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di NADIA TAGLIALATELA

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foto di

Luigi Irace

Albondigas, da Madrid con furore

Se vi capita di andarci, non fatevi incantare da quei mediocri piatti di paella
(che, invece, è notoriamente valenciana).
Sarebbe come mangiare una carbonara a Venezia… fa molto turista globalizzato
e ovviamente non ci piace proprio per niente.
Madrid è il regno indiscusso delle tapas, un infinito susseguirsi di micro porzioni di cibo associabili alla nostra idea di aperitivo,
 servito a ripetizione e, se lo richiedete, anche ad oltranza.
E semplicemente per accompagnare il bicchiere alcolico di turno.
Queste polpettine le ho adorate, c’è dentro tutto il calore della Spagna,
ma restano pur sempre le polpettine della nonna…
ingrediente più, ingrediente meno.

La ricetta

per circa 30 polpette:

400 g di carne macinata (maiale e manzo in parti uguali), 2 uova, 2 fette di pane raffermo (solo la mollica), 1 spicchio d’aglio tritato, farina, un pizzico di paprika dolce, 1 pizzico di noce moscata, un ciuffo di prezzemolo fresco tritato, latte per bagnare il pane

per la salsa:

1 cipolla, 1 lattina di polpa di pomodoro, olio d’oliva quanto basta, 1 manciata di mandorle spellate, tