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Servizio Particolare di

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

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Da oltre 1.500.000 presenze tedesche annuali alle porte del 2000 sino alle poco più di 400.000 odierne, senza ignorare il calo del 5% degli ospiti italiani registrato nel 2013. Sono queste le basi di partenza di 4WARD ISCHIA – MAKE A CHANGE, l’appuntamento organizzato dall’Associazione Ischia Iniziative. che si propone di interpretare, attraverso un sondaggio svolto dalla ISPO ed illustrato dal famoso sociologo Renato Mannheimer, il primo passo per un rilancio organico dell’offerta turistica dell’Isola Verde – Dai dati emersi, Ischia gode ancora di un fortissimo appeal sia sul mercato nazionale che su quello teutonico ed è la prima volta che sull’Isola sia stato affidato uno studio demoscopico riguardante la più importante fonte della sua economia. Iniziativa sposata in pieno dall’Assessore Regionale al Turismo Pasquale Sommese, che pur assente per un impegno concomitante lo ha definito “evento ideale per testimoniare una proficua sinergia tra pubblico e privato in cui crediamo molto” – Si è parlato di attrattività e competitivà con il docente del MET Bocconi Giovanni Viganò, ma anche di rapporto tra ospitante ed ospitato, con l’intervento del Presidente dell’Istituto Italiano per le Scienze Umane, lo psicologo Michele Rossena – A Davide Conte, già assessore al turismo di Ischia, componente del Co.Re.Com. Campania e “papà” dell’evento, è toccato  parlare di promozione e riposizionamento, mentre le conclusioni sono state  affidate al Presidente Stefano Caldoro, che con la sua presenza ha testimoniato di fatto la piena approvazione dei lavori da parte della Giunta Regionale. “Il turismo in Campania rappresenta una grande opportunità. La nostra regione nel prossimo futuro dovrà puntare sempre più a creare le migliori occasioni di rilancio, proponendo una offerta adeguata ad un turismo sempre più esigente – L’approvazione della nuova legge regionale sul turismo, ha affermato Caldoro, ha dato una significativa accelerata al processo di riordino di un settore che attendeva da troppo tempo – Ischia in particolare, per il suo mare, la tradizione termale, le sue bellezze e la sua storia, è una perla del nostro territorio, un’isola che ha tutte le potenzialità per confermarsi punto di riferimento nel panorama turistico nazionale e internazionale.”

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Il Particolare Servizio

dalla Sala Aragonese dei Congressi

dell’Hotel Terme Re Ferdinando

 di Ischia

à stato realizzato da

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

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Particolare Reportage

dal Castello Aragonese

di GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

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Dal 28 Giugno al 5 Luglio 2014, presso il Castello Aragonese di Ischia, si sta svolgendo la dodicesima edizione dell’Ischia Film Festival, diretto da Michelangelo Messina e realizzato con l’alto Patrocinio del Parlamento Europeo, l’adesione del Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano e con il contributo del MiBAC Direzione Generale Cinema e 1della Regione Campania, Assessorato alla cultura.
Tutte le sere a partire dalle ore 21.00 proiezioni all’aperto, omaggi e incontri con ospiti internazionali. Otto giorni ricchi di lungometraggi, documentari e cortometraggi provenienti da oltre 30 diversi paesi del mondo. 107 le opere selezionate tra le quali 7 anteprime mondiali e 28 anteprime nazionali.
Ad arricchire le serate incontri con registi e attori per “Parlare di cinema” sotto le stelle nel meraviglioso contesto storico\paesaggistico del Castello Aragonese.
Tra i personaggi che sono intervenuti ed interverranno, il premio Oscar Bille August, il regista italiano Pupi Avati (presidente di edizione), uno dei massimi esponenti del cinema israeliano, il regista Amos Gitai, l’attore Mattia Sbragia che presenterà al festival la sua opera prima come regista, i registi, Ugo Gregoretti, Davide Ferrario, Alessandro Rossetto, Fabio Mollo, Edoardo Winspeare, Angelo Longoni. L’attore americano Sean Kanan, famoso per l’interpretazione di Deacon nella nota serie Beautiful.
La giuria che decreterà i vincitori di questa edizione è composta dal direttore della fotografia Arnaldo Catinari, il documentarista Roland Sejko, l’attore Giovanni Esposito e lo scenografo di origini francesi Jean Manuel Martinez.
Durante la kermesse vi è inoltre una sezione mercato con la ‘Borsa Internazionale delle Location e del Cineturismo’, occasione di incontro tra il mondo del cinema e quello del turismo e il ‘Convegno internazionale sul Cineturismo’, che vedrà la partecipazione dei massimi rappresentanti del mondo del cinema correlato al marketing territoriale.
A completare il ricco programma la mostra fotografica “Villeggiatura e vacanze nel cinema italiano (1949 – 2011) a cura di Antonio Maraldi.

Per partecipare al festival è necessario acquistare un accredito culturale presso l’InfoPoint del Festival che sarà allestito al Piazzale Aragonese dal 26 Giugno in poi.
L’Ischia Film Festival, grazie alla collaborazione delle migliori strutture ricettive dell’isola, mette a disposizione pacchetti di soggiorno ad Ischia per l’intera settimana o solo per il week end di apertura e di chiusura a prezzi scontati per gli accreditati del festival.

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Il Direttore Artistico dell’Ischia Film Festival

Michelangelo Messina col Regista Ugo Gregoretti

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Il Particolare Reportage

dal Castello Aragonese

è stato realizzato da

 GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

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Servizio Particolare di

GIOVAN GIUISEPPE LUBRANO

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Il Particolae Servizio

dal Cocò Gelo di Ischia Ponte

è stato realizzato da

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

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(La Torre di Michelangelo a Ischia)

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di ELISA BONACINI

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InvasioniDigitali, i social e l’accoglienza

Un’idea nata quasi per gioco, condivisa, partecipata fino a diventare “fenomeno”: questa è stata la genesi del progetto #InvasioniDigitali nel marzo-aprile 2013.

I visitatori, con in mano smartphone e tablet, si sono lasciati coinvolgere da quest’idea di invadere i propri centri storici, luoghi d’arte e cultura, armati solo della voglia di diffondere quella bellezza di cui si erano quasi disabituati a godere, riscoprendola e riappropriandosene.
Tante cose sono cambiate da allora e a questo hanno contribuito, senz’ombra di dubbio, anche le #InvasioniDigitali e il nuovo concetto di partecipazione e condivisione della cultura che quella sorta di “Settimana della Cultura Digitale” partita dal basso ha lanciato attraverso le piattaforme sociali.
Il MiBAC (ancora senza le competenze del turismo), non potendo ignorare quella diffusione virale di “macchie rosse” sulla mappa di Google (oltre trecento eventi organizzati in poco più di un mese), ha dovuto adeguarsi: prima sono venute le segnalazioni dell’iniziativa sulla pagina Facebook e sul profilo Twitter del Ministero, poi una dopo l’altra si sono susseguite le manifestazioni culturali in chiave socio-digitale.

Cos’è cambiato, nel frattempo?

Facebook, intanto. L’infografica finale prodotta dallo staff a conclusione delle #InvasioniDigitali, a parte il numero dei “Mi Piace” (oltre 5.800), delle visualizzazioni dei post sulla pagina (oltre 36.000) e del totale dell’utenza raggiunta (oltre 322.000 utenti), non ha potuto tenere in considerazione l’impatto quantitativo delle singole invasioni sul social network più in uso. Un paio di mesi dopo, è stato introdotto l’uso dell’hashtag: ecco che l’edizione 2014 delle #InvasioniDigitali potrà essere misurata, invasione per invasione, anche in questo senso.
Nel frattempo quel Pinterest che un anno fa era quasi sconosciuto ai più, è diventato uno strumento social sempre più comune, anche fra i musei.
Su Twitter, manco a dirlo, fioccano ormai numerosi i profili delle opere d’arte che cinguettano con i followers: ecco che i Bronzi di Riace si scambiano battute fra loro, così come Renzo, Lucia, Don Abbondio, fanno rivivere il racconto manzoniano a suon di tweet da 140 caratteri, creando poco alla volta il tweetbook dei Promessi sposi, una sorta di Bignami 2.0!

Ecco che di fronte a tutto questo non si può più pensare di accogliere i visitatori nei nostri musei con cartelli di divieto posti a mo’ di biglietto da visita (quei “NO” che Gianfranco Dall’Ara stigmatizzava proprio sostenendo l’iniziativa delle #InvasioniDigitali e che sono esemplificati al meglio dal cartello posto all’ingresso degli Uffizi…).

È indubitabile, ormai, che l’accoglienza nei musei inizi da lì: quanto ci sentiremmo accolti se, sui cartelli in ingresso, o magari davanti ai nostri capolavori, ci dicessero, “qui è vietato NON fotografare”, “scatta pure”, “fatti un selfie”!
Sembra l’abbiano capito alla Galleria dell’Accademia, al Museo Egizio e alla Mole Antonelliana….aspettiamo che lo capiscano ovunque, ma soprattutto che si realizzino quelle modifiche ormai improcrastinabili sull’uso dei social nel Codice dei Beni Culturali che “tranquillizzino” quei tanti burocrati della cultura ancora mentalmente incrostati nell’idea della difesa del copyright a tutti i costi!

Certo, se poi si tenesse conto che non sono il numero dei “Mi piace” a fare un buona comunicazione su Facebook né il numero di followers a fare quella su Twitter (quanti inviti ho ricevuto a giocare a Candy Crush da profili istituzionali!); che sarebbe necessario capire che fare comunicazione con i social è un vero e proprio lavoro (svolta da professionalità specifiche come quella del digital media curator), non un passatempo; che una buona comunicazione rafforza il legame con il proprio territorio e il brand al di fuori di esso….Ecco che il miracolo sarebbe compiuto!


A Ischia, Procida, Pozzuoli, Pompei, Castellammare, Sorrento sono in arrivo contributi per chi decide di avviare un’impresa operante in ambito turistico-culturale.

Il ministero dello Sviluppo economico mette, infatti, a disposizione 18 milioni di euro fino a esaurimento fondi, per la nascita di piccole e microimprese che puntano allo sviluppo del patrimonio culturale e turistico del paese. Le agevolazioni sono gestite da “Invitalia Cultura”, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.
Le risorse appartengono al programma operativo interregionale “Attrattori naturali, culturali e turismo” Fesr 2007-2013 e sono destinate a idee da realizzare nei poli di attrazione di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Per la Campania le aree interessate sono l’isola di Ischia (Barano, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno, Serrara Fontana), l’isola di Capri e i comuni di Procida, Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Napoli, S.Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata, Pompei, Castellammare di Stabia, Vico Equense, Meta di Sorrento, Piano di Sorrento, Sorrento, Massa Lubrense.
Duplice la finalità delle agevolazioni: da una parte si vuole, infatti, riqualificare l’offerta turistico culturale e paesaggistica dei territori interessati, dall’altra creare uno strumento che agevoli l’ingresso nel mondo del lavoro.

Le agevolazioni sono però rivolte esclusivamente ad attività di tipo imprenditoriale di piccola dimensione in forma di società di persone. Sono, quindi, escluse le ditte individuali, le società di capitali, le cooperative, le società di fatto e le società con un unico socio.

Per agevolare l’accesso ai fondi e per far emergere le idee imprenditoriali “Invitalia”, tra aprile e giugno, promuoverà nelle aree interessate seminari di orientamento. (teleischia)

09/04/2014 · Turismo

TORINOCUNEOAOSTAASTINOVARAVCOVERCELLIBIELLAALESSANDRIASAVONAIMPERIA e SANREMO V

Ischia, l’isola che nasconde un cuore contadino

Oltre le terme, il fascino di una storia ricca e di una cucina che punta sui profumi di terra
ANSA

Un’immagine dello Scoglio, l’isolotto che racchiude come uno scrigno i tesori artistici di Ischia


Mare incantato, baie nascoste, piccoli borghi ricchi di fascino: Ischia è la meta ideale per un «fuori stagione» tra il romantico e modaiolo. Il suo cuore artistico batte sullo Scoglio, l’isolotto, a una manciata di minuti dal porto, che custodisce le testimonianze più importanti della storia ischitana, come i resti della chiesa di San Pietro, il monastero delle Clarisse, la chiesa dell’Immacolata con la sua inconfondibile cupola e il Castello Aragonese. Dove nei primi decenni del ’500 soggiornò e «regnò» la principessa (e poetessa) Vittoria Colonna attorniata da un cenacolo di artisti e letterati d’eccezione, da Michelangelo (che dedicò alla donna tenerissimi sonetti d’amore) ad Ariosto a Pietro Aretino. Lasciato alle spalle il centro abitato di Ischia, ecco Casamicciola, che, adagiata sulle pendici dell’Epomeo (il monte dell’isola), conserva nelle zone più interne valli, calanchi, terrazzamenti e coni di vulcani spenti e poi pinete, agrumeti, vigneti e boschi: basta percorrere la vecchia Strada Borbonica per scoprirli e così lungo i tornanti che portano alle giogaie del Cretaio viene allo scoperto in modo prepotente «l’anima di terra» di Ischia.

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Riprendendo la litoranea, un «fungo» (in realtà, uno scoglio di tufo modellato dal vento e dalle onde) immerso nel mare è il logo di Lacco Ameno, diventata famosa per i suoi alberghi e i centri termali negli Anni 60 del secolo scorso. La sua storia è, però, lunga di secoli e la prova è da cercare nel Museo Archeologico della settecentesca Villa Arbusto dove si trovano i gioielli, i corredi funerari, i vasi dei coloni greci che sbarcarono sull’isola e che fondarono Pithecusa, la loro città. A Forio, invece, sono sorte le ville più belle dell’isola come La Colombaia (appartenuta a Luchino Visconti) e La Mortella con il giardino lussureggiante che il compositore inglese William Walton fece realizzare, intorno agli Anni 50, da Roussel Page, uno dei più grandi paesaggisti del secolo scorso.

Forio è il più grande centro dell’isola: le sue case si arrampicano fino sui fianchi dell’Epomeo e nel suo centro storico si incontrano, in quantità, memorabilia del glorioso passato come le torri medievali, spesso riutilizzate come sedi di alberghi di charme, come succede per esempio all’Hotel Mezzatorre (www.mezzatorre.it) nascosto in un parco immenso, su di un promontorio circondato dal mare. Uscendo da Forio, si scende fino a Sant’Angelo, paesino incantato, allungato sul mare con le piccole case dei pescatori dipinte a colori pastello: qui si gira solo a piedi, tra vicoli che sanno di vento e di mare, per raggiungere il porticciolo con le barche dei pescatori ormeggiate e lo scoglio di tufo grigio unito da una sottile striscia di sabbia alla terraferma.

E l’anima terragna di Ischia? Quella si scopre nella sua cucina contadina, dove il piatto simbolo non è a base di pesce, come sarebbe facile supporre, ma di carne: il must è il coniglio all’ischitana, altri ingredienti immancabili sulle tavole ischitane sono le verdure e le erbe selvatiche, che entrano nella composizione di minestre (come quella di cicoria e fagioli) o si sposano ad altre erbe o verdure come nella millenaria «scapece» a base di mentuccia, peperoncino, aglio.

03/04/2014 · Fatti curiosi, Turismo

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IL  SINDACO DI ISCHIA ING. GIOSI FERRANDINO

HA FESTEGGIATO IL SUO COMPLEANNO  A MOSCA

IN COMPAGNIA DEI MEMBRI EELLA DELAGZIONE  ISCHTANA

ALA FIERA TURISTICA DELLA CAPITALE

DELLA  RUSSIA


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Speciale Reportage di

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

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Lo Speciale Reportage

sulla  Conferenza Stampa

al Comune d’Ischia

è stato realizzato da

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

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Sono intervenuti con proprie relazioni anche la dott. Carla Gina Ascione,

il dott. Maurizio Arturo Baiocchi, il dott. Vittorio Sozzi  e il prof.  Sergio Tanzarella

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Speciale Reportage di

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

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Lo Speciale Reportage

dalla Sala Grande delle Conferenze

nell’ Episcopio di Ischia

è stato realizzato da

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

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