ATTUALITA’ & CRONACA – LUNEDI’ 7 MARZO 2011 – VENERDI’ 25, SABATO 26 E DOMENICA 27 FEBBRAIO SCORSI SI E’ RIAPERTO IL SIPARIO – E’ANDATO IN SCENA UNA FARSA DI MOLIERE DEL VOLVER TEATRO – L’ULTIMO LAVORO RAPPRESENTATO RISQUOTENDO GRAN SUCCESSO DI PUBBLICO E’ STATO QUELLO DI EDUARDO COCCIARDO E GIUSEPPE GIFUNI IN “DUE AUTORI IN CERCA DI TROISI” – E’ TORNATO QUINDI ANCHE QUEST’ANNO L’ISCHIA TEATRO FESTIVAL, IN UNA NUOVA CORNICE, CON IL GIUSTO MIX DI ESORDIENTI E VETERANI, CON L’OBIETTIVO DI TRASCINARE IL PUBBLICO IN UNA GIRANDOLA DI EMOZIONI E RISATE – IL FESTIVAL È INCOMINCIATO SABATO SCORSO 5 FEBBRAIO E SI CONCLUDERÀ DOMENICA 10 APRILE 2011 CON LE RAPPRESENTAZIONI CHE VANNO IN SCENA PRESSO LA SALA CONFERENZE DELL’HOTEL DELLA REGINA ISABELLA, MESSO GENTILMENTE A DISPOSIZIONE DALLA PROPRIETÀ E DIREZIONE DELL’HOTEL – LE SERATE SI AVVALGONO DEL PATROCINIO DEL COMUNE DI LACCO AMENO E DELL’ASSOCIAZIONE AMICI DEL TEATRO, L’ORGANO CHE RIUNISCE LE PRINCIPALI REALTÀ TEATRALI OPERANTI SUL TERRITORIO – L’ISCHIA TEATRO FESTIVAL NASCE DA UN’ESIGENZA CHE È DIVENTATA UN’URGENZA, QUELLA DI DARE VOCE ALLE COMPAGNIE “INSTABILI” DELL’ISOLA

IN PIENO SVOLGIMENTO L’ISCHIA TEATRO FESTIVAL

IN SCENA A LACCO AMENO

SI E’ RIAPERTO IL SIPARIO

SI RIPRENDE

 VENERDI’  11,  SABATO  12  E  DOMENICA  13  MARZO PROSSIMI


Il presidente

Enzo Boffelli

Enzo Boffelli in teatro


Ricordato l’indimenticabile

EDUARDO CANESTRINI



“INSATABILI” perché senza la certezza di avere un “tetto” dove provare, rappresentare, incontrarsi, zingare per quel circo che sono costrette a montare ad ogni rappresentazione, aggiungendo alla fatica del testo, quella dell’istallazione del palco, delle scene, del sipario. Il presidente dell’Associazione, Enzo Boffelli, ha messo insieme un cartellone di tutto rispetto, attingendo alla vasta gamma di caratteristiche che le compagnie teatrali possono vantare. Ha messo insieme la storia del teatro isolano, ovvero le filodrammatiche Don Bosco e Canestrini, a tale proposito è bene ricordare che un po’ tutto il festival è dedicato alla memoria di Eduardo Canestrini, padre del teatro ischitano a trent’anni dalla morte, con l’originalità dei monologhi dello stesso presidente Boffelli, con il viaggio nel ricordo del compianto Troisi, dell’autore e regista Eduardo Cocciardo, con l’estro degli Uomini di Mondo, con la ricerca e l’amore per i dettagli del Volver Teatro, e infine con la classicità dei Divini Commedianti.

Il Festival ha preso avvio  sabato 5 febbraio con una replica la sera dopo, domenica, 6 dello spettacolo “ViolEnzo”, una serie di monologhi di Enzo Boffelli per la regia di Eduardo Cocciardo, una carrellata di irresistibili personaggi che compongono il mondo immaginifico di Boffelli. La sera del 6 è stata anche quella dedicata alla memoria di Eduardo Canestrini, i cui gli eredi hanno consegneto una targa a chi s’è particolarmente distinto nell’amore per il teatro. La settimana successiva ossia sabato 12 e domenica 13 febbraio è stata la volta di Eduardo Cocciardo e Giuseppe Gifuni andando alla ricerca di quel mostro sacro del teatro italiano che è Massimo Troisi, e loro, in questa sorta di dialogo hanno evocato il grande artista che ha dato lustro a Napoli nel mondo.  Il weekend che va dal 18 al 20 febbraio passati, invece, la filodrammatica Canestrini ha portato in scena “Curnute e …mazziate”, una rielaborazione del testo “Signori biglietti” di Giovanni Rescigno,  una valanga di risate per quelli che sono ormai da anni tra i protagonisti indiscussi del teatro ad Ischia. Il mese di febbraio si è concluso  con la rappresentazione del Volver Teatro che hanno portato in scena il 25, 26 e 27, una farsa di Molière, “George Dandin, ovvero la farsa del contadino raggirato”, un testo venato di critica sociale e fortemente attuale che ha la regia di Daniele Marino. Lo spettacolo è stato prodotto dal LAP, il Laboratorio Artisti Precari che si è fatto notevolmente apprezzare nel corso di questi ultimi anni per gli show degli Strani Tipici, gruppo all’avanguardia nel settore dell’improvvisazione teatrale. Il mese di marzo porta la prima pausa nel corso del festival che riprenderà l’11, il  12 e domenica 13 con i Divini Commedianti che rappresentano “Non ti pago” uno dei cavalli di battaglia del grande Eduardo de Filippo, ricomponendo il gruppo storico e affidandosi all’interpretazione del sempre intenso Salvatore Costa. Dopo due settimane è la volta della compagnia storica isolana, ovvero la filodrammatica Don Bosco che venerdì 25,  sabato 26 e oggi domenica 27  marzo rappresenterà “A’ ricchezz da’ povertà” commedia in tre atti di Raffaele Caianiello per la regia di Ernesto Di Liddo. Il festival si chiuderà nei giorni 8, 9 e 10 aprile con l’associazione teatrale Uomini di Mondo che avrà l’onore e l’onere di chiudere questa rassegna con una commedia contemporanea, “Oggi sposi” di John Chapman e Ray Cooney, un testo esilarante che come sempre avrà la regia di Valerio Buono.

Un’importante osservazione del presidente Enzo Boffelli: “Al termine di questo festival, il movimento teatrale isolano avrà prodotto, dal periodo Natalizio ad aprile, circa una quarantina di serate. Non è poco per un’isola senza teatro”. Il presidente ci lascia così, lanciando un messaggio in bottiglia nel mare delle istituzioni isolane, con la speranza sempre più flebile che il messaggio venga letto e accolto

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A PORTO D’ISCHIA COME AL CIGLIO SI CONCLUDE IL NOVENARIO IN ONORE DI SAN CIRO MARTIRE  PER FAR POSTO AI FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI SAN CIRO MARTIRE CON FUNZIONI RELIGIOSE IN CHIESA ED ALL’ESTERNO CON LE CLASSICHE BANCARELLE, L’ILLUMINAZIONE STRADALE (QUEST’ANNO A ISCHIA RIDOTTA ALL’OSSO PER MANCANZA DI FONDI), BANDA MUSICALE, PROCESSIONE DELLA STATUA DI SAN CIRO PER LE STRADE CITTADINE E FUOCHI PIROTECNICI DI RICHIAM

Fotografie della processione 2011

di

NICOLA TRANI

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La f0to storica: la Chiesa di San Ciro a Ischia in coostruzione. E’ l’anno1925

San Ciro è uno dei santi piu’ venerati in campania, e’ patrono delle città di Portici e di Vico Equense. Sull’isola d’Ischia è venerato ad Ischia  centro fin dal 1925 quando in via delle Terme che si congiunge con via Morgioni gli abitanti fedeli della zona gli eressero una chiesa in cui oggi il Santo Martire è devotamente seguito. Altra località dell’isola dove San Ciro è venerato è al Ciglio nel comune di Serrara Fontana. Nell’epoca in cui visse il cristianesimo cominciava a diffondersi e a poco a poco, coloro che gli si avvicinavano vivevano con fervore la loro fede ed affrontavano ogni genere di difficoltà e, se era necessario, difendevano col sangue il proprio credo. I Martiri erano gli eroi della Chiesa primitiva, e i loro corpi venivano gelosamente custoditi e venerati.

 

 

San Ciro era nato e viveva ad Alessandria d’Egitto, allora una delle città più importanti dell’antichità, centro culturale e fiorente, perché, posta tra l’oriente e l’occidente, attirava uomini di tutte le razze. Era ricca di mercati, musei, monumenti, centri di studio. Famosa era la sua Biblioteca, prima che venisse distrutta dagli arabi. Alessandria d’Egitto nulla aveva da invidiare alle grandi città del tempo, compresa Roma. Celebre era pure la scuola di Medicina, dove aveva studiato anche Galeno.Sappiamo dalla tradizione che S.Ciro era un medico valente che – come dice S.Sofronio – dirigeva quello che ora noi chiamiamo un ambulatorio, dove venivano curati soprattutto i poveri.Praticando l’arte della medicina si guadagnò l’appellativo di medico anargiro, cioè senza argento. Era infatti sua abitudine prestare le proprie cure a tutti, soprattutto ai poveri, ai quali non veniva chiesta alcuna ricompensa in cambio.
In quel tempo ad Alessandria, oltre i medici, pullulavano astrologi, maghi e indovini, che spesso causavano disordini e rivolte. L’imperatore Diocleziano, che da poco aveva sedato la rivolta di Achilleo VIII, non poteva tollerare questi ciarlatani, e presto cominciò a perseguitarli, distinguendo poco tra medici e maghi. S.Ciro fu costretto quindi a lasciare la città e si ritirò in Arabia, a est del fiume Nilo.Nella solitudine poté dedicarsi totalmente alla preghiera e alla meditazione, dando origine a quella forma di vita monastica di cui, in seguito, S.Antonio Abate sarà considerato il fondatore.Giovanni, nato ad Edessa fu il suo primo discepolo, un ex soldato, cheaveva militatonell’esercito romane e che convertitosi alla fede cristiana aveva poi lasciato.Con S.Ciro per quattro anni, si dedicò anche lui alla preghiera e alla meditazione, e quando il maestro decise di tornare ad Alessandria lo seguì. La persecuzione di Diocleziano contro i cristiani imperversava e anche nelle cittadine vicine c’erano carcerazioni, minacce e condanne a morte, cosi’ S.Ciro tornò per sostenere i cristiani minacciati e imprigionati, e con Giovanni si fermò a Canòpo, località distante una ventina di chilometri da Alessandria, per sostenere nella fede Atanasia e le sue tre figlie, Eudossia, Teodota e Teotiste che erano state catturate dai soldati romani..Qui subirono le stesse terribili torture riservate ai cristiani in questi casi: vennero bastonati, bruciati con fiaccole e, per straziarli dal dolore, le loro carni piagate furono cosparse di aceto e sale.
La tradizione della Dimostranza tramanda che San Ciro sia stato immerso nella pece bollente e che, essendo sopravvissuto a questo supplizio, sia stato decapitato. Il martirio avvenne il 31 gennaio 303Era il 31 gennaio del 303 (o 312, come alcuni storici sostengono). I cristiani raccolsero i corpi dei martiri e – come ci assicura S.Onofrio – li seppellirono in una basilica eretta in onore di S.Marco.Intanto la devozione per i santi Ciro e il suo compagno Giovanni si estendeva sempre più, e da ogni parte si correva al loro sepolcro. Quando poi gli arabi occuparono l’Egitto, verso la metà del VII secolo, non si sa bene cosa successe, ma poiché vicino a Canòpo era sorto un villaggio chiamato Aboukir, si pensa che tale nome provenga da Abba Kyr, cioè “Padre Ciro”, essendo il Martire ritenuto da tutti un vero padre.

DALL’EGITTO, A ROMA E A NAPOLI

Dall‘Egitto le spoglie dei martiri furono portate a Roma, e quando i gesuiti costruirono a Napoli la chiesa del Gesù Nuovo, le reliquie dei corpi dei santi Ciro e Giovanni furono traslate in questa città insieme ai resti di altri santi martiri. Ma i santi Ciro e Giovanni erano già venerati a Napoli dai gruppi di origine egiziana, che da secoli operavano in città.Verso il 1675 giunse a Napoli, nella residenza dei gesuiti, S.Francesco de Geronimo, che nella sua predicazione mise di nuovo in auge il culto dei santi martiri Ciro e Giovanni. Ne chiuse alcune reliquie in una teca d’argento, e nelle predicazioni e missioni popolari se ne serviva per benedire e segnare gli ammalati. Gli effetti furono strabilianti: si ottenevano guarigioni di ogni genere e anche gli animali e i raccolti ne beneficiavano.Da ogni parte grandi folle – come narrano le cronache del tempo – accorrevano alla chiesa del Gesù Nuovo per venerare il corpo di San Ciro. L’11 maggio del 1716 S.Francesco de Geronimo morì, ma la devozione a S.Ciro si era ormai radicata nel popolo, e proseguì anche quando i gesuiti furono costretti per lunghi periodi a lasciare Napoli.La festa dei due martiri egiziani Ciro e Giovanni si celebra ancora adesso ogni 31 gennaio, con grande affluenza di fedeli, ma nel corso dell’anno ogni giovedì è dedicato, nella chiesa del Gesù Nuovo, alla loro memoria.

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PRIMO SANT’ANTUONO NELLA SUA NUOVA PARROCCHIA DI ISCHIA PER IL NOVELLO PARROCO DON GIUSEPPE NICOLELLA CHE IN PIENO NOVENARIO IN OMAGGIO AL SANTO HA VOLUTO ANTICIPARE LA TRADIZIONALE DATA DEL GIORNO DI SANT’ANTUONO (17 GENNAIO) PER LA BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI RADUNATI IN GRAN NUMERO NELL’AMPIO SPIAZZO DAVANTI ALLA SCUOLA ELEMENTARE – LA CERIMONIA E’ STATA SEGUITA DA UNA GRAN MASSA DI FEDELI – GIORNO DI FESTA PER L’INTERA CONTRADA DI SANT’ANTUONO A ISCHIA PER LE CUI STRADE SI E’ SNODATA NEL PRIMO POMERIGGIO LA PROCESSIONE SOLENNE DELLA STATUA DEL SANTO PROTETTORE DEGLI ANIMALI – PER L’ATTESA RICORRENZA SONO STATI ACCESI MOLTI FALO’ SIMBOLI DELLA FEDE CHE SI NUTRE DA SEMPRE PER SANT’ANTUONO E SPARATI GLI SPETTACOLARI FUOCHI PIROTECNICI

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La bella e storica statua di Sant’Antuono

esposta e conservata nell’artista bacheca

nella Cattedrale d’Ischia da circa cento anni

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UN CONCERTO, QUELLO DI KATIA RICCIARELLI DI GROSSO SPESSORE. PER LA SECONDA VOLTA A CASAMICCIOLA, IL SOPRANO DI FAMA INTERNAZIONALE HA RICHIAMATO  UNA FOLLA ENTUSIASTA NELLA CHIESA DELLA PARROCCHIA A CASAMICCIOLA.IL CONCERTO, PREVISTO PER LE 18,30, È INIZIATO ALLE 19,40. UNA CHIESA GREMITA HA ACCOLTO LA VEDETTE CON UN LUNGO APPLAUSO. AD ACCOMPAGNARE IL SOPRANO AL PIANO, IL MAESTRO QUADRINI . LA SIGNORA RICCIARELLI, HA DELIZIATO LA PLATEA CON CANTI NATALIZI ED ARIE DELLE OPERE PIÙ FAMOSE. IL SINDACO D’AMBROSIO HA COLTO L’OCCASIONE PER FARE GLI AUGURI DI BUON ANNO AI PRESENTI E CONTEMPORANEAMENTE AUGURARE ANCHE UNA RIPRESA ECONOMICA E TURISTICA PER L’INTERA ISOLA (tgischia – michele mancusi)                                                 casamicciola-katia-rficciarelli-col-sindaco-dambrosio.jpg

La cantante lirica Katia Ricciarelli a CASAMICCIOLA  col sindaco Vincenzo D’Ambrosio

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GRAN GALA DI CAPODANNO AL PALAZZO REALE DI ISCHIA CON MUSICA E COTILLON PER UN’ATMOSFERA D’ALTRI TEMPI

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GRAN GALA DI CAPODANNO AL PALAZZO REALE

MUSICA E COTILLON PER UN’ATMOSFERA D’ALTRI TEMPI

ISCHIA – Grande successo per il “GRAN GALÀ DI CAPODANNO ALLA REGGIA” tenutosi sabato 1 gennaio al Palazzo Reale di Ischia. Il Palazzo di Re Ferdinando II, un tempo del protomedico Francesco Buonocore ha aperto i suoi portoni mantenendo l’antico spirito di “Sede delle muse” e di intrattenimento che il Buonocore stesso amava corrispondere ai propri ospiti, schiudendo il nuovo anno con una serata dai toni soft ed eleganti in uno scenario incredibilmente chic regalato dal colonnello dello Stabilimento Balneo-Termale Militare, Aniello Paduano e dall’Associazione Culturale Ixion presieduta  Flora D’Andrea, e presentata da un impeccabile e sempre professionalissimo Guerino Cigliano.

