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ISCHIA FILM FESTIVAL  DI MICHELANGELO MESSINA
Tante novità per l’edizione 2017 del festival dell’isola campana. E soprattutto tanto grande cinema e ospiti internazionali

Quindicesima edizione, l’Ischia Film Festival sta diventando adulto. E si vede.

Una rassegna, quella isolana, fondata e diretta da Michelangelo Messina fin dall’inizio e che quest’anno vede come direttore artistico anche Boris Sollazzo.

Una rivoluzione nel segno della continuità, è questo il filo rosso di questo IFF numero 15.

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Ai quattro concorsi internazionali (lungometraggi, documentari, cortometraggi e Location Negata, che vedrà quest’anno il vincitore premiato con il Bayer Award), si aggiunge infatti “Best of”, vetrina e competizione del meglio della stagione cinematografica italiana. Una parata di grandi opere e di stelle che vedrà un vincitore: il premio del pubblico, prima grande novità della rassegna, infatti, verrà assegnato solo per questa sezione.

Ospiti d’onore saranno John Turturro, che riceverà il premio alla carriera dell’IFF (l’IQOS Innovation Award), e Claudia Cardinale, già icona del manifesto dell’ultimo Festival di Cannes e sull’isola insieme alla figlia per l’omaggio e la retrospettiva (l’unica, finora) dedicata a Pasquale Squitieri che sarà aperta dall’attrice e ultima moglie del cineasta Ottavia Fusco.

In ordine di apparizione, saranno inoltre a Ischia per questo viaggio nella stagione cinematografica appena passata il futuro padrino della Mostra del Cinema di Venezia Alessandro Borghi, Andrea Arcangeli, Luca Barbareschi e Alessandro D’Alatri, i giornalisti Carlo Bonini e Giuliano Foschini con il documentario dedicato a Giulio Regeni, Francesco Bruni, i Globi d’Oro Isabella Ragonese e Francesco Amato, Daniele Vicari, Toni D’Angelo, Maccio Capatonda, Herbert Ballerina, Roberta Mattei, Krzysztof Zanussi, Walter Veltroni, Andrea Sartoretti, Claudia Potenza, Guido Lombardi, Edoardo De Angelis, Isa Danieli, Jasmine Trinca, reduce dal premio alla miglior interpretazione nella sezione Un Certain Regard a Cannes e Sergio Castellitto. E ancora Fabio Balsamo, geniale elemento del collettivo dei The Jackal, Elisabetta Rocchetti, Claudio Casazza, Patrizio Rispo, Vincenzo Alfieri, Gianfranco Pannone, Alessio Maria Federici, Volfango De Biasi. E tanti, tanti altri, giovani registi indipendenti e autori affermati, attori emergenti e interpreti che calcano palchi e set da molto tempo.

Altra novità importantissima è la sezione Under the Sky: una retrospettiva-prospettiva, uno sguardo su quel cinema che non arriva sul grande schermo, ma che cattura l’attenzione del pubblico con prodotti di altissima qualità. Si inizia con la piattaforma satellitare che ha cambiato, con il suo lavoro, la grammatica cinematografica del nostro paese, sia nella produzione che nella distribuzione nonché nella creazione: Sky. E per la prima volta delle serie tv, in un festival, non verranno proiettate solo le prime puntate ma saranno offerte al pubblico nella loro totalità, come si deve a un’opera cinematografica. Per l’Ischia Film Festival non ci sono recinti o pregiudizi, ma solo cinema in ogni sua declinazione: ecco perché The Night of sarà centrale nella retrospettiva dedicata al premio alla carriera John Turturro, che ritirerà il 26 giugno l’IQOS Innovation Award, così come 1993 alla Terrazza degli Ulivi ci dirà quanto la serialità televisiva italiana stia crescendo. Infine, l’anteprima italiana di Riviera, come sguardo sul futuro: la prima puntata sarà proiettata nella sala all’aperto più grande del Castello. Una delle serie tv più importanti della prossima stagione, una delle perle della programmazione di Sky Atlantic. In Under the Sky troverete anche il pregevole lavoro di Sky Arte: Federico Buffa tra i graffiti di New York, l’arte di Andrea Pazienza e Michelangelo Antonioni saranno il filo rosso di questo percorso in una realtà creativa unica in Italia.

Terzo passo di questa rivoluzione è una visione ancora più ampia del concetto di location, centro di di gravità permanente del festival. Come avviene in Immortality, coraggioso film iraniano, tutto ambientato in un treno, metafora di un paese intero e protagonista assoluto dell’opera. Perché l’identità territoriale e culturale di un paese può passare anche da una location come quella e perché se la location diventa elemento narrativo determinante il nostro festival non può e non deve trascurarla. E su questo solco, della scrittura visiva e narrativa della location, della sua centralità nella creazione cinematografica, che comincia la collaborazione con SIAE.

Penultimo step di questo nuovo viaggio verso il futuro è cambiare il premio alla carriera, ora IQOS Innovation Award. Premiare la carriera, il passato di un grande del cinema, ma anche la sua capacità di rinnovarsi, di cambiare, di cercare altro e altrove. Di non aver paura di location diverse, nella vita e nel cinema.

E neanche di quelle negate, come dimostra l’arrivo nella sezione più complessa e potente nei contenuti, del Bayer Award, per valorizzare ancora di più una delle idee più innovative di Michelangelo Messina, dell’Ischia Film Festival. E lo conferma anche il direttore comunicazione di Bayer Italia, Daniele Rosa, che premierà i giovani talenti della sezione.“L’impegno in questo Festival prosegue le nostre attività legate non solo al mondo del cinema, ma soprattutto del sociale. Dare voce con il nostro piccolo contributo a chi non ha diritto ad appartenere e vivere nel proprio paese a causa di una delle tante tragedie moderne assume un valore eccezionale per una multinazionale impegnata a migliorare la qualità della vita. Un evento che premia i giovani e affronta temi di negazione dei diritti umani non poteva non vederci impegnati nella    promozione      dei       progetti            migliori”.
Infine, il quinto tassello di questa rivoluzione: non si deve mai dimenticare la propria location, ecco Scenari Campani: nell’anno dello sforzo maggiore, nell’anno in cui in termini di quantità e qualità il festival si propone a livelli ancora più alti, nell’anno in cui il cinema italiano e internazionale cresce nella nostra rassegna e questi stessi puntano su di noi, ripartiamo anche e soprattutto dalla nostra regione, la Campania. Portando in una sezione non competitiva il meglio della produzione regionale, senza far alcuna differenza di genere, formato o durata.

Una rivoluzione nel segno della continuità, come dimostra il convegno annuale sul Cineturismo “Il Cineturismo in Italia; un’opportunità per il territorio: analisi e prospettive”, su un tema emerso per la prima volta all’IFF, grazie a Michelangelo Messina, precursore dello stesso e inventore del neologismo ora usato in tutto il mondo. Anche in questa edizione politica, cinema e turismo si incontrano per discuterne.

Ischia Film Festival 15, dunque, ma anche 1+5. Un nuovo esordio e 5 grandi novità.Ischia Film Festival 2017 è sostenuto da MiBACT – Direzione Generale per il Cinema, SIAE e Regione Campania, con il contributo di Philip Morris Italia e Bayer Italia. Si ringraziano inoltre gli sponsor tecnici: B:rent, Alilauro, MedMar, Cantine Antonio Mazzella, Negombo Poseidon, Ambrosino, Ceramiche Mennella, Euro Test Service, Carlone.

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Il Servizio Speciale

da Piazza Marina  a Casamicciola

è stato realizzato da

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Servizio Speciale di

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

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Il Servizio Speciale

è stato realizzato da

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IL DIALOGO FRA VITTORIA COLONNA

