NO AL COMUNE UNICO – E’ SOLO UNA VOGLIA MATTA – Sgombro il campo da ogni falsa interpretazione affermando che tutta questa “voglia matta” di ritrovarsi domani cittadini ischitani di un comune unico senza prospettive e nemmeno illustrate, qualora ce ne fossero, alla popolazione da chi ci vuol condurre in questo vicolo cieco, non credo sia fra le priorità del momento. In poche parole, cambiare in questo modo, non è necessario. Il referendum poi, è solo speco di tempo e soldi. Quindi dico No al comune unico. Chi è favorevole, propinandoci sull’argomento stucchevoli relazioni scritte e parlate, non si rende conto del grave errore che commette. Meglio lasciare le cose come stanno e battersi invece per migliorare le singole realtà, magari con l’Unione dei Comuni sui grandi temi che tengono l’isola in costante apprensione: rifiuti, sanità, viabilità e traffico automobilistico, corpo vigili urbani unico, disciplina marina, edilizia pubblica e privata, assistenza sociale. Il comune Unico porta all’ingovernabilità dell’isola per l’effetto negativo di alcuni fra i motivi più pratici e palpabili che elenco qui di seguito:
1) Inevitabile ascesa di un personaggio accentratore difficile da ridimensionare, del tipo di Domenico De Siano, che con le sue recenti “conquiste politiche” già avanza incontrastato.
2) Difficoltà a dir poco insuperabili per la formazione della maxigiunta, tenendo conto delle pretese, sempre al rialzo, degli altri comuni, ridotti per effetto del comune unico a semplici e rissose contrade o circoscrizioni che dir si voglia.
3) Guerra fratricida fra le varie “contrade”, ossia i comuni declassati, per la composizione delle varie commissioni: da quella del commercio a quella edilizia, dai beni ambientali alle spiagge, dalla sanità alla scuola e via enumerando. Ciascuno vorrà una fetta di potere, perché, nel caso del comune unico, la “torta” da dividersi diventa più grande.
4) I comuni cittadini si sentiranno sempre più lontani dal rapporto diretto col sindaco, perchè questa figura, divenuta più importante per l’accresciuto spazio di potere e di impegni, sarà sempre più inarrivabile. Sarà sempre un “delegato sindaco” a dare le risposte.
5) La distribuzione dei servizi municipali e paramunicipali, inevitabilmente cadrà nel caos, perché, la loro gestione non riuscirà a mettere d’accordo gli addetti ai lavori delle varie “contrade”. La patata più bollente che poco si vorrà maneggiare sarà il servizio pubblico dei taxi e microtaxi che dalle altre “contrade” dell’isola, vorranno “fare servizio pubblico” tutti a Ischia-centrale per diritto acquisito. Ne conseguiranno giornaliere risse di piazza fra taxisti di Ischia e loro colleghi delle altre contrade dell’isola davanti ai turisti in fuga.
6) Acquedotto e rifiuti saranno la causa che può mettere in crisi il governo dell’isola, non preparato a sufficienza per frenare i bollenti spiriti di quei cittadini degli altri comuni, tipo Forio ad esempio, e politici più o meno impegnati, che ritenendosi di serie B, ossia fuori dalla stanza dei bottoni del Comune centrale che sicuramente sarà Ischia, faranno di tutto per boicottare quelle iniziative che non appaiono di proprio gradimento.
7) I capitoli di spesa saranno un’altra dolente nota nella conduzione del paese a gestione unitaria. Saranno tanti i voti contrari in giunta ed in consiglio comunale, per manifesto spirito campanilistico, a bloccare proposte di intervento e progetti sul territorio, perché, favorirebbero le esigenze dei casamicciolesi piùtosto che quelli dei lacchesi o dei foriani o anche degli ischitani;
8) Difficilmente panzesi, foriani, lacchesi e casamicciolesi vorrebbero vedere i loro comuni, dall’aspetto amministrativo, ridotti a semplici circoscrizioni affidate a delegati che non decidono niente;
9) I finanziamenti a stanziamento unitario saranno il grande pomo della discordia fra i comuni accorpati, per il semplice motivo, che nessuno vorrà rinunciare a buona parte delle erogazioni di fondi a beneficio proprio e non della “contrada” concorrente:
10) fra tanto casino, spunterebbe inevitabilmente lo spettro del commissario prefettizio, che una volta materializzatosi, prenderebbe il posto del sindaco, della giunta e del consiglio comunale.
E potrei continuare. Pertanto, io preferisco che l’isola d’Ischia migliori con i suoi storici sei comuni, con le sue identità amministrative consolidate, con la sua voglia di rinnovarsi nelle aspirazioni possibili che conducono verso obiettivi certi e concreti. Io non sono una di quelle persone che cambia per il solo gusto di cambiare, specie se all’orizzonte non si intravede chiarezza. Questa è la mia visione dell’argomento. Spero non si commetta l’errore di trasformare l’isola d”Ischia in comune unico. Sarebbe davvero, oggi, una pazzia! Che potrebbe costarci molto caro.
p.s. Vallo a dire ai cittadini di Forio, Casamicciola, Lacco Ameno, Serrara Fontana, Barano di mettere in soffitta o buttare nella discarica più vicina il Gonfalone del proprio Comune di appartenenza
ANTONIO LUBRANO