• LE REALI CRITICITÀ DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE EMERSE NEL MONDO DELL'ARTE IL TEMA È STATO DISCUSSO IN UN CONVEGNO ALLA TORRE DEL MOLINO DA UN FILOSOFO, UNA SOCIOLOOGA, UN POLITICO, UN ARTISTA E UN UOMO DI CHIESA--------------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in promp piano e più grandii)
  • FORIO IN FESTA PER LA SOLENNITA’ DEL SUO SANTO PATRONO – LA PITTRICE FORIANA ANGELA IMPAGLIAZZO CON LE SUE FANTASIOSE ILLUSTRAZIONE CI PORTA NEL MONDO STORICO E LEGGENDARIO DEL GIOVANE MARTIRE SAN VITO-------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
  • OGGI PUNTA MOLINO, SPIAGGIA DEI PESCATORI, ZONA VIOLETTA E MANDRA IN FESTA PER LA SOLENNITA’ DI SANT’ANTONIO – LE STATUE DEL SANTO E DELLA MADONNA DEL FUOCO IN PROCESSIONE COL RITORNO DEI GIGLI E DEI FRATICELLI---------------------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
  • CON L’OPERA “TU FAI RICCA STA BELLA CITTA’” OGGI IN CLIMA DI FESTA PATRONALE IL MAESTRO GAETANO MASCHIO E L’ASS. FANTASYNAPOLI APS RACCONTANO IN VERSI, PROSA E MUSICA LA STORIA DI FORIO ED IL LEGAME CON IL “FORIANO” SAN VITO------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
  • L’ARTE NASCOSTA DI ANTONIO MATTERA COLTIVATA NEL SILENZIO DEL SUO AMATO CASTELLO IL FIGLIO GIOVANNI A DIECI ANNI DALL SCOMPARSA “SVELA” OGGI LE PASSIONI DEL PADRE CON UN PUBBLICO VERNISSAGE NELLE ANTICHE PRIGIONI BORBONICHE----------------------------------------------------------------(clicca sulle foto, le vedrai in primo piano e più grandi)
La notizia del giorno
LE REALI CRITICITÀ DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE EMERSE NEL MONDO DELL’ARTE IL TEMA È STATO DISCUSSO IN UN CONVEGNO ALLA TORRE DEL MOLINO DA UN FILOSOFO, UNA SOCIOLOOGA, UN POLITICO, UN ARTISTA E UN UOMO DI CHIESA————————————————————–(clicca sulle foto, le vedrai in promp piano e più grandii)

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Servizio Speciale

di ANTONIO LUBRANO

Fotoricerca

di GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

Fotoreporter

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UNA MOSTRA COLLETTIVA ” L’ARTE  E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E DINTORNI…”PER  MIRARE  A RIFLETTERE SUL VALORE UMANO DELL’ARTE

L’EVENTO È STATO PATROCINATO DAL COMUNE DI ISCHIA E DAL CENTRO STUDI ISOLA D’ISCHIA. LA DIRETTRICE ARTISTICA È STATA YLENIA PILATO  CHE HA  COMMENTATO COSI: .  “AL MOMENTO, HA DICHIARATO LA  DIRETTRICE ARTISTICA DELL’E VENTO YLENIA PILATO,  SIAMO IN UNA FASE IN CUI NON SAPPIAMO LA DIREZIONE CHE PRENDERÀ IL SETTORE ARTISTICO IN SEGUITO ALL’INTRODUZIONE MASSIVA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, MA È LECITO SPERARE CHE SI POSSA CREARE UN SISTEMA CHE FUNZIONI , UNA SORTA DI ARTE PARALLELA A QUELLA TRADIZIONALE, CON PROFESSIONALITÀ SPECIALIZZATE E COMMITTENTI CHE NE COMPRENDANO IL VALORE. AL DI LÀ DELLE SINGOLE QUESTIONI DELLA COMUNITÀ DI CHI SI OCCUPA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE SI AVVERTE L’ESIGENZA DI UN DIBATTITO AMPIO, CHE SAPPIA ANDARE AL DI LA’ DEL DATO PURAMENTE TECNICO PER ABBRACCIARE L’ETICA E LA FILOSOFIA”

DI ANTONIO LUBRANO

I ragionamenti e le discussioni sull’intelligenza artificiale occupano oggi un posto importante all’interno del dibattito pubblico e delle riflessioni contemporanee. Questo è certamente dovuto al fatto che l’intelligenza artificiale ha avuto un ruolo pervasivo sulla nostra società, occupando una porzione decisiva della quotidianità e investendo così le esistenze di nuove speranze e interessanti promesse. È stato proprio l’intelligenza artificiale il tema della conferenza ” L’arte e l’intelligenza artificiale e dintorni…” che si è svolta l’11 giugno presso la Torre del Molino ex carcere mandamentale di Ischia. I relatori presenti alla conferenza Raffaele Mirelli filosofo, Sara Minicucci sociologa, Pasquale Mazzella artista, Luigi Di Vaia politico e Don Pasquale Trani sacerdote, hanno discusso sull’intelligenza artificiale negli ambiti di loro competenza.  La serata é stata moderata da Carmen Cuomo. Il focus principale è stato sull’arte, sull’impatto che può avere l’intelligenza artificiale sulla creatività.  L’evento, durato fino al 13 giugno, è stato arricchito da una mostra contemporanea d’arte, alla quale hanno partecipato gli artisti Adelante Gianni Mattera, Gino Ciriminna, Clementina Petroni, Angelica Mazzella, Rania Andon, Michele Avenel, Anna Paola Alemanno, Justine Buono, Cristina Zangaro, Anna Lamonaca, Anna Maria Di Meglio, Giovanni Iacono, Magda Kismet, Marylù Viola, Rossella Del Prete, Artistaxcaso, Emily Sirabella, Malaspina, Patrizia Di Costanzo in arte Patrizia, Mamadou Ndione, Mario Di Meglio, Simone Costa e Ylenia Pilato. L’evento è stato patrocinato dal Comune di Ischia e dal Centro studi isola d’Ischia. La direttrice artistica è stata Ylenia Pilato. La conferenza si è soffermata sul tema dell’intelligenza artificiale in ambito artistico. Quello che si sa è che l’utilizzo di algoritmi e database per produrre opere artistiche non è certo una novità. È semplicemente aumentato l’accesso a questo tipo di tecnologie, che ora sono alla portata di molti più artisti, ma anche di molte più persone. In ambito grafico si levano molte voci preoccupate sul fatto che l’intelligenza artificiale potrebbe sostituire il lavoro dei professionisti.  Quando parliamo di intelligenza artificiale ci riferiamo ai processi in continua evoluzione che, soprattutto negli ultimi anni, si sono sviluppati molto velocemente. L’uomo, e in particolare l’artista, è lui che dà le indicazioni all’intelligenza artificiale che a sua volta riesce ad analizzare i miliardi di dati ritrovando dei pattern che l’artista non avrebbe potuto individuare in modo così completo. L’artista può attingere ai dataset, purché ad accesso libero, e quello che legge prima di tutto nella sua mente creativa e poi mettendosi all’opera non con il pennello ma con macchine learning e gan gli permette di generare un’opera nuova che dal punto di vista visivo è qualcosa di nuovo. Ci sono comunque delle reali criticità dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’arte. Da una parte il facile accesso rischia di ingannare dando l’idea che lo possono fare tutti. Lo strumento va governato. La mostra collettiva ” L’arte e l’intelligenza artificiale e dintorni…” ha mirato a riflettere sul valore umano dell’arte. Entrare nella dimensione digitale non è da tutti, è un processo culturale che legge la contemporaneita’ in una maniera diversa e poi te la restituisce: chi pensa che il digitale sia l’equivalente del pennello non lo ha capito. La criticità sarà quella di avere degli artisti significativi e non la proliferazione di immagini tutte uguali. Un’altra criticità è quella dell’immaterialita’. Non bisogna dimenticare che l’arte è anche un business e che la figura del mecenate non è tramontata, ma si è semplicemente evoluta. Non si esclude che questa espressione immateriale possa trovare una reificazione, ma è ancora tutto da studiare, e il mondo dell’arte al momento è imbarazzato dall’immaterialita’.  “Al momento, ha dichiarato la  direttrice artiustica dell’e vento Ylenia Pilato,  siamo in una fase in cui non sappiamo la direzione che prenderà il settore artistico in seguito all’introduzione massiva dell’intelligenza artificiale, ma è lecito sperare che si possa creare un sistema che funzioni , una sorta di arte parallela a quella tradizionale, con professionalità specializzate e committenti che ne comprendano il valore. Al di là delle singole questioni della comunità di chi si occupa dell’intelligenza artificiale si avverte l’esigenza di un dibattito ampio, che sappia andare al di la’ del dato puramente tecnico per abbracciare l’etica e la filosofia”

                                                                                 lubranoantonio516@gmail.com

                                                                                  info@ischiamondoblog.com

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Il Servizio Speciale

è stato realizzato

da ANTONIO LUBRANO

Con la Fotoricerca

 effettuata da

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

Fotoreporter

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Fatti Curiosi
LA VIGILIA DI NATALE E’ UNA GIORNATA PARTICOLARE CHE NON SIGNIFICA SOLO…CAPITONE E CORSA AI REGALI – ISCHIA ORGANIZZA AL MEGLIO IL SUO FESTOSO NATALE 2023 PARTENDO ALLA GRANDE GIA’ DAL GIORNO ATTESO DELLA VIGILIA 24 ,DICEMBRE – OGGI NATALE NEL SEGNO DELLA TRADIZIONE E DELLE…BELLE SORPRESE———————————————–(clica sulle foto le vedrai in primo piqano e più grandi)

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Servizio speciale di

ANTONIO LUBRANO & MICHELE LUBRANO

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Fotoricerca e Scatti di

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

Fotoreporter

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UN “DOLCE”  ED ILLUMINATO NATALE PER ISCHITANI  E TURISTI  ARRIVATI  IN ORDINE SPARSO SULL’ISOLA – OGGI DOMENICA  24 DICEMBRE  GIORNO DELLA VIGILIA DI NATALE INIZIEREMO IL CICLO DELLE FESTE  NATALIZIE.  L’ISOLA È TUTTA IN FESTA CON  ADDOBBI STRADALI  ED EVENTI  CHE NE RIMARCANO LA  INTERNAZIONALITÀ SUL PIANO DELL’IMMAGINE  E DELLA PROMOZIONE TURISTICA SPECIE A ISCHIA, FORIO  E CASAMICCIOLA.  MA NATALE È ANCHE  PROFUMO, SOPRATTUTTO DI DOLCI CHE SI FANNO IN FAMIGLIA E NELLE PASTICCERIE DELL’ISOLA. LA GAMMA  È VASTA E SI CARATTERIZZA CON L’IMBARAZZO DELLA SCELTA. SI PARTE DAL ROCCOCÒ E SI PROSEGUE CON I MOSTACCIOLI, LE PASTE REALI, LE CASSATINE. LA CASSATA, GLI STRUFFOLI, IL TRONCHETTO DI  NATALE  I SUSAMIELLI, I TORRONCINI NATALIZI, I RAFFAIUOLI,   IL CASATIELLO AL RUM ED IL FAMOSO PANETTONE. FRA QUESTI IL ROCCOCO CONSERVA IL  RUOLO DI LEADER  FRA I DOLCI DI NATALE  E SI IMPONE SU DI ESSI PER IL SUO GUSTO E LA SPECIALE FORMA. IL ROCCOCÒ È UN DOLCE  NAPOLETANO PRODOTTO CON MANDORLE, FARINA, ZUCCHERO E SPEZIE VARIE. FRUTTA SECCA CON MANDORLE, NOCI E NOCCIOLE. ANCORA POCHE ORE DI ATTESA PER IL PRANZO  SERALE DELLA VIGILIA CHE SARÀ PER LO PIÙ A BASE DI PESCE CON L’IMMANCABILE  TRADIZIONALE E GUSTOSO CAPITONE – QUESTA SERA, PRIMA DELLA RITUALE  MESSA DI MEZZANOTTE, PER SALUTARE LA VENUTA AL MONDO DI GESÙ BAMBINO, AVREMO GIÀ CONSUMATO LA NOSTRA PRIMA CENA SPECIALE DELLA VIGILIA TANTO PREPARATA ED ATTESA  PER LA BONTÀ DEL MENU, CHE PER LO PIÙ SARÀ TUTTO A BASE DI PESCE  COL PIATTO DI APERTURA DEI CLASSICI VERMICELLI CON LE VONGOLE E PER SECONDO IL GUSTOSO TRADIZIONALE CAPITONE FRITTO ACCOMPAGNATO DALLA ALTRETTANTO TRADIZIONALE INSALTA DI RINFORZO.

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di Antonio Lubrano

Natale già dalla Vigilia con i tuoi e…Pasqua con chi vuoi, è il vecchio adagio a cui gli ischitani si attengono alla lettera, almeno per  il Natale. Diversamente invece la pensano i turisti che in questi giorni in ordine sparso,sono arrivati sull’isola col determinato scopo di  trascorrere le feste natalizie  Capodanno compreso, non proprio in famiglia, ma da noi, ossia qui ad Ischia dove hanno trovato  da oggi, Vigilia di Natale. un ambientazione festosa elevata al meglio, con strade illuminate con le artistiche luminarie natalizie, mercatini natalizi in piazzetta San Girolamo ad Ischia, la Casa di Babbo Natale, i concerti di Natale nelle varie chiese dell’isola ed in particolare nella chiesa conventuale di Sant’Antonio alla Mandra, concerti in piazza con cantanti famosi  tipo Arisa e Clementino a Forio,  negozi alla moda aperti, bar e ristoranti con i menu  specifici del Natale, la messa di mezzanotte di questa sera per chi crede di ristorare anche il proprio spirito ed infine il bel tempo forse che ci accompagnerà, secondo le previsioni, per tutto il periodo natalizio.  Poi più avanti si vedrà. Insomma, tanta roba, come dicono al nord,  per una Vigilia ed un  Natale 2023  pieno e da ricordare anche per essere  probabilmente anche il Natale più  costoso della storia  visto che i prezzi non sono da…fame.. Ma vale la pena evidenziare il Natale ischitano con le sue tradizioni e convinzioni. In pratica Natale in Chiesa, in strada e a tavola , per santificare lo spirito e la carne. Il concetto, se vogliamo, vale da sempre, dai tempi di magra a quelli opulenti di oggi, nonostante la crisi apparente di cui ciascuno si lamenta. Questa sera, prima della rituale  messa di mezzanotte, per salutare la venuta al mondo di Gesù Bambino, avremo già consumato la nostra prima cena speciale della Vigilia tanto preparata ed attesa  per la bontà del menu, che per lo più è tutto a base di pesce  col piatto di apertura dei classici vermicelli con le vongole e per secondo il gustoso tradizionale capitone fritto accompagnato dalla altrettanto tradizionale insalta di rinforzo. Cosi oggi 24 dicembre  giorno della Vigilia di Natale inizieremo il ciclo delle feste  natalizie.  L’isola è tutta in festa con  addobbi stradali  ed eventi  che ne rimarcano la internazionalità sul piano dell’immagine  e della promozione turistica.  Ma Natale è anche  profumo, soprattutto di dolci che si fanno in famiglia e nelle pasticcerie dell’isola. La gamma è vasta e si caratterizza con l’imbarazzo della scelta. Si parte dal Roccocò e si prosegue con i mostaccioli, le paste reali, le cassatine. La cassata, gli struffoli, il tronchetto di  Natale  i susamielli, i torroncini natalizi, i raffaiuoli,   il casatiello al rum ed il famoso panettone. Fra questi , il Roccoco conserva il  ruolo di leader  fra i dolci di Natale  e si impone su di essi per il suo gusto e la speciale forma. Il roccocò è un dolce  napoletano prodotto con mandorle, farina, zucchero e spezie varie senza farsi mancare le profumate bucce di mandarino. Il Roccocò è cotto al forno ed ha una forma tondeggiante simile a quella di una ciambella schiacciata della grandezza media di 10 cm. È un biscotto particolarmente duro quindi può essere ammorbidito bagnandolo nel vermouth, nello spumante, nel vino bianco o nel marsala. La sua preparazione più antica risale al 1320 a opera delle monache del Real Convento della Maddalena. Il nome roccocò deriva dal termine francese rocaille per via della forma barocca e tondeggiante simile a una conchiglia arrotondata. Il roccocò è il dolce che accompagna le famiglie ischitane per  tutto il periodo delle feste natalizie, fino all’Epifania. Viene spesso venduto insieme a raffaiuolimustaccioli e susamielli, altri dolce tipici della tradizione gastronomica natalizia ischi tana. Anche se la maggior parte delle persone crede che i roccocò siano solo duri, ci sono anche di morbidi e di varie dimensioni. Gli struffoli sono anch’essi dolci  tipici della tradizione Napoletana importati sull’isola dalle vecchie generazioni, e rappresentano sicuramente una delle ricette più caratteristiche del periodo Natalizio ischitano.  Essi sono piccole palline di pasta dolce, fritte e poi immerse nel miele e decorate con confettini colorati e frutta candita. Per quanto riguarda le origini degli struffoli, dobbiamo tornare indietro fino all’età degli antichi Greci che pare li abbiano esportati nel Golfo di Napoli al tempo di Partenope. Ed è proprio dal greco che secondo molti deriverebbe anche il nome “struffoli”: più precisamente dalla parola “strongoulos”, ovvero “dalla forma arrotondata”. Altre teorie sostengono che la parola struffolo, deriverebbe da “strofinare”, il gesto che compie chi lavora la pasta, per arrotolarla a cilindro prima di tagliarla in tocchetti. Altri ancora, pensano che lo struffolo si chiami così perché “strofina” il palato, ovvero lo solletica con il suo dolce sapore. Le Paste Reali sono altri dolci che trovano la loro origine nei conventi della vicina Napoli, dai delicati colori pastello che vanno dal rosa, al verde al giallino, preparati con mucchietti di paste di mandorle sistemati su di un ostia tagliata che serve da base e dalle forme più svariate, come stelline a più punte, mezze lune,  tondini, tronchetti  e forme di vari tipi di frutta. Diciamo che sono i dolci della Vigilia di Natale per eccellenza, le suore li preparavano rispettando la dieta di magro, perchè erano preparati con farina zucchero, spezie e mandorle finemente tritate e non era utilizzato alcun grasso animale, essendo il loro condimento ottenuto esclusivamente dall’olio premuto dalle stesse mandorle. L’origine del nome pasta reale pare risalga all’epoca di Re Ferdinando IV.. Si racconta che il Re si recò un pomeriggio in visita al convento delle suore di San Gregorio Armeno e, dopo aver visitato la cappella ed il convento, fu accompagnato dalle sorelle nel refettorio, ove su un grande tavolo era preparato un buffet in cui facevano bella mostra di se aragoste, pesci arrostiti, polli e fagiani oltre a della splendida frutta. Il Re era un gran mangiatore ma si scusò dicendo che da poco aveva finito di pranzare e non sarebbe stato il caso riaffrontare un pasto del genere. Ma le suorine con sguardi di complicità pregarono Re Ferdinando di degnarsi di un assaggio, quale fu la sorpresa del sovrano quando si accorse che tutto quel Ben di Dio non erano altro che dolci efficientemente scolpiti con la pasta di mandorle e certosinamente dipinti a mano. Questa tradizione di pasta reale è rimasta oggi soprattutto in Sicilia dove ci sono degli abilissimi artigiani di pasta martorana o reale. I Mustaccioli, molto consumati  sulle tavole ischitane, sono invece dei dolci natalizi  dalla forma romboidale ricoperti di glassa al cioccolato.  Il  loro nome è legato alle antiche preparazioni contadine che utilizzavano il mosto, mustacea era infatti il loro nome latino, col quale venivano preparati per essere resi più dolci. I Sosamielli  a forma di “S” sono un altro dolce di Natale  in uso a Ischia, impastato con del miele liquido ed anticamente veniva distinto in sosamiello nobile, preparato con la farina bianca e v’era l’usanza di offrirlo alle persone di riguardo, il sosamiello per zampognari, impastato con farina ed elementi di scarto, che veniva offerto al personale di servizio ai contadini in visita e a coloro che venivano a suonare in casa, ed in ultimo il sosamiello del buon cammino imbottito con la marmellata di amarene e che veniva offerto ai soli religiosi. Questi in sostanza sono i dolci che tengono banco da oggi fino alla Befana nelle famiglie ischitane. Un certo numero di famiglie se li confeziona in casa con l’aiuto dei propri fornetti. La  maggior parte invece, preferisce comprarli direttamente in pasticceria risparmiando sul tempio e nella tasca.