E IL SUO AMICO MICHELANGELO

TESTI:  DI GIOVANNINPO DI MEGLIO

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Il Servizio Speciale

è stato realizzato da

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Servizio Paticolare  di

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Il Servizio Particolare

è stato realizzato da

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Servizio Particolare di

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Il Servizio particolare

dalla Sala Azzurra parrocchiale della Chiesa  di Portosalvo

è stato realizzato da

GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO

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di MICHELE LUBRANO

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L’impostazione ulteriormente rinnovata che Maria Grazia Nicotra, alla sua seconda esperienza nel ruolo di direttore artistico, sta dando alla Festa di S. Anna edizione 2016, comprende, come è naturale, anche il lato storico- religioso con tutti i suoi risvolti che portano a ciò che accadde alle origini, dentro e intorno alla chiesetta protagonista. Quando morì Innico D’Avalos (1504) capitano della guardia sul Castello e Governatore dell’isola, il figlio Alfonso, nativo del Castello, aveva appena due anni. Sua madre donna Laura Sanseverino che frequentava con la famiglia la Torre solo nel periodo estivo, Casa-fortezza che i posteri chiameranno Torre di Michelangelo, decise di trasferirsi col figlioletto nelle solide stanze di quella sicura abitazione che il suo defunto marito aveva contribuito a far erigere e dove nel luglio del 1503 nacque la secondogenita Costanza, denominata per i suoi natali in quella struttura, la “figlia della Torre” e soprattutto perché, fu il primo essere umano a venire alla luce nella casa-fortezza dopo la sua edificazione. La gravidanza per Donna Laura fu molto travagliata. Quei mesi che precedettero il parto della bambina furono di grande e continua sofferenza. Assistita dal medico di Corte sul Castello e da una sua amica del Borgo di Celsa, la levatrice Caterina Mellusi esperta a far nascere bambini nelle situazioni più difficili, Laura Sanseverino riuscì a partorire superando il pericolo paventato di perdere addirittura la propria vita e quella della figlia. Era la mattina del 26 luglio del 1503, giorno in cui gli abitanti della zona ormai festeggiavano S. Anna a cui la chiesetta poco distante dalla Torre era stata dedicata e dove la stessa Donna Laura andava a pregare per ricevere dalla Santa la grazia di partorire la sua creatura che portava in grembo e di salvare la vita sua e della nascitura. Le preghiere di Donna Laura furono esaudite e così nacque la piccola Costanza proprio nel giorno di S.Anna. E fu festa per tutti. Le fu dato lo stesso nome che portava sua zia Costanza, sorella del padre Innico e donna di alto spessore culturale, stimatissima sul Castello ed a Napoli presso la corte del Re. La lieta notizia della nascita della piccola Costanza, si diffuse per tutta la marina del Borgo di Celsa, fra gli abitanti del Castello, presso i casolari di Campagnano, Piano Liguori, Cartaromana e nell’isola intera, dove Donna Laura era conosciuta e molto ben voluta. Suonarono a distesa le campane della Chiesa Cattedrale e delle altre chiese sul Castello e della stessa chiesetta di S.Anna nel Ninfario, per salutare un bellissimo evento che Innico D’Avalos, padre della piccola nata, magnificò con una gran festa popolare, come era nei desideri di sua moglie Laura, molto religiosa e notoriamente vicina al popolo. Laura Sanseverino era donna dalla forte personalità, avvenente nel corpo statuario e bella nel volto. Portava capelli castano-scuri che le scendevano sulle spalle fluenti e vaporosi. Era difficile non notarla, con il pregio che era lei a porgersi alla gente. Da quel fausto giorno del 26 luglio 1503 dove divenne nuovamente madre, i ringraziamenti e le preghiere delle partorienti ischitane divennero consuetudine e si trasformarono in un rituale di devozione religiosa che si ripeteva ogni anno nel giorno dedicato alla Santa, considerata la protettrice ufficiale delle donne in stato di dolce attesa e ansiose di diventare mamme. Il rituale si è perpetuato nel tempo fino ai giorni d’oggi mutando con gli anni il modo di celebrare il sentito evento.. Fino al secolo XVIIIesimo le donne di Ischia si recavano in pellegrinaggio alla Chiesetta per mare e per terra, scendendo a piedi per la strada della Torre e in barche addobbate con canne, foglie di bosco e palloncini colorati, partendo dalla marina del Borgo. Era quella l’usanza votiva per rivolgersi alla Santa e fare festa tutti insieme in suo onore. Oggi quell’antico rito ha assunto connotati completamente diversi. Dal pellegrinaggio e la preghiera alla Santa, si è passati alla festa spettacolare con migliaia di persone fra donne, uomini e bambini locali e forestieri assiepati sugli scogli, lungo il ponte, sulle imbarcazioni a mare e su un’apposita tribuna, per assistere alla grande sfilata delle barche addobbate di tutt’altro fascino e dimensioni, ai fuochi pirotecnici e all’incendio del Castello e della Torre,in uno spettacolo simulato dalle grandi emozioni. Tutto questo preceduto da un rito religioso opportunamente riproposto il giorno prima con messa solenne all’aperto nello spiazzo davanti alla Chiesetta, celebrata dal Vescovo di Ischia e da altri sacerdoti coadiutori. Il primo vescovo di Ischia giunto in pellegrinaggio alla chiesetta di S. Anna per celebrare la Messa a devozione e ringraziamento alla Santa è stato Mons. Antonio Pagano (1984-1997) seguito da una folta massa di fedeli, il secondo, continuando la tradizione, è stato Mons, Filippo Strofaldi Vescovo ad Ischia dal 1997.al 2012. L’ultimo Vescovo in ordine di tempo è l’attuale presule Mons. Pietro Lagnese che nel tardo pomeriggio di oggi 25 luglio celebrerà ancora una volta nella Chiesetta di Sant’Anna rimessa per l’occasione a nuovo la messa solenne che tutti i fedeli aspettano.


