Puzella. Ben vengano altre iniziative di spicco! Sono certa che Serrara Fontana farà da apripista in questo senso”, ha concluso l’artista Ylenia Pilato.

 

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Il Servizio Speciale

è stato realizzato

da ANTONIO LUBRANO

Con la Fotoricerca

 effettuata da

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

Fotoreporter

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Fatti Curiosi
LA VIGILIA DI NATALE E’ UNA GIORNATA PARTICOLARE CHE NON SIGNIFICA SOLO…CAPITONE E CORSA AI REGALI – ISCHIA ORGANIZZA AL MEGLIO IL SUO FESTOSO NATALE 2023 PARTENDO ALLA GRANDE GIA’ DAL GIORNO ATTESO DELLA VIGILIA 24 ,DICEMBRE – OGGI NATALE NEL SEGNO DELLA TRADIZIONE E DELLE…BELLE SORPRESE———————————————–(clica sulle foto le vedrai in primo piqano e più grandi)

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Servizio speciale di

ANTONIO LUBRANO & MICHELE LUBRANO

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Fotoricerca e Scatti di

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

Fotoreporter

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UN “DOLCE”  ED ILLUMINATO NATALE PER ISCHITANI  E TURISTI  ARRIVATI  IN ORDINE SPARSO SULL’ISOLA – OGGI DOMENICA  24 DICEMBRE  GIORNO DELLA VIGILIA DI NATALE INIZIEREMO IL CICLO DELLE FESTE  NATALIZIE.  L’ISOLA È TUTTA IN FESTA CON  ADDOBBI STRADALI  ED EVENTI  CHE NE RIMARCANO LA  INTERNAZIONALITÀ SUL PIANO DELL’IMMAGINE  E DELLA PROMOZIONE TURISTICA SPECIE A ISCHIA, FORIO  E CASAMICCIOLA.  MA NATALE È ANCHE  PROFUMO, SOPRATTUTTO DI DOLCI CHE SI FANNO IN FAMIGLIA E NELLE PASTICCERIE DELL’ISOLA. LA GAMMA  È VASTA E SI CARATTERIZZA CON L’IMBARAZZO DELLA SCELTA. SI PARTE DAL ROCCOCÒ E SI PROSEGUE CON I MOSTACCIOLI, LE PASTE REALI, LE CASSATINE. LA CASSATA, GLI STRUFFOLI, IL TRONCHETTO DI  NATALE  I SUSAMIELLI, I TORRONCINI NATALIZI, I RAFFAIUOLI,   IL CASATIELLO AL RUM ED IL FAMOSO PANETTONE. FRA QUESTI IL ROCCOCO CONSERVA IL  RUOLO DI LEADER  FRA I DOLCI DI NATALE  E SI IMPONE SU DI ESSI PER IL SUO GUSTO E LA SPECIALE FORMA. IL ROCCOCÒ È UN DOLCE  NAPOLETANO PRODOTTO CON MANDORLE, FARINA, ZUCCHERO E SPEZIE VARIE. FRUTTA SECCA CON MANDORLE, NOCI E NOCCIOLE. ANCORA POCHE ORE DI ATTESA PER IL PRANZO  SERALE DELLA VIGILIA CHE SARÀ PER LO PIÙ A BASE DI PESCE CON L’IMMANCABILE  TRADIZIONALE E GUSTOSO CAPITONE – QUESTA SERA, PRIMA DELLA RITUALE  MESSA DI MEZZANOTTE, PER SALUTARE LA VENUTA AL MONDO DI GESÙ BAMBINO, AVREMO GIÀ CONSUMATO LA NOSTRA PRIMA CENA SPECIALE DELLA VIGILIA TANTO PREPARATA ED ATTESA  PER LA BONTÀ DEL MENU, CHE PER LO PIÙ SARÀ TUTTO A BASE DI PESCE  COL PIATTO DI APERTURA DEI CLASSICI VERMICELLI CON LE VONGOLE E PER SECONDO IL GUSTOSO TRADIZIONALE CAPITONE FRITTO ACCOMPAGNATO DALLA ALTRETTANTO TRADIZIONALE INSALTA DI RINFORZO.