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di Michele Lubrano

La Vigilia di Natale è un giorno particolare dell’intero periodo festivo. Esso va spiegato con informazioni e considerazioni per meglio intendere l’importanza di questo giorno che oggi   vivremo in tutta la sua pienezza. La vigilia di Natale è il giorno che precede quella che è considerata una delle principali festività del cristianesimo. Cade generalmente il 24 dicembre, ma per le Chiese che continuano ad adottare il calendario giuliano, a causa dello sfasamento dello stesso rispetto al calendario gregoriano, la vigilia di Natale si celebra 13 giorni dopo, il 6 gennaio dell’anno successivo del calendario gregoriano. Nella tradizione del mondo occidentale assume una grande valenza simbolica poiché si celebra, nella notte, la nascita di Gesù, in una grotta di Betlemme, nella Giudea, regione della Palestina. Secondo i vangeli, seguendo la stella di Betlemme, i re magi venuti dall’Oriente trovarono un bambino che giaceva in una mangiatoia: ne riconobbero l’importanza e gli offrirono, incenso e mirra. Per il fedele, la veglia notturna della vigilia serve da transito verso il mistero della nascita del Dio che si fa uomo ed entra nella storia dell’umanità: si danno gli ultimi ritocchi al presepe, ci si prepara per la messa di mezzanotte, in una attesa che ha lo scopo di far presente e reale il miracolo della nascita di Gesù. Per l’anno liturgico e giubilare della Chiesa cattolica, la vigilia di Natale è l’ultimo giorno dell’Avvento ed è anche l’ultimo dei nove giorni feriali della cosiddetta novena di Natale e il primo del tempo di Natale. C’è anche da ricordare la celebrazione della veglia nella quale i fedeli, dalla tarda serata e fino all’alba del giorno di Natale, si riuniscono in preghiera. All’originaria valenza è stata aggiunta quella propria della festa moderna, percepita anche dai non credenti, caratterizzata da una ricca cena (detta appunto “della vigilia”) e dallo scambio di regali, destinati alle persone care, allo scoccare della mezzanotte. Tale usanza non è diffusa in tutto il mondo, dove spesso come nel Regno UnitoNord America e Australia si fa la cena di Natale invece della vigilia.[1] L’Italia però fa da unica eccezione poiché la cosiddetta “cena della Vigilia” è molto variabile da zona a zona: infatti in alcune zone si preferisce festeggiare al pranzo del giorno di Natale, mentre la cena della relativa Vigilia è del tutto ignorata, in contrasto quindi con la tradizione Nord Europea e Scandinava.Inoltre, in alcune zone dell’Italia meridionale, nella mezzanotte tra il 24 e 25 dicembre è usanza svolgere, in casa, una processione aperta da una candela seguita dal più piccolo recante la statuina di Gesù bambino e il resto dei familiari che intonano il Tu scendi dalle stelle, l’Astro del ciel o il Venite fedeli; tale processione termina con l’arrivo presso il presepe, il bacio al “bambinello” e la riposizione dello stesso sulla culla della natività. Quest’usanza era in tempi passati  abbastaza diffusa nelle famiglie dell’isola, nelle quali addirittura il rito sacro lo si anticipava al mattino presto della Vigilia subito dopo la conclusione della Novena del Bambino in chiesa. Ora solo Forio mantiene la tradizione e lo fa in piazza San Gaetano ed in Via Marina alle prime luci dell’alba di questa mattina, dopo la novena del bambino con una processione ed una pubblica faggiolata fumante.

                                                                                                                                        michelelubrano@yahoo.it

Il Servizio Speciale

è stato realizzato da

ANTONIO LUBRANO

 MICHELE LUBRANO

E

GIOVAN GIUSEPPE LUIBRANO

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