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Testo e fotografie di

NICOLA TRANI

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Ischia Isolaverde: la storia infinita.
isolani nel baratro.

ISCHIA-CATANZARO 0-1

Ischia Vs Catanzaro foto N TRANI 20160430 (236)

MARCATORE Kolawole al 15’ p.t.
ISCHIA (4-3-3) Iuliano 6; Bruno 5,5, Van Dam 5, Moracci 5,5, Porcino 5; Acampora 5 (dal 39’ s.t. Barbosa s.v.), Spezzani 5 (dal 1’ s.t. Rubino 5,5), Armeno 5; Di Vicino 5,5, Gomes 5,5, Pepe 5 (dal 24’ s.t. Sirigu). (Modesti, Florio, Savi, Guarino, Filosa, Manna, Palma, Belmonte, D’Angelo). All. Porta 5,5.
CATANZARO (4-3-3) Grandi 6; Bernardi 6, Ricci 6, Patti 6, Squillace 6,5; Agnello 6,5, Maita 6,5 (dal 1’ s.t. Calvarese 6), Olivera 6; Mancuso 5, Kolawole 7 (dal 36’ s.t. Orchi s.v.), Caruso 5,5 (dal 19’ s.t. Razziti 5,5). (Scuffia, Barillari, Fulco, Foresta, Firenze, Vitale). All. Erra 6.
ARBITRO Viotti di Tivoli 5.
NOTE paganti 555, abbonati 196, incasso di 3.356,15 euro. Ammoniti Ricci, Gomes, Spezzani, Acampora, Armeno, Calvarese, Moracci e Grandi. Espulso Patti al 34’ s.t. per gioco violento. Angoli 6-6.

La storia infinita dell’Ischia Calcio, quella storia fatta di esoneri, reintegri ed ancora di esoneri e di reintegri che, sicuramente non fano bene alla squadra che incassa la 7^ sconfitta consecutiva.Una storia vissuta quest’anno senza la vicinanza dei tifosi che nonostante diversi incontri chiarificatori con la società e la volontà di essere vicini alla squadra, dimostrandolo con fatti concreti, si sono visti emarginati dalle scelte societarie, scelte che hanno preferito tenere la squadra in terraferma piuttosto che farla vivere il territorio che rappresentava. Il presidente Rapullino ha il merito di aver messo e forse, rimesso, i soldoni, ma, non è possibile tenere la squadra lontana dalla terra che rappresenta. Non sappiamo ancora come finirà questo campionato, o meglio, la fase finale di questo torneo che ci vede impegnati nei play-out per cercare di mantenere la categoria ma francamente, la situazione sembra senza via d’uscita. Della partita odierna, c’è poco da dire come purtroppo capita da più gare, una squadra senza identità che stavolta è sembrata pure più volenterosa nel secondo tempo alla ricerca del pareggio ma niente più. Lo stadio deserto a fare da cornice a questo campionato disastroso. Nell’aria solo l’urlo dei 150 tifosi del Catanzaro ad incitare i giallorossi. i precedenti ci sono favorevoli statisticamente. Ai play out ci è sempre andata bene, gli ultimi due, Bacoli ed Aversa li abbiamo vinti. Speriamo di non sfatare anche questo dato favorevole.
                                                                                              

                                                                                                                                                                                  Nicola TRANI

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Il Servizio di foto e testo

è stato realizzato da

NICOLA TRANI

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Servizio di

NICOLA TRANI

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ISCHIA – JUVE STABIA  0 – 1

ISCHIA (4-3-3): Iuliano, Bruno, Porcino, Van Dam, Moracci, Florio (68′ Spezzani), Acampora, Armeno, Di Vicino (46′ Manna), Rubino (46′ Gomes), Kanoute.

A disposizione di Mister Porta: Modesti, Guarino, Savi, Sirigu, Palma, Belmonte, D’Angelo, D’Errico.

JUVE STABIA (4-4-2): Russo, Romeo, Liotti, Obodo, Polak, Navratil, Cancellotti, Favasuli, Gomez (66′ Nicastro), Lisi (87′ Grifoni), Diop.

A disposizione di Mister Zavettieri: Polito, Atanasov, Rosania, Carillo, Mauro, Carrotta,Gatto, Del Sante, Mascolo.

Arbitro: Mancini di Fermo

Rete: 51′ Diop

Ammoniti: Kanoute

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Ischia Isolaverde: il de profundis

ennesima sconfitta casalinga per gli uomini di Porta.

Al “Mazzella” l’ennesima sconfitta, la quinta consecutiva, sancisce la
fine quasi sicura delle speranze di salvezza degli isolani nel
campionato 2015/16 di Lega Pro. Una prestazione incolore della
formazione di casa che lascia presagire un finale di campionato di
ulteriore sofferenza per la società e soprattutto per i tifosi, specie
per quei pochi che ancora con fede incrollabile cercano di sostenere,
almeno con la presenza, la squadra. Pochi a dire il vero, un manipolo di
persone, presenti sugli spalti sempre più desolati del comunale di Fondo
Bosso. Della gara c è ben poco da dire. Una gara scialba giocata da due
squadre in crisi di identità e di risultati che hanno mostrato
un’evidente mancanza di gioco e di idee. Il risultato, è solo quello,
premia gli stabiesi e gli consente di fare un passo decisivo verso la
salvezza. Il gol decisivo di Diop condanna i padroni di casa.l’Ischia
non ha mostrato la capacità di fare la partita e si è presentata sotto
porta solo in due occasioni, con Rubino, al 2’de primo tempo quando
l’attaccante gialloblù lanciato a rete, solo davanti al portiere
avversario, si fa incredibilmente rimontare dal difensore e con Florio
che nel secondo tempo costringe ad un precipitoso intervento l’estremo
difensore stabiese, Russo.Tutta qui la partita dell’Ischia. la
capitolazione, al 6′ del secondo tempo. Diop, che aveva colpito, nella
prima frazione di gara la Traversa, riesce ad insaccare alle spalle di
Juliano. Il tourbillon di sostituzioni attuato da Mister Porta, non
riesce a produrre alcun effetto capace di sovvertire l’inerzia della
gara e si finisce quindi col soccombere ad una Juve Stabia modestissima
avvicinandosi sempre più al fondo. Scontata a fine gara la contestazione
dei tifosi verso squadra e dirigenza, tanto veemente da suggerire al
presidente rapullino di avvicinarsi ai tifosi, ai piedi della tribuna
per ascoltarli e dare spiegazioni su questa crisi sempre più profonda ed
irreversibile.
Forse, sarebbe il caso di mostrarsi ancora una volta comprensivi verso
squadra e società per cercare di salvare il salvabile. Nella domenica
successiva all’ “incontro- farsa” tifosi dirigenza, lUltima vittoria dei
gialloblù sostenuti da un discreto numero di tifosi. Le battaglie si
vincono uniti, e se non si vuole sostenere la società si può sostenere i
propri colori, la maglia per la quale gli encomiabili tifosi ischitani
hanno sostenuto tante battaglie. Non credo, anche in chiave Play-out gli
spalti desolati del “Mazzella” aiutino la squadra ad uscire da questa
spirale in cui si sta sempre di più avvitando.
Nicola Trani

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Il Servizio

è stato rfealizzato da

NICOLA TRANI

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