• OGGI CASAMICCIOLA DEVOTA IN FESTA TUTTA AI PIEDI DEL GIOVANE SANTO GABRIELE DELL’ADDOLORATA E… DELL’AMATO DON CARLO CANDIDO ANIMATORE DI NUOVE VENTATE DI FEDE E BUONI SENTIMENTI--------------------------------------------------------------- (clicca sulle foto. le vedrai primo piano e più gramdi
  • SE NE PARLA ANCORA, SOCIAL IMPAZZITI: CON LA TEMATICA DEI CRIMINI INFORMATICI DA CUI DIFENDERSI PROPOSTA DALL’ AIPARC-ISCHIA ALL’ANTONIANA CATERINA MAZZELLA E ALESSANDRA VUOSO FANNO CENTRO E LASCIANO IL SEGNO----------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
  • IL LUSTRASCARPE IN GALLERIA A NAPOLI E LA CROMATINA A ISCHIA - LA MANIA DEGLI ISCHTANI ANNI ’50 CON LE SCARPE LUCIDATE LE SCARPE USATE SI BUTTANO VIA NON SI RIPARANO------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in peimo piano e più grandi)
  • INIZIATI GLI STORICI E TRADIZIONALI “VENERDI’ DEL CRETAIO” COLLEGATI AL FASCINO RELIGIOSO DELLA VIA CRUCIS A POCO PIU’ DI UN MESE DALLA PRIMAVERA E DALLA SETTIMANA SANTA IN ARRIVO – IL DOLCE RICORDO DI MEMORABILI SCAMPAGNATE IN UN BOSCO OGGI SNATURATO-------------------------------------------------------------(clicca dulle foto, le vedra in primo piano ed più grandi)
  • TORNA L’ARTE PURA ALLE ANTICHE TERME COMUNALI DI ISCHIA CON LE “EMOZIONI IN PUNTA DI PENNELLO” - FESTOSA INAUGURAZIONE DELL’ATTESO VERNISSAGE CON LA PROMOTRICE YLENIA PILATO E GLI ARTISTI IN MOSTRA – SI CHIUDE DOMENICA 3 MARZ------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in oeumo piano e più grandi)
La notizia del giorno
OGGI CASAMICCIOLA DEVOTA IN FESTA TUTTA AI PIEDI DEL GIOVANE SANTO GABRIELE DELL’ADDOLORATA E… DELL’AMATO DON CARLO CANDIDO ANIMATORE DI NUOVE VENTATE DI FEDE E BUONI SENTIMENTI————————————————————— (clicca sulle foto. le vedrai primo piano e più gramdi

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Servizio Speciale

di ANTONIO LUBRANO

Fotoricerca

di GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

Fotoreporter

(Le foto riportate in ricerca

sono state tratte dalla pagina fb

della Confraternita di San Gabriele dell’Addolorata

in Casamicciola)

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FESTE PATRONALI SULL’ISOLA,  PASSIONE & PASSIONISTI:  DAL FONDATORE DELL’ORDINE AL NOVIZIO LE  CUI RELIQUE DI ENTRAMBI  HANNO TOCCATO IN PASSATO IN TEMPI DIVERSI  IL SUOLO ISCHTANO  

Anche quest’anno 2023 si stanno rinnovando nel Comune termale isolano i solenni  festeggiamenti in onore del giovane passionista San Gabriele dell’Addolorata, al secolo Francesco Possenti  morto il 27 febbraio del 1862 a soli 24 anni e  divenuto  Santo di riferimento, patrono e protettore dei giovani casamicciolesi per la presenza in loco dell’Ordine dei Passionisti di cui era amato novizio.  Il 12 febbraio del 2002 l’Urna dorata con le spoglie mortali del giovane Santo sbarcò ad Ischia Ponte accolta in Cattedrale dal Vescovo Mons. Filippo Strofaldi di cui si ricorda la memorabile omelia.  A Casamicciola vi rimase 5 giorni.  Il 14 giugno del 1969 giunse a Casamicciola sul nuovo molo appena inaugurato, giunse  un’altra Urna Sacra  contenente il Corpo del Santo fondatore dell’Ordine dei Passionisti San Paolo della Croce accolto dal Sindaco Antonio Castagna e dal Vescovo di Ischia del tempo Mons. Dino Tomassini. L’orgoglio di Casamicciola per aver ospitato a distanza di 33 anni il  Padre e il Figlio di un famoso Ordine religioso che con la propria attività sull’isola,  ha dato lustro al paese.

DI ANTONIO LUBRANO

Anche quest’anno 2024, , il legame di fede e devozione dei Casamicciolesi con il loro giovane Santo passionista e protettore Gabriele dell’Addolorata, acquista più forza e spinta spirituale sopratutto fra i giovani che si sentono tutti “coetanei” del Santo. A generare questo fenomeno, una gran parte di merito, se non tutta, va senza ombra di dubbio a Don Carlo Candido presente alla congrega di Santa Maria della Pietà  dove  è venerato il giovane Santo Gabriele dell’Addolorata a Casamicciola, nelle vesti di Commissario reggente per nomina vescovile. Don Carlo Candido col suo carisma di sacerdote di punta della diocesi isolana sta spopolando fra i fedeli di Casamiciola come gli succedeva negli anni in cui è stato attivissimo ed amato parroco  nel centro storico di Ischia Ponte reggendo alla grande nei confini territoriali  della sua area parrocchiale ben dieci chiese tra piccole e grandi. Al di la di ciò va rilevato che da qualche anno si sta prendendo l’abitudine di anticipare o posticipare la processione con banda musicale al seguio del Santo protettore riducendo il giorno ufficiale della sua ricorrenza e attesa solennità ad una normale giornata festiva senza emozioni. Oggi martedì 27 febbraio  è San Gabriele col suo fascino religioso.  “Così la mattina del 27 febbraio 1862, al sorgere del sole, con il volto trasognato e gli occhi sfavillanti che trafiggono un punto fisso sulla parete sinistra, senza agonia sorride alla Madonna che viene a incontrarlo. Ha 24 anni, ancora studente in attesa dell’ordinazione sacerdotale. Ma ha già varcato la soglia per celebrare la messa perenne nel rutilante spettacolo dell’eternità in Dio”. Con queste toccanti ed incisive parole fu pubblicato l’avviso con cui si annunciava la volata al cielo del giovane passionista Francesco Possenti, nato ad Assisi il 1 marzo del 1838 da Donna Agnese Frisciotti e Sante Possenti avvocato,  divenuto per ascendenza spirituale nella sofferenza, San Gabriele dell’Addolorata. Oggi  27 febbraio  Casamicciola ne festeggia la ricorrenza liturgica con la piena devozione dell’intera cittadinanza che si sente  più di prima,coinvolta nella bellezza della fede, per la propria vicinanza e rapporto di frequentazione con i padri passionisti del locale complesso dell’Ordine di cui, da aspirante sacerdote, il giovane Santo prima di morire, era novizio. Non a caso la sana gioventù di Casamicciola si riconosce nella figura del proprio coetaneo Gabriele e festeggia il ricordo della sua vita nella santità. Momenti di preghiere e lode al giovane Santo nella Congrega da dove  Domenica scorsa antivigilia della festa è partita  la processione  percorrndo  le vie del paese.   I festeggiamenti in onore di San Gabriele dell’Addolorata sono vissuti nella pienezza della fede e della partecipazione viva alle funzioni liturgiche  ed alle aggregazioni per stare insieme.In una Congrega gremita di giovani intorno a Don Carlo loro nuovo padre spirituale, sabato scorso 24 febbraio ha avuto luogo la  Giornata dello Studente – Affidamento al Santo e benedizione degli studenti e delle penne A 100 GIORNI DAGLI ESAMI  con consegna del “KIT” regalo. ll Tempio davanti al piazzale dell’ancora  sul porto trasmetterà  quella la luce della fede e della speranza che i casamicciolesi si aspettano per godere  dell’atmosfera festiva sin dalle prime ore di questa mattina., allorquando in Congrega, saranno celebrate messe continue  officiate dal  reggente commissario Don Carlo Candido. L’ultima messa della giornata della solennità del Santo sarà celebrata a prima sera con la benedezione eucaristica. Il celebrante Don Carlo  alla sua maniera  nella omelia, si rivolgerà alle famiglie, esortandole a produrre tutto il proprio impegno  nella educazione dei  propri giovani figli, affinchè la loro vita sia ispirata all’esempio della santa giovinezza di San Gabriele amato patrono e protettore di Casamicciola. La  storia recente legata Al giovane Santo passionista ci ricorda che già una  volta l’Urna dorata con le spoglie mortali di San Gabriele ricoperte  dall’abito inconfondibile dei Padre Passionisti, è stata portata ad Ischia e  quindi a Casamicciola, passando per la Cattedrale per il saluto del Vescovo della Diocesi isolana. Accadde la  sera del 12 Febbraio 2002, allorquando il Suo corpo sbarcò in un alone di fede e di amore sul pontile “Aragonese” di Ischia Ponte  accolto dal Vescovo Mons. Filippo Strofaldi, dal Clero isolano, dalle autorità Civili e Militari insieme ad una fiumana di popolo. Dalla Sua Urna dorata sembrava che il Santo benedicesse la schiera dei devoti che a Lui si rivolgevano con fede ed amore,  ed accarezzasse, con il suo sorriso di cielo, la folta  presenza dei bambini, che, incantati, lo ammiravano. Il Vescovo Strofaldi in Cattedrale davanti all’Una dorata che conteneva il corpo del Giovane Santo, pronunciò un’accorata e commovente omelia  con  le seguenti  storiche parole di saluto che noi per completezza di informazione con piacere riportiamo: “Saluto, insieme a voi, le spoglie gloriose di san Gabriele dell’Addolorata, che oggi approda ad una terra che lo venera intensamente. E’ stato tanto desiderato quest’incontro, perché si sente diffusamente il bisogno di insegnamenti e riferimenti forti quanto a valori spirituali. Ecco una figura nella storia segreta della Chiesa che esercita tanta attrazione sugli animi, fin da quando si e’ conosciuta la sua storia semplice e convincente. Ecco un giovane ricco e brillante, negli studi come nei salotti cittadini, con un futuro ammiccante, che lascia tutto ed entra in un convento passionista, sotto una regola rigida. Ecco una felice realizzazione che non ci vergogniamo di proporre ancora oggi”.” E’ la consegna alla Chiesa che e’ in Ischia, Ha proseguito il compianto vescovo Mons. Filippo Strofaldi, fatta dal 24o successore di san Paolo della Croce,Padre Ottaviano D’Egidio,Superiore Generale dell’Ordine dei Passionisti, pellegrino ad Ischia con le venerate spoglie di san Gabriele dell’Addolorata. Passa per le strade dell’Isola d’Ischia, proveniente dal celebre Santuario dell’Isola del Gran Sasso, quale Messaggero di “gioia, di liberazione, di amore per la terra” e quale “annuncio di dolore, di lacrime che si trasformano in perle di risurrezione”, san Gabriele dell’Addolorata. Il suo stesso nome, “Gabriele dell’Addolorata”, contiene “la sintesi di quanto noi oggi siamo chiamati ad ammirare, venerare, lodare, cantare, ma soprattutto imitar”.

                                                          antoniolubrano1941@gmail.com

                                                                     info@ischiamondoblog.com

 

 

Il Servizio Speciale

è stato realizzato

da ANTONIO LUBRANO

Con Fotoricerca

di GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

Fotoreporter

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Fatti Curiosi
LA VIGILIA DI NATALE E’ UNA GIORNATA PARTICOLARE CHE NON SIGNIFICA SOLO…CAPITONE E CORSA AI REGALI – ISCHIA ORGANIZZA AL MEGLIO IL SUO FESTOSO NATALE 2023 PARTENDO ALLA GRANDE GIA’ DAL GIORNO ATTESO DELLA VIGILIA 24 ,DICEMBRE – OGGI NATALE NEL SEGNO DELLA TRADIZIONE E DELLE…BELLE SORPRESE———————————————–(clica sulle foto le vedrai in primo piqano e più grandi)

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Servizio speciale di

ANTONIO LUBRANO & MICHELE LUBRANO

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Fotoricerca e Scatti di

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

Fotoreporter

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UN “DOLCE”  ED ILLUMINATO NATALE PER ISCHITANI  E TURISTI  ARRIVATI  IN ORDINE SPARSO SULL’ISOLA – OGGI DOMENICA  24 DICEMBRE  GIORNO DELLA VIGILIA DI NATALE INIZIEREMO IL CICLO DELLE FESTE  NATALIZIE.  L’ISOLA È TUTTA IN FESTA CON  ADDOBBI STRADALI  ED EVENTI  CHE NE RIMARCANO LA  INTERNAZIONALITÀ SUL PIANO DELL’IMMAGINE  E DELLA PROMOZIONE TURISTICA SPECIE A ISCHIA, FORIO  E CASAMICCIOLA.  MA NATALE È ANCHE  PROFUMO, SOPRATTUTTO DI DOLCI CHE SI FANNO IN FAMIGLIA E NELLE PASTICCERIE DELL’ISOLA. LA GAMMA  È VASTA E SI CARATTERIZZA CON L’IMBARAZZO DELLA SCELTA. SI PARTE DAL ROCCOCÒ E SI PROSEGUE CON I MOSTACCIOLI, LE PASTE REALI, LE CASSATINE. LA CASSATA, GLI STRUFFOLI, IL TRONCHETTO DI  NATALE  I SUSAMIELLI, I TORRONCINI NATALIZI, I RAFFAIUOLI,   IL CASATIELLO AL RUM ED IL FAMOSO PANETTONE. FRA QUESTI IL ROCCOCO CONSERVA IL  RUOLO DI LEADER  FRA I DOLCI DI NATALE  E SI IMPONE SU DI ESSI PER IL SUO GUSTO E LA SPECIALE FORMA. IL ROCCOCÒ È UN DOLCE  NAPOLETANO PRODOTTO CON MANDORLE, FARINA, ZUCCHERO E SPEZIE VARIE. FRUTTA SECCA CON MANDORLE, NOCI E NOCCIOLE. ANCORA POCHE ORE DI ATTESA PER IL PRANZO  SERALE DELLA VIGILIA CHE SARÀ PER LO PIÙ A BASE DI PESCE CON L’IMMANCABILE  TRADIZIONALE E GUSTOSO CAPITONE – QUESTA SERA, PRIMA DELLA RITUALE  MESSA DI MEZZANOTTE, PER SALUTARE LA VENUTA AL MONDO DI GESÙ BAMBINO, AVREMO GIÀ CONSUMATO LA NOSTRA PRIMA CENA SPECIALE DELLA VIGILIA TANTO PREPARATA ED ATTESA  PER LA BONTÀ DEL MENU, CHE PER LO PIÙ SARÀ TUTTO A BASE DI PESCE  COL PIATTO DI APERTURA DEI CLASSICI VERMICELLI CON LE VONGOLE E PER SECONDO IL GUSTOSO TRADIZIONALE CAPITONE FRITTO ACCOMPAGNATO DALLA ALTRETTANTO TRADIZIONALE INSALTA DI RINFORZO.

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di Antonio Lubrano

Natale già dalla Vigilia con i tuoi e…Pasqua con chi vuoi, è il vecchio adagio a cui gli ischitani si attengono alla lettera, almeno per  il Natale. Diversamente invece la pensano i turisti che in questi giorni in ordine sparso,sono arrivati sull’isola col determinato scopo di  trascorrere le feste natalizie  Capodanno compreso, non proprio in famiglia, ma da noi, ossia qui ad Ischia dove hanno trovato  da oggi, Vigilia di Natale. un ambientazione festosa elevata al meglio, con strade illuminate con le artistiche luminarie natalizie, mercatini natalizi in piazzetta San Girolamo ad Ischia, la Casa di Babbo Natale, i concerti di Natale nelle varie chiese dell’isola ed in particolare nella chiesa conventuale di Sant’Antonio alla Mandra, concerti in piazza con cantanti famosi  tipo Arisa e Clementino a Forio,  negozi alla moda aperti, bar e ristoranti con i menu  specifici del Natale, la messa di mezzanotte di questa sera per chi crede di ristorare anche il proprio spirito ed infine il bel tempo forse che ci accompagnerà, secondo le previsioni, per tutto il periodo natalizio.  Poi più avanti si vedrà. Insomma, tanta roba, come dicono al nord,  per una Vigilia ed un  Natale 2023  pieno e da ricordare anche per essere  probabilmente anche il Natale più  costoso della storia  visto che i prezzi non sono da…fame.. Ma vale la pena evidenziare il Natale ischitano con le sue tradizioni e convinzioni. In pratica Natale in Chiesa, in strada e a tavola , per santificare lo spirito e la carne. Il concetto, se vogliamo, vale da sempre, dai tempi di magra a quelli opulenti di oggi, nonostante la crisi apparente di cui ciascuno si lamenta. Questa sera, prima della rituale  messa di mezzanotte, per salutare la venuta al mondo di Gesù Bambino, avremo già consumato la nostra prima cena speciale della Vigilia tanto preparata ed attesa  per la bontà del menu, che per lo più è tutto a base di pesce  col piatto di apertura dei classici vermicelli con le vongole e per secondo il gustoso tradizionale capitone fritto accompagnato dalla altrettanto tradizionale insalta di rinforzo. Cosi oggi 24 dicembre  giorno della Vigilia di Natale inizieremo il ciclo delle feste  natalizie.  L’isola è tutta in festa con  addobbi stradali  ed eventi  che ne rimarcano la internazionalità sul piano dell’immagine  e della promozione turistica.  Ma Natale è anche  profumo, soprattutto di dolci che si fanno in famiglia e nelle pasticcerie dell’isola. La gamma è vasta e si caratterizza con l’imbarazzo della scelta. Si parte dal Roccocò e si prosegue con i mostaccioli, le paste reali, le cassatine. La cassata, gli struffoli, il tronchetto di  Natale  i susamielli, i torroncini natalizi, i raffaiuoli,   il casatiello al rum ed il famoso panettone. Fra questi , il Roccoco conserva il  ruolo di leader  fra i dolci di Natale  e si impone su di essi per il suo gusto e la speciale forma. Il roccocò è un dolce  napoletano prodotto con mandorle, farina, zucchero e spezie varie senza farsi mancare le profumate bucce di mandarino. Il Roccocò è cotto al forno ed ha una forma tondeggiante simile a quella di una ciambella schiacciata della grandezza media di 10 cm. È un biscotto particolarmente duro quindi può essere ammorbidito bagnandolo nel vermouth, nello spumante, nel vino bianco o nel marsala. La sua preparazione più antica risale al 1320 a opera delle monache del Real Convento della Maddalena. Il nome roccocò deriva dal termine francese rocaille per via della forma barocca e tondeggiante simile a una conchiglia arrotondata. Il roccocò è il dolce che accompagna le famiglie ischitane per  tutto il periodo delle feste natalizie, fino all’Epifania. Viene spesso venduto insieme a raffaiuolimustaccioli e susamielli, altri dolce tipici della tradizione gastronomica natalizia ischi tana. Anche se la maggior parte delle persone crede che i roccocò siano solo duri, ci sono anche di morbidi e di varie dimensioni. Gli struffoli sono anch’essi dolci  tipici della tradizione Napoletana importati sull’isola dalle vecchie generazioni, e rappresentano sicuramente una delle ricette più caratteristiche del periodo Natalizio ischitano.  Essi sono piccole palline di pasta dolce, fritte e poi immerse nel miele e decorate con confettini colorati e frutta candita. Per quanto riguarda le origini degli struffoli, dobbiamo tornare indietro fino all’età degli antichi Greci che pare li abbiano esportati nel Golfo di Napoli al tempo di Partenope. Ed è proprio dal greco che secondo molti deriverebbe anche il nome “struffoli”: più precisamente dalla parola “strongoulos”, ovvero “dalla forma arrotondata”. Altre teorie sostengono che la parola struffolo, deriverebbe da “strofinare”, il gesto che compie chi lavora la pasta, per arrotolarla a cilindro prima di tagliarla in tocchetti. Altri ancora, pensano che lo struffolo si chiami così perché “strofina” il palato, ovvero lo solletica con il suo dolce sapore. Le Paste Reali sono altri dolci che trovano la loro origine nei conventi della vicina Napoli, dai delicati colori pastello che vanno dal rosa, al verde al giallino, preparati con mucchietti di paste di mandorle sistemati su di un ostia tagliata che serve da base e dalle forme più svariate, come stelline a più punte, mezze lune,  tondini, tronchetti  e forme di vari tipi di frutta. Diciamo che sono i dolci della Vigilia di Natale per eccellenza, le suore li preparavano rispettando la dieta di magro, perchè erano preparati con farina zucchero, spezie e mandorle finemente tritate e non era utilizzato alcun grasso animale, essendo il loro condimento ottenuto esclusivamente dall’olio premuto dalle stesse mandorle. L’origine del nome pasta reale pare risalga all’epoca di Re Ferdinando IV.. Si racconta che il Re si recò un pomeriggio in visita al convento delle suore di San Gregorio Armeno e, dopo aver visitato la cappella ed il convento, fu accompagnato dalle sorelle nel refettorio, ove su un grande tavolo era preparato un buffet in cui facevano bella mostra di se aragoste, pesci arrostiti, polli e fagiani oltre a della splendida frutta. Il Re era un gran mangiatore ma si scusò dicendo che da poco aveva finito di pranzare e non sarebbe stato il caso riaffrontare un pasto del genere. Ma le suorine con sguardi di complicità pregarono Re Ferdinando di degnarsi di un assaggio, quale fu la sorpresa del sovrano quando si accorse che tutto quel Ben di Dio non erano altro che dolci efficientemente scolpiti con la pasta di mandorle e certosinamente dipinti a mano. Questa tradizione di pasta reale è rimasta oggi soprattutto in Sicilia dove ci sono degli abilissimi artigiani di pasta martorana o reale. I Mustaccioli, molto consumati  sulle tavole ischitane, sono invece dei dolci natalizi  dalla forma romboidale ricoperti di glassa al cioccolato.  Il  loro nome è legato alle antiche preparazioni contadine che utilizzavano il mosto, mustacea era infatti il loro nome latino, col quale venivano preparati per essere resi più dolci. I Sosamielli  a forma di “S” sono un altro dolce di Natale  in uso a Ischia, impastato con del miele liquido ed anticamente veniva distinto in sosamiello nobile, preparato con la farina bianca e v’era l’usanza di offrirlo alle persone di riguardo, il sosamiello per zampognari, impastato con farina ed elementi di scarto, che veniva offerto al personale di servizio ai contadini in visita e a coloro che venivano a suonare in casa, ed in ultimo il sosamiello del buon cammino imbottito con la marmellata di amarene e che veniva offerto ai soli religiosi. Questi in sostanza sono i dolci che tengono banco da oggi fino alla Befana nelle famiglie ischitane. Un certo numero di famiglie se li confeziona in casa con l’aiuto dei propri fornetti. La  maggior parte invece, preferisce comprarli direttamente in pasticceria risparmiando sul tempio e nella tasca.

 antoniolubrano1941@gmail.com

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di Michele Lubrano

La Vigilia di Natale è un giorno particolare dell’intero periodo festivo. Esso va spiegato con informazioni e considerazioni per meglio intendere l’importanza di questo giorno che oggi   vivremo in tutta la sua pienezza. La vigilia di Natale è il giorno che precede quella che è considerata una delle principali festività del cristianesimo. Cade generalmente il 24 dicembre, ma per le Chiese che continuano ad adottare il calendario giuliano, a causa dello sfasamento dello stesso rispetto al calendario gregoriano, la vigilia di Natale si celebra 13 giorni dopo, il 6 gennaio dell’anno successivo del calendario gregoriano. Nella tradizione del mondo occidentale assume una grande valenza simbolica poiché si celebra, nella notte, la nascita di Gesù, in una grotta di Betlemme, nella Giudea, regione della Palestina. Secondo i vangeli, seguendo la stella di Betlemme, i re magi venuti dall’Oriente trovarono un bambino che giaceva in una mangiatoia: ne riconobbero l’importanza e gli offrirono, incenso e mirra. Per il fedele, la veglia notturna della vigilia serve da transito verso il mistero della nascita del Dio che si fa uomo ed entra nella storia dell’umanità: si danno gli ultimi ritocchi al presepe, ci si prepara per la messa di mezzanotte, in una attesa che ha lo scopo di far presente e reale il miracolo della nascita di Gesù. Per l’anno liturgico e giubilare della Chiesa cattolica, la vigilia di Natale è l’ultimo giorno dell’Avvento ed è anche l’ultimo dei nove giorni feriali della cosiddetta novena di Natale e il primo del tempo di Natale. C’è anche da ricordare la celebrazione della veglia nella quale i fedeli, dalla tarda serata e fino all’alba del giorno di Natale, si riuniscono in preghiera. All’originaria valenza è stata aggiunta quella propria della festa moderna, percepita anche dai non credenti, caratterizzata da una ricca cena (detta appunto “della vigilia”) e dallo scambio di regali, destinati alle persone care, allo scoccare della mezzanotte. Tale usanza non è diffusa in tutto il mondo, dove spesso come nel Regno UnitoNord America e Australia si fa la cena di Natale invece della vigilia.[1] L’Italia però fa da unica eccezione poiché la cosiddetta “cena della Vigilia” è molto variabile da zona a zona: infatti in alcune zone si preferisce festeggiare al pranzo del giorno di Natale, mentre la cena della relativa Vigilia è del tutto ignorata, in contrasto quindi con la tradizione Nord Europea e Scandinava.Inoltre, in alcune zone dell’Italia meridionale, nella mezzanotte tra il 24 e 25 dicembre è usanza svolgere, in casa, una processione aperta da una candela seguita dal più piccolo recante la statuina di Gesù bambino e il resto dei familiari che intonano il Tu scendi dalle stelle, l’Astro del ciel o il Venite fedeli; tale processione termina con l’arrivo presso il presepe, il bacio al “bambinello” e la riposizione dello stesso sulla culla della natività. Quest’usanza era in tempi passati  abbastaza diffusa nelle famiglie dell’isola, nelle quali addirittura il rito sacro lo si anticipava al mattino presto della Vigilia subito dopo la conclusione della Novena del Bambino in chiesa. Ora solo Forio mantiene la tradizione e lo fa in piazza San Gaetano ed in Via Marina alle prime luci dell’alba di questa mattina, dopo la novena del bambino con una processione ed una pubblica faggiolata fumante.

                                                                                                                                        michelelubrano@yahoo.it

Il Servizio Speciale

è stato realizzato da

ANTONIO LUBRANO

 MICHELE LUBRANO

E

GIOVAN GIUSEPPE LUIBRANO

Fotoreporter

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