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di Antonio Lubrano

Natale già dalla Vigilia con i tuoi e…Pasqua con chi vuoi, è il vecchio adagio a cui gli ischitani si attengono alla lettera, almeno per  il Natale. Diversamente invece la pensano i turisti che in questi giorni in ordine sparso,sono arrivati sull’isola col determinato scopo di  trascorrere le feste natalizie  Capodanno compreso, non proprio in famiglia, ma da noi, ossia qui ad Ischia dove hanno trovato  da oggi, Vigilia di Natale. un ambientazione festosa elevata al meglio, con strade illuminate con le artistiche luminarie natalizie, mercatini natalizi in piazzetta San Girolamo ad Ischia, la Casa di Babbo Natale, i concerti di Natale nelle varie chiese dell’isola ed in particolare nella chiesa conventuale di Sant’Antonio alla Mandra, concerti in piazza con cantanti famosi  tipo Arisa e Clementino a Forio,  negozi alla moda aperti, bar e ristoranti con i menu  specifici del Natale, la messa di mezzanotte di questa sera per chi crede di ristorare anche il proprio spirito ed infine il bel tempo forse che ci accompagnerà, secondo le previsioni, per tutto il periodo natalizio.  Poi più avanti si vedrà. Insomma, tanta roba, come dicono al nord,  per una Vigilia ed un  Natale 2023  pieno e da ricordare anche per essere  probabilmente anche il Natale più  costoso della storia  visto che i prezzi non sono da…fame.. Ma vale la pena evidenziare il Natale ischitano con le sue tradizioni e convinzioni. In pratica Natale in Chiesa, in strada e a tavola , per santificare lo spirito e la carne. Il concetto, se vogliamo, vale da sempre, dai tempi di magra a quelli opulenti di oggi, nonostante la crisi apparente di cui ciascuno si lamenta. Questa sera, prima della rituale  messa di mezzanotte, per salutare la venuta al mondo di Gesù Bambino, avremo già consumato la nostra prima cena speciale della Vigilia tanto preparata ed attesa  per la bontà del menu, che per lo più è tutto a base di pesce  col piatto di apertura dei classici vermicelli con le vongole e per secondo il gustoso tradizionale capitone fritto accompagnato dalla altrettanto tradizionale insalta di rinforzo. Cosi oggi 24 dicembre  giorno della Vigilia di Natale inizieremo il ciclo delle feste  natalizie.  L’isola è tutta in festa con  addobbi stradali  ed eventi  che ne rimarcano la internazionalità sul piano dell’immagine  e della promozione turistica.  Ma Natale è anche  profumo, soprattutto di dolci che si fanno in famiglia e nelle pasticcerie dell’isola. La gamma è vasta e si caratterizza con l’imbarazzo della scelta. Si parte dal Roccocò e si prosegue con i mostaccioli, le paste reali, le cassatine. La cassata, gli struffoli, il tronchetto di  Natale  i susamielli, i torroncini natalizi, i raffaiuoli,   il casatiello al rum ed il famoso panettone. Fra questi , il Roccoco conserva il  ruolo di leader  fra i dolci di Natale  e si impone su di essi per il suo gusto e la speciale forma. Il roccocò è un dolce  napoletano prodotto con mandorle, farina, zucchero e spezie varie senza farsi mancare le profumate bucce di mandarino. Il Roccocò è cotto al forno ed ha una forma tondeggiante simile a quella di una ciambella schiacciata della grandezza media di 10 cm. È un biscotto particolarmente duro quindi può essere ammorbidito bagnandolo nel vermouth, nello spumante, nel vino bianco o nel marsala. La sua preparazione più antica risale al 1320 a opera delle monache del Real Convento della Maddalena. Il nome roccocò deriva dal termine francese rocaille per via della forma barocca e tondeggiante simile a una conchiglia arrotondata. Il roccocò è il dolce che accompagna le famiglie ischitane per  tutto il periodo delle feste natalizie, fino all’Epifania. Viene spesso venduto insieme a raffaiuolimustaccioli e susamielli, altri dolce tipici della tradizione gastronomica natalizia ischi tana. Anche se la maggior parte delle persone crede che i roccocò siano solo duri, ci sono anche di morbidi e di varie dimensioni. Gli struffoli sono anch’essi dolci  tipici della tradizione Napoletana importati sull’isola dalle vecchie generazioni, e rappresentano sicuramente una delle ricette più caratteristiche del periodo Natalizio ischitano.  Essi sono piccole palline di pasta dolce, fritte e poi immerse nel miele e decorate con confettini colorati e frutta candita. Per quanto riguarda le origini degli struffoli, dobbiamo tornare indietro fino all’età degli antichi Greci che pare li abbiano esportati nel Golfo di Napoli al tempo di Partenope. Ed è proprio dal greco che secondo molti deriverebbe anche il nome “struffoli”: più precisamente dalla parola “strongoulos”, ovvero “dalla forma arrotondata”. Altre teorie sostengono che la parola struffolo, deriverebbe da “strofinare”, il gesto che compie chi lavora la pasta, per arrotolarla a cilindro prima di tagliarla in tocchetti. Altri ancora, pensano che lo struffolo si chiami così perché “strofina” il palato, ovvero lo solletica con il suo dolce sapore. Le Paste Reali sono altri dolci che trovano la loro origine nei conventi della vicina Napoli, dai delicati colori pastello che vanno dal rosa, al verde al giallino, preparati con mucchietti di paste di mandorle sistemati su di un ostia tagliata che serve da base e dalle forme più svariate, come stelline a più punte, mezze lune,  tondini, tronchetti  e forme di vari tipi di frutta. Diciamo che sono i dolci della Vigilia di Natale per eccellenza, le suore li preparavano rispettando la dieta di magro, perchè erano preparati con farina zucchero, spezie e mandorle finemente tritate e non era utilizzato alcun grasso animale, essendo il loro condimento ottenuto esclusivamente dall’olio premuto dalle stesse mandorle. L’origine del nome pasta reale pare risalga all’epoca di Re Ferdinando IV.. Si racconta che il Re si recò un pomeriggio in visita al convento delle suore di San Gregorio Armeno e, dopo aver visitato la cappella ed il convento, fu accompagnato dalle sorelle nel refettorio, ove su un grande tavolo era preparato un buffet in cui facevano bella mostra di se aragoste, pesci arrostiti, polli e fagiani oltre a della splendida frutta. Il Re era un gran mangiatore ma si scusò dicendo che da poco aveva finito di pranzare e non sarebbe stato il caso riaffrontare un pasto del genere. Ma le suorine con sguardi di complicità pregarono Re Ferdinando di degnarsi di un assaggio, quale fu la sorpresa del sovrano quando si accorse che tutto quel Ben di Dio non erano altro che dolci efficientemente scolpiti con la pasta di mandorle e certosinamente dipinti a mano. Questa tradizione di pasta reale è rimasta oggi soprattutto in Sicilia dove ci sono degli abilissimi artigiani di pasta martorana o reale. I Mustaccioli, molto consumati  sulle tavole ischitane, sono invece dei dolci natalizi  dalla forma romboidale ricoperti di glassa al cioccolato.  Il  loro nome è legato alle antiche preparazioni contadine che utilizzavano il mosto, mustacea era infatti il loro nome latino, col quale venivano preparati per essere resi più dolci. I Sosamielli  a forma di “S” sono un altro dolce di Natale  in uso a Ischia, impastato con del miele liquido ed anticamente veniva distinto in sosamiello nobile, preparato con la farina bianca e v’era l’usanza di offrirlo alle persone di riguardo, il sosamiello per zampognari, impastato con farina ed elementi di scarto, che veniva offerto al personale di servizio ai contadini in visita e a coloro che venivano a suonare in casa, ed in ultimo il sosamiello del buon cammino imbottito con la marmellata di amarene e che veniva offerto ai soli religiosi. Questi in sostanza sono i dolci che tengono banco da oggi fino alla Befana nelle famiglie ischitane. Un certo numero di famiglie se li confeziona in casa con l’aiuto dei propri fornetti. La  maggior parte invece, preferisce comprarli direttamente in pasticceria risparmiando sul tempio e nella tasca.

 antoniolubrano1941@gmail.com

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di Michele Lubrano

La Vigilia di Natale è un giorno particolare dell’intero periodo festivo. Esso va spiegato con informazioni e considerazioni per meglio intendere l’importanza di questo giorno che oggi   vivremo in tutta la sua pienezza. La vigilia di Natale è il giorno che precede quella che è considerata una delle principali festività del cristianesimo. Cade generalmente il 24 dicembre, ma per le Chiese che continuano ad adottare il calendario giuliano, a causa dello sfasamento dello stesso rispetto al calendario gregoriano, la vigilia di Natale si celebra 13 giorni dopo, il 6 gennaio dell’anno successivo del calendario gregoriano. Nella tradizione del mondo occidentale assume una grande valenza simbolica poiché si celebra, nella notte, la nascita di Gesù, in una grotta di Betlemme, nella Giudea, regione della Palestina. Secondo i vangeli, seguendo la stella di Betlemme, i re magi venuti dall’Oriente trovarono un bambino che giaceva in una mangiatoia: ne riconobbero l’importanza e gli offrirono, incenso e mirra. Per il fedele, la veglia notturna della vigilia serve da transito verso il mistero della nascita del Dio che si fa uomo ed entra nella storia dell’umanità: si danno gli ultimi ritocchi al presepe, ci si prepara per la messa di mezzanotte, in una attesa che ha lo scopo di far presente e reale il miracolo della nascita di Gesù. Per l’anno liturgico e giubilare della Chiesa cattolica, la vigilia di Natale è l’ultimo giorno dell’Avvento ed è anche l’ultimo dei nove giorni feriali della cosiddetta novena di Natale e il primo del tempo di Natale. C’è anche da ricordare la celebrazione della veglia nella quale i fedeli, dalla tarda serata e fino all’alba del giorno di Natale, si riuniscono in preghiera. All’originaria valenza è stata aggiunta quella propria della festa moderna, percepita anche dai non credenti, caratterizzata da una ricca cena (detta appunto “della vigilia”) e dallo scambio di regali, destinati alle persone care, allo scoccare della mezzanotte. Tale usanza non è diffusa in tutto il mondo, dove spesso come nel Regno UnitoNord America e Australia si fa la cena di Natale invece della vigilia.[1] L’Italia però fa da unica eccezione poiché la cosiddetta “cena della Vigilia” è molto variabile da zona a zona: infatti in alcune zone si preferisce festeggiare al pranzo del giorno di Natale, mentre la cena della relativa Vigilia è del tutto ignorata, in contrasto quindi con la tradizione Nord Europea e Scandinava.Inoltre, in alcune zone dell’Italia meridionale, nella mezzanotte tra il 24 e 25 dicembre è usanza svolgere, in casa, una processione aperta da una candela seguita dal più piccolo recante la statuina di Gesù bambino e il resto dei familiari che intonano il Tu scendi dalle stelle, l’Astro del ciel o il Venite fedeli; tale processione termina con l’arrivo presso il presepe, il bacio al “bambinello” e la riposizione dello stesso sulla culla della natività. Quest’usanza era in tempi passati  abbastaza diffusa nelle famiglie dell’isola, nelle quali addirittura il rito sacro lo si anticipava al mattino presto della Vigilia subito dopo la conclusione della Novena del Bambino in chiesa. Ora solo Forio mantiene la tradizione e lo fa in piazza San Gaetano ed in Via Marina alle prime luci dell’alba di questa mattina, dopo la novena del bambino con una processione ed una pubblica faggiolata fumante.

                                                                                                                                        michelelubrano@yahoo.it

Il Servizio Speciale

è stato realizzato da

ANTONIO LUBRANO

 MICHELE LUBRANO

E

GIOVAN GIUSEPPE LUIBRANO

Fotoreporter

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