Il Galà, che ha visto tra i suoi ospiti l’ elite culturale ischitana cioè quella che crede alla nostra cultura endogena e non solo a quella esogena, è stato dedicato al Concerto del già noto Gruppo Madrigalistico “InsulaIncanto” diretto magistralmente dal M° Marianna Impagliazzo e accompagnato dal M° Giustina Taliercio. Il coro polifonico “InsulaInCanto” è da sempre impegnato nel recupero di antichi testi e strumenti musicali che giacciono silenti nel nostro territorio.

La corale, dopo essersi esibita con arie natalizie e rarissimi pezzi rinascimentali a cappella, mostrando notevole abilità nell’interpretazione e nella cesellata scelta ed esecuzione dei pezzi, ha ceduto il passo ad una delle migliori “ugole d’oro” dell’isola, il soprano Antonella Iacono che ha voluto inaugurare questo nuovo anno regalando alla platea delle arie liriche teatrali che ben si accostavano alla location regale.

Una serata che l’Associazione Ixion ha voluto consacrare interamente al territorio ischitano e alle sue migliori punte di diamante. A sorpresa sono state donate, assieme a delle splendide litografie dello scomparso pittore ischitano Mario Mazzella che intese per l’appunto “l’Arte come Patria”, delle Note di Merito alle azioni più incisive per il territorio nel 2010 tra le quali spiccavano nomi illustri del giornalismo isolano come Giuseppe Mazzella al quale è stata assegnata un nota di merito alla carriera per aver dimostrato, con incisività, continuità e generosità, lodevoli azioni culturali e sociali volte all’interesse dell’Isola d’Ischia; Ciro Cenatiempo per aver saputo portare in alto il nome del territorio ischitano anche in terraferma con uno stile semplice ma elegante, ed Isabella Marino per essersi resa portavoce della cultura ischitana con i suoi articoli colmi di incisività e tempestività. La nota di merito, per a favore del territorio, è stata assegnata alla Fondazione “Fondazione Ing. S. Leonessa” e, infine, nell’ambito dell’attività geologica e vulcanologica una nota particolare è stata data al noto vulcanologo prof. Giuseppe Luongo da sempre impegnato nella difesa e nella divulgazione delle notizie scientifiche legate all’attività sismica, vulcanologica ed idrogeologica della nostra isola e, infine, l’arch. Alessandro Vacca per essere stato tra gli apripista del protocollo d’intesa per il Tavolo Permanente, non solo nel proprio comune, ma anche al di fuori del proprio territorio. Non ultimi tutti quei comuni che per primi hanno aderito all’importantissimo Progetto del Tavolo Permanente volto alla tutela idrogeologica del territorio come Serrara Fontana, Barano, Forio d’Ischia e Casamicciola Terme. La serata, si è protratta con un contributo offerto dagli esilaranti giovani dell’Associazione Teatrale “Uomini di Mondo” che si sono esibiti in un divertentissimo ma quanto mai appropriato scatch in dialetto napoletano dedicato ai musicisti interpretato da Valerio Buono e da Antonia Andrisano anche impegnata nelle danze popolari tradizionali eseguite assieme a Daniela Marino quali rappresentanti della Scuola del folklore di Buonopane che con la loro Tammurriata Murupanese ci hanno restituito l’eco dei suoni, dei passi e dei testi liberamente ispirati all’antica danza tradizionale derivante dalla “Vattuta e l’astico” che rappresenta la fase conclusiva della costruzione delle antiche case ischitane vale a dire, anche, il momento di massima aggregazione familiare e sociale.

L’Associazione Ixion, lo Stabilimento Balneo – Termale Militare assieme al Gruppo Madrigalistico InsulaInCanto hanno inteso trasmettere a quanti hanno avuto la possibilità di prendere parte al Galà, riuscendoci perfettamente, l’importanza di salvaguardare la nostra arte e le nostre tradizioni isolane abbracciando a 360° lo slogan europeo “Salviamo la Cultura” mostrando come nuove generazioni di professionisti possano riuscire a titolo gratuito e per amore della propria terra, con la loro professione o anche solo per semplice passione personale a portare avanti, con dedizione, l’impegno di rendersi ver svolto attività benefica e culturale in

nel nostro territorio rappresentanti e promotori di cultura e tradizione. La serata si è conclusa in bellezza promuovendo opera di beneficenza per il Centro di Accoglienza Giovanni Paolo II di Forio.

A. B.

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A MARANZA DI VAL PUSTERIA IN ALTO ADIGE IL NUOVO ANNO 2011 E’ STATO ACCOLTO CON UNA STRAORDINARIA NOVITA’ -  A MEZZANOTTE  DEL 1° GENNAIO ANCHE GLI ISCHITANI I FRATELLI CARCATERRA HANNO STAPPATO LA LOROBOTTIGLIA DI CHAMPAGNE BRINDANDO E  AUGURANDOSI PROSPERITA’ E LUNGA VITA PER IL PROPRIO ALBERGO, IL “MERANSNERHOF HOTEL”  DA QUALCHE MESE GIA’ IN PIENA ATTIVITA’ CON UNA CLIENTELA INTERNAZIONALE DI TUTTO RISPETTO – QUINDI UN PO’ DI ISCHIA HA ALEGGIATO SULLA NEVE FRA COMFORT E SVAGO ALL’ARIA PURA DELLE DOLOMITI – L’ALBERGO DEI FRATELLI CARCATERRA, COMPLETAMENTE RISTRUTTURATO SI E’ PRESENTATO AL NUOVO ANNO 2011 CON UN PROGRAMMA DI ATTIVITA’ DECISAMENTE AMBIZIOSO – E’ STATA FESTA IL 31 DICEMBRE AL MERANSNERHOF HOTEL DOVE GLI OSPITI IN ATTESA DELLA MEZZANOTTE CHE HA APERTO LE PORTE AL NUOVO ANNO 2011 HANNO GUSTATO IL RICCO MENU’ DI CAPODANNO IN DUE VERSIONI , PER ADULTI E PER BAMBINI, PREPARATO DAL BRAVO CHEF DELLA CASA – ALTRA NOVITA’: LE MUSICHE E LE CANZONI SONO STATE ESEGUITE DAL CANTANTE MUSICISTA ANDREA CARCATERRA ARRIVATO A MARANZA PER LA FESTOSA OCCASIONE DIRETTAMENTE DALL’ISOLA D’ISCHIA

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l’ischitano Andrea Carcaterra ha fatto sfoggio di tutta la sua bravura musicale e canora   per salutare a mezzanotte 1 gennaio il nuovo anno 2011 che è  entrato

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Hotel Meransnerhof

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Domani sera Venerdì 31 dicembre

Festa e Cenone di Mezzanotte

Menu di Capodanno 2011

per adulti

Melanzane – zucchine – cipolle – frittelle di mare

(In pastella)

Antipasto di mare con polpi calamari seppie e gamberetti

Risotto alla milanese con scaglie di parmigiano

Paccheri con scampi e pesto di rucola selvatica

Spigola del mediterraneo al cartoccio con letto di patate

Gamberi alla griglia con sauté di cozze

Cotechino con lenticchie

Crema di torrone di Cremona

Spumante

Attesa della mezzanotte con musica dal vivo

Costo del menu: E  48.00

(per i soli ospiti dell’albergo)

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Hotel Meransnerhof

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Domani sera Venerdì 31 dicembre

Festa e Cenone di Mezzanotte

Menu di Capodanno 2011

per i bambini

Bruschette – prosciutto – salame – formaggio

Gnocchi alla sorrentina

Cotolette alla milanese con patatine fritte

Dolce

Soft Drink

Attesa della mezzanotte con musica da

Costo del menu: E 20.00 Attesa della mezzanotte con musica dal vivo

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LA BELLA E BRAVA CANTANTE ISCHITANA MANUELA ELIA HA VINTO IL CONCORSO CANORO NAZIONALE “UN MICROFONO PER SANREMO 2010″ TENUTOSI NEI GIORNI SCORSI A ITRI (LATINA) – LA RASSEGNA MUSICALE E’ DURATA TRE GIORNI DOVE LA CANTANTE ISOLANA HA SUBITO CONQUISTATO LA FINALE PER BATTERE COL MASSIMO DEL PUNTEGGIO TUTTI I CONCORRENTI RIVALI – UNA BELLA SODDISFAZIONE  QUINDI PER MANUELA ELIA CHE DAVANTI A SE VEDE SPIANATA LA STRADA NEL PROSSIMO FUTURO DI ARRIVARE A SANREMO DAVVERO E CON TUTTE LE CARTE IN REGOLA – LA VITTORIA DEL CONCORSO PUO’ ESSERE PER LA BRAVA CANTANTE ISOLANA L’OCCASIONE PROPIZIA PER GUADAGNARSI UNA CHANCE AL FINE DI ENTRARE NELLA ROSA DEI CANTANTI DI “SANREMO GIOVANI 2011″

La bella e brava cantante ischitana

MANUELA ELIA

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