• " INFINITI FRAMMENTI DELL'ANIMA" NELL’ARTE ASSOCIATA ALLA SPIRITUALITA’ DELL’ARTISTA UCRAINA MARTA KREVSUN IN MOSTRA CON “SYMBOLA” AI GIARDINI RAVINO DI FORIO – IL VERNISSAGE CURATO DALL’ARCHEOLOGA MARIANGELA CATUOGNO ------------------------------------------------(clicca dulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
  • COL COORDINAMENTO SCIENTIFICO DELL’ARCHEOLOGA ARCH. MARIANGELA CATUOGNO PROSEGUE LA BELLA INIZIATIVA GREEN “COLTIVARE IL FUTURO” - IERI PER I “PRENOTATI” VISITE GUIDATE ALLA REGGIA BORBONICA, AI GIARDINI RAVINO, A LA MORTELLA, E AL MUSEO DI PITHECUSAE - VILLA ARBUSTO – OGGI IL CONVEGNO A VILLA GINGERO’ E VISITE ALLE CASE DI PIETRA ALLA FALANGA-------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
  • IL CONVEGNO SULLE "MALATTIE RARE "PROMOSSO DAL CT AIPARC ISCHIA SPINGE LA PRESIDENTE CATERINA MAZZELLA A “SCOPRIRE” NEL CAMPO DELLA SANITA’ DUE ECCELLENZE ISCHITANE, OVVERO I DOTTORI MARIALUISA MAZZELLA E ANTONIO MAZZELLA-------------------------------------------------------------------
  • GLI STORICI EPISODI VISSUTI DA ZI RAFELE IN AMERICA RACCONTATI DA PIETRO CORINO: IL PADRE DI ANIELLANTONIO MASCOLO NEGLI ANNI ’30 DA BRAVO CUOCO DI BORDO AD AMICO PER CASO DI RODOLFO VALENTINO---------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi
  • LE SOCIE FIDAPA DI ISCHIA GUIDATE DA CATERINA MAZZELLA ALL’APERTURA DELLA NUOVA STAGIONE DI CONCERTI DI MUSICA COLTA ALLA MORTELLA ACCOLTE DALLA LORO PRESIDENTE LINA TUFANO MUSICISTA E PIANISTA DI ECCELLENZA ISOLANA – IERI E OGGI IL SECONDO INCONTRO MUSICALE COL QUARTETTO DI CLARINETTI “ACERO”--------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano ed più grandi)
La notizia del giorno
” INFINITI FRAMMENTI DELL’ANIMA” NELL’ARTE ASSOCIATA ALLA SPIRITUALITA’ DELL’ARTISTA UCRAINA MARTA KREVSUN IN MOSTRA CON “SYMBOLA” AI GIARDINI RAVINO DI FORIO – IL VERNISSAGE CURATO DALL’ARCHEOLOGA MARIANGELA CATUOGNO ————————————————(clicca dulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Servizio Speciale

di ANTONIO LUBRANO

Fotoricerca

di GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

Fotoreporter

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

LA CURATRICE  DELLA  MOSTRA MARIAGELA CATUOGNO :   “L’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA SYMBOLA APRE LA STAGIONE CULTURALE DEI GIARDINI RAVINO CON IL TALENTO DI MARTA KREVSUN, CHE HA ACCOMPAGNATO LA MIA PRESENTAZIONE DELLE SUE OPERE CON LA LETTURA DI ALCUNE SUE POESIE”

*************************************************

DICE DI LEI L’ARTISTA YLENIA PILATO PRESENTE ALL’ATTESO EVENTO:

” HO AVUTO MODO DI APPREZZARE L’ARTE DI MARTA DAL VIVO. LE SUE OPERE RAGGIUNGONO ALTI LIVELLI DI SPIRITUALITÀ E DI TRASCENDENZA. UN CROMATISMO MORBIDO MA INTENSO CON SEGNI  INCISIVI E DELICATI  AL CONTEMPO CONTRADDISTINGUONO IL SUO MESSAGGIO ARTISTICO ED ESOTERICO. SYMBOLA È UNA MOSTRA DAL LINGUAGGIO SOAVE CHE SGORGA DIRETTAMENTE DALL’ENERGIA CREATIVA DI MARTA, DIREI RASSERENANTE COME UN FLUSSO BENEFICO” – MARTA KREVSUN, CLASSE ’89, È ARTISTA, SCRITTRICE E GIORNALISTA – “NEI GIARDINI RAVINO” IL TITOLO DI  UNA POESIA CHE MARTA ALL’INAUGURAZIONE DEL VERNISSAGE HA RECITATO DAL VIVO, DESTANDO TANTO INTERESSE TRA I VISITATORI PRESENTI ALLA MOSTRA.

DI ANTONIO LUBRANO

Presso la sala Moby Dick dei Giardini Ravino a Forio si è svolto sabato nei giorni scorsi il vernissage della mostra ” Symbola” dell’artista ucraina Marta Krevsun. L’allestimento è stato curato dalla Dottoressa Archeologa Mariangela Catuogno in ogni minimo dettaglio. Marta Krevsun, classe ’89, è artista, scrittrice e giornalista. All’età di sedici anni si è trasferita a Napoli, dove si è diplomata presso il Liceo Scientifico Leon Battista Alberti. Laureata in ingegneria Biomedica, dal 2021 è pubblicista presso l’Ordine Nazionale dei Giornalisti. È un volto noto nelle TV campane e nazionali in qualità di presentatrice e giornalista. Amante dell’arte e del bello, ha sperimentato varie espressioni artistiche, ottenendo svariati riconoscimenti nell’ambito dell’arte, della letteratura e del giornalismo. Molto attiva nel sociale, ha pubblicato a gennaio 2024 il suo libro di poesie intitolato ” Infiniti frammenti dell’anima” con Graus Edizioni. La serata del vernissage presso i Ravino a Forio è stata arricchita da un momento conviviale e dalle letture di alcuni scritti dell’autrice. In particolare, Marta ha scritto una poesia dedicata proprio ai Giardini Ravino intitolata ” Nei Giardini Ravino”. La poesia recita cosi’: il gusto per le cose semplici e genuine come la bruschetta al pomodoro ha un sapore speciale nei Giardini Ravino. Qui tutto è in armonia tra l’ambiente, i suoni e i colori.  Una lunga passeggiata tra le piante ricorda i moti del cuore. È tortuosa e ricca di sorprese.  Qui incontri specie rare, uccelli e paesaggi della natura  che non vogliono essere compresi, ma sentiti e contemplati senza premura. È un mondo fantasioso che soltanto l’amore può delineare. Qui è tutto così generoso. Viverci è come sognare… I dettagli e l’arredamento con giardini creano un sentimento. Qui ci sono tracce delle antiche etnie. In un luogo si riuniscono mille culture e respirano una cosa sola: l’arte che, pur avendo infinite sfumature,  dalla natura origina la sua parte. Se vuoi godere con i sensi donando alla tua anima una nuova luce immergiti in questa unica essenza per perderti e ritrovare pace…”.  Una poesia che Marta ha recitato dal vivo, destando tanto interesse tra i visitatori presenti al vernissage. Nelle sue opere ci sono forti richiami trascendentali.  Il potere dei simboli conferisce alle opere una chiave di lettura davvero affascinante. Ogni opera non è altro che il frutto dell’anima di Marta, profonda e sensibile al tempo stesso. Solitamente l’arte viene associata alla spiritualità per il solo rapporto rappresentativo di immagini sacre, tralasciando il fatto che esiste anche la spiritualità laica. Nelle opere di Marta c’è un sentimento mistico. Dice di lei l’artista Ylenia Pilato presente al vernissage:” ho avuto modo di apprezzare l’arte di Marta dal vivo. Le sue opere raggiungono alti livelli di spiritualità e di trascendenza. Un cromatismo morbido ma intenso con segni incisivi e delicati al contempo contraddistinguono il suo messaggio artistico ed esoterico. SYMBOLA è una mostra dal linguaggio soave che sgorga direttamente dall’energia creativa di Marta, direi rasserenante come un flusso benefico”, conclude Ylenia. La mostra invita i visitatori a calarsi nella positività della vita, legata alla natura di cui Marta si fa tramite attraverso la sua arte intessuta di armonia e di serenità, che va al di là del visibile e ci induce alla meditazione.

                                                                      antoniolubrano1941@gmail.com

                                                                        info@ischiamondoblog.com

***************************************************************

Il Servizio Speciale

è stato realizzato

da ANTONIO LUBRANO

Con la Fotoricerca

 effettuata da

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

Fotoreporter

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

 

 

 

Fatti Curiosi
LA VIGILIA DI NATALE E’ UNA GIORNATA PARTICOLARE CHE NON SIGNIFICA SOLO…CAPITONE E CORSA AI REGALI – ISCHIA ORGANIZZA AL MEGLIO IL SUO FESTOSO NATALE 2023 PARTENDO ALLA GRANDE GIA’ DAL GIORNO ATTESO DELLA VIGILIA 24 ,DICEMBRE – OGGI NATALE NEL SEGNO DELLA TRADIZIONE E DELLE…BELLE SORPRESE———————————————–(clica sulle foto le vedrai in primo piqano e più grandi)

             §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Servizio speciale di

ANTONIO LUBRANO & MICHELE LUBRANO

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Fotoricerca e Scatti di

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

Fotoreporter

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

 

UN “DOLCE”  ED ILLUMINATO NATALE PER ISCHITANI  E TURISTI  ARRIVATI  IN ORDINE SPARSO SULL’ISOLA – OGGI DOMENICA  24 DICEMBRE  GIORNO DELLA VIGILIA DI NATALE INIZIEREMO IL CICLO DELLE FESTE  NATALIZIE.  L’ISOLA È TUTTA IN FESTA CON  ADDOBBI STRADALI  ED EVENTI  CHE NE RIMARCANO LA  INTERNAZIONALITÀ SUL PIANO DELL’IMMAGINE  E DELLA PROMOZIONE TURISTICA SPECIE A ISCHIA, FORIO  E CASAMICCIOLA.  MA NATALE È ANCHE  PROFUMO, SOPRATTUTTO DI DOLCI CHE SI FANNO IN FAMIGLIA E NELLE PASTICCERIE DELL’ISOLA. LA GAMMA  È VASTA E SI CARATTERIZZA CON L’IMBARAZZO DELLA SCELTA. SI PARTE DAL ROCCOCÒ E SI PROSEGUE CON I MOSTACCIOLI, LE PASTE REALI, LE CASSATINE. LA CASSATA, GLI STRUFFOLI, IL TRONCHETTO DI  NATALE  I SUSAMIELLI, I TORRONCINI NATALIZI, I RAFFAIUOLI,   IL CASATIELLO AL RUM ED IL FAMOSO PANETTONE. FRA QUESTI IL ROCCOCO CONSERVA IL  RUOLO DI LEADER  FRA I DOLCI DI NATALE  E SI IMPONE SU DI ESSI PER IL SUO GUSTO E LA SPECIALE FORMA. IL ROCCOCÒ È UN DOLCE  NAPOLETANO PRODOTTO CON MANDORLE, FARINA, ZUCCHERO E SPEZIE VARIE. FRUTTA SECCA CON MANDORLE, NOCI E NOCCIOLE. ANCORA POCHE ORE DI ATTESA PER IL PRANZO  SERALE DELLA VIGILIA CHE SARÀ PER LO PIÙ A BASE DI PESCE CON L’IMMANCABILE  TRADIZIONALE E GUSTOSO CAPITONE – QUESTA SERA, PRIMA DELLA RITUALE  MESSA DI MEZZANOTTE, PER SALUTARE LA VENUTA AL MONDO DI GESÙ BAMBINO, AVREMO GIÀ CONSUMATO LA NOSTRA PRIMA CENA SPECIALE DELLA VIGILIA TANTO PREPARATA ED ATTESA  PER LA BONTÀ DEL MENU, CHE PER LO PIÙ SARÀ TUTTO A BASE DI PESCE  COL PIATTO DI APERTURA DEI CLASSICI VERMICELLI CON LE VONGOLE E PER SECONDO IL GUSTOSO TRADIZIONALE CAPITONE FRITTO ACCOMPAGNATO DALLA ALTRETTANTO TRADIZIONALE INSALTA DI RINFORZO.

*****************************************

di Antonio Lubrano

Natale già dalla Vigilia con i tuoi e…Pasqua con chi vuoi, è il vecchio adagio a cui gli ischitani si attengono alla lettera, almeno per  il Natale. Diversamente invece la pensano i turisti che in questi giorni in ordine sparso,sono arrivati sull’isola col determinato scopo di  trascorrere le feste natalizie  Capodanno compreso, non proprio in famiglia, ma da noi, ossia qui ad Ischia dove hanno trovato  da oggi, Vigilia di Natale. un ambientazione festosa elevata al meglio, con strade illuminate con le artistiche luminarie natalizie, mercatini natalizi in piazzetta San Girolamo ad Ischia, la Casa di Babbo Natale, i concerti di Natale nelle varie chiese dell’isola ed in particolare nella chiesa conventuale di Sant’Antonio alla Mandra, concerti in piazza con cantanti famosi  tipo Arisa e Clementino a Forio,  negozi alla moda aperti, bar e ristoranti con i menu  specifici del Natale, la messa di mezzanotte di questa sera per chi crede di ristorare anche il proprio spirito ed infine il bel tempo forse che ci accompagnerà, secondo le previsioni, per tutto il periodo natalizio.  Poi più avanti si vedrà. Insomma, tanta roba, come dicono al nord,  per una Vigilia ed un  Natale 2023  pieno e da ricordare anche per essere  probabilmente anche il Natale più  costoso della storia  visto che i prezzi non sono da…fame.. Ma vale la pena evidenziare il Natale ischitano con le sue tradizioni e convinzioni. In pratica Natale in Chiesa, in strada e a tavola , per santificare lo spirito e la carne. Il concetto, se vogliamo, vale da sempre, dai tempi di magra a quelli opulenti di oggi, nonostante la crisi apparente di cui ciascuno si lamenta. Questa sera, prima della rituale  messa di mezzanotte, per salutare la venuta al mondo di Gesù Bambino, avremo già consumato la nostra prima cena speciale della Vigilia tanto preparata ed attesa  per la bontà del menu, che per lo più è tutto a base di pesce  col piatto di apertura dei classici vermicelli con le vongole e per secondo il gustoso tradizionale capitone fritto accompagnato dalla altrettanto tradizionale insalta di rinforzo. Cosi oggi 24 dicembre  giorno della Vigilia di Natale inizieremo il ciclo delle feste  natalizie.  L’isola è tutta in festa con  addobbi stradali  ed eventi  che ne rimarcano la internazionalità sul piano dell’immagine  e della promozione turistica.  Ma Natale è anche  profumo, soprattutto di dolci che si fanno in famiglia e nelle pasticcerie dell’isola. La gamma è vasta e si caratterizza con l’imbarazzo della scelta. Si parte dal Roccocò e si prosegue con i mostaccioli, le paste reali, le cassatine. La cassata, gli struffoli, il tronchetto di  Natale  i susamielli, i torroncini natalizi, i raffaiuoli,   il casatiello al rum ed il famoso panettone. Fra questi , il Roccoco conserva il  ruolo di leader  fra i dolci di Natale  e si impone su di essi per il suo gusto e la speciale forma. Il roccocò è un dolce  napoletano prodotto con mandorle, farina, zucchero e spezie varie senza farsi mancare le profumate bucce di mandarino. Il Roccocò è cotto al forno ed ha una forma tondeggiante simile a quella di una ciambella schiacciata della grandezza media di 10 cm. È un biscotto particolarmente duro quindi può essere ammorbidito bagnandolo nel vermouth, nello spumante, nel vino bianco o nel marsala. La sua preparazione più antica risale al 1320 a opera delle monache del Real Convento della Maddalena. Il nome roccocò deriva dal termine francese rocaille per via della forma barocca e tondeggiante simile a una conchiglia arrotondata. Il roccocò è il dolce che accompagna le famiglie ischitane per  tutto il periodo delle feste natalizie, fino all’Epifania. Viene spesso venduto insieme a raffaiuolimustaccioli e susamielli, altri dolce tipici della tradizione gastronomica natalizia ischi tana. Anche se la maggior parte delle persone crede che i roccocò siano solo duri, ci sono anche di morbidi e di varie dimensioni. Gli struffoli sono anch’essi dolci  tipici della tradizione Napoletana importati sull’isola dalle vecchie generazioni, e rappresentano sicuramente una delle ricette più caratteristiche del periodo Natalizio ischitano.  Essi sono piccole palline di pasta dolce, fritte e poi immerse nel miele e decorate con confettini colorati e frutta candita. Per quanto riguarda le origini degli struffoli, dobbiamo tornare indietro fino all’età degli antichi Greci che pare li abbiano esportati nel Golfo di Napoli al tempo di Partenope. Ed è proprio dal greco che secondo molti deriverebbe anche il nome “struffoli”: più precisamente dalla parola “strongoulos”, ovvero “dalla forma arrotondata”. Altre teorie sostengono che la parola struffolo, deriverebbe da “strofinare”, il gesto che compie chi lavora la pasta, per arrotolarla a cilindro prima di tagliarla in tocchetti. Altri ancora, pensano che lo struffolo si chiami così perché “strofina” il palato, ovvero lo solletica con il suo dolce sapore. Le Paste Reali sono altri dolci che trovano la loro origine nei conventi della vicina Napoli, dai delicati colori pastello che vanno dal rosa, al verde al giallino, preparati con mucchietti di paste di mandorle sistemati su di un ostia tagliata che serve da base e dalle forme più svariate, come stelline a più punte, mezze lune,  tondini, tronchetti  e forme di vari tipi di frutta. Diciamo che sono i dolci della Vigilia di Natale per eccellenza, le suore li preparavano rispettando la dieta di magro, perchè erano preparati con farina zucchero, spezie e mandorle finemente tritate e non era utilizzato alcun grasso animale, essendo il loro condimento ottenuto esclusivamente dall’olio premuto dalle stesse mandorle. L’origine del nome pasta reale pare risalga all’epoca di Re Ferdinando IV.. Si racconta che il Re si recò un pomeriggio in visita al convento delle suore di San Gregorio Armeno e, dopo aver visitato la cappella ed il convento, fu accompagnato dalle sorelle nel refettorio, ove su un grande tavolo era preparato un buffet in cui facevano bella mostra di se aragoste, pesci arrostiti, polli e fagiani oltre a della splendida frutta. Il Re era un gran mangiatore ma si scusò dicendo che da poco aveva finito di pranzare e non sarebbe stato il caso riaffrontare un pasto del genere. Ma le suorine con sguardi di complicità pregarono Re Ferdinando di degnarsi di un assaggio, quale fu la sorpresa del sovrano quando si accorse che tutto quel Ben di Dio non erano altro che dolci efficientemente scolpiti con la pasta di mandorle e certosinamente dipinti a mano. Questa tradizione di pasta reale è rimasta oggi soprattutto in Sicilia dove ci sono degli abilissimi artigiani di pasta martorana o reale. I Mustaccioli, molto consumati  sulle tavole ischitane, sono invece dei dolci natalizi  dalla forma romboidale ricoperti di glassa al cioccolato.  Il  loro nome è legato alle antiche preparazioni contadine che utilizzavano il mosto, mustacea era infatti il loro nome latino, col quale venivano preparati per essere resi più dolci. I Sosamielli  a forma di “S” sono un altro dolce di Natale  in uso a Ischia, impastato con del miele liquido ed anticamente veniva distinto in sosamiello nobile, preparato con la farina bianca e v’era l’usanza di offrirlo alle persone di riguardo, il sosamiello per zampognari, impastato con farina ed elementi di scarto, che veniva offerto al personale di servizio ai contadini in visita e a coloro che venivano a suonare in casa, ed in ultimo il sosamiello del buon cammino imbottito con la marmellata di amarene e che veniva offerto ai soli religiosi. Questi in sostanza sono i dolci che tengono banco da oggi fino alla Befana nelle famiglie ischitane. Un certo numero di famiglie se li confeziona in casa con l’aiuto dei propri fornetti. La  maggior parte invece, preferisce comprarli direttamente in pasticceria risparmiando sul tempio e nella tasca.

 antoniolubrano1941@gmail.com

  info@ischiamondoblog.com

 

*********************************************************

di Michele Lubrano

La Vigilia di Natale è un giorno particolare dell’intero periodo festivo. Esso va spiegato con informazioni e considerazioni per meglio intendere l’importanza di questo giorno che oggi   vivremo in tutta la sua pienezza. La vigilia di Natale è il giorno che precede quella che è considerata una delle principali festività del cristianesimo. Cade generalmente il 24 dicembre, ma per le Chiese che continuano ad adottare il calendario giuliano, a causa dello sfasamento dello stesso rispetto al calendario gregoriano, la vigilia di Natale si celebra 13 giorni dopo, il 6 gennaio dell’anno successivo del calendario gregoriano. Nella tradizione del mondo occidentale assume una grande valenza simbolica poiché si celebra, nella notte, la nascita di Gesù, in una grotta di Betlemme, nella Giudea, regione della Palestina. Secondo i vangeli, seguendo la stella di Betlemme, i re magi venuti dall’Oriente trovarono un bambino che giaceva in una mangiatoia: ne riconobbero l’importanza e gli offrirono, incenso e mirra. Per il fedele, la veglia notturna della vigilia serve da transito verso il mistero della nascita del Dio che si fa uomo ed entra nella storia dell’umanità: si danno gli ultimi ritocchi al presepe, ci si prepara per la messa di mezzanotte, in una attesa che ha lo scopo di far presente e reale il miracolo della nascita di Gesù. Per l’anno liturgico e giubilare della Chiesa cattolica, la vigilia di Natale è l’ultimo giorno dell’Avvento ed è anche l’ultimo dei nove giorni feriali della cosiddetta novena di Natale e il primo del tempo di Natale. C’è anche da ricordare la celebrazione della veglia nella quale i fedeli, dalla tarda serata e fino all’alba del giorno di Natale, si riuniscono in preghiera. All’originaria valenza è stata aggiunta quella propria della festa moderna, percepita anche dai non credenti, caratterizzata da una ricca cena (detta appunto “della vigilia”) e dallo scambio di regali, destinati alle persone care, allo scoccare della mezzanotte. Tale usanza non è diffusa in tutto il mondo, dove spesso come nel Regno UnitoNord America e Australia si fa la cena di Natale invece della vigilia.[1] L’Italia però fa da unica eccezione poiché la cosiddetta “cena della Vigilia” è molto variabile da zona a zona: infatti in alcune zone si preferisce festeggiare al pranzo del giorno di Natale, mentre la cena della relativa Vigilia è del tutto ignorata, in contrasto quindi con la tradizione Nord Europea e Scandinava.Inoltre, in alcune zone dell’Italia meridionale, nella mezzanotte tra il 24 e 25 dicembre è usanza svolgere, in casa, una processione aperta da una candela seguita dal più piccolo recante la statuina di Gesù bambino e il resto dei familiari che intonano il Tu scendi dalle stelle, l’Astro del ciel o il Venite fedeli; tale processione termina con l’arrivo presso il presepe, il bacio al “bambinello” e la riposizione dello stesso sulla culla della natività. Quest’usanza era in tempi passati  abbastaza diffusa nelle famiglie dell’isola, nelle quali addirittura il rito sacro lo si anticipava al mattino presto della Vigilia subito dopo la conclusione della Novena del Bambino in chiesa. Ora solo Forio mantiene la tradizione e lo fa in piazza San Gaetano ed in Via Marina alle prime luci dell’alba di questa mattina, dopo la novena del bambino con una processione ed una pubblica faggiolata fumante.

                                                                                                                                        michelelubrano@yahoo.it

Il Servizio Speciale

è stato realizzato da

ANTONIO LUBRANO

 MICHELE LUBRANO

E

GIOVAN GIUSEPPE LUIBRANO

Fotoreporter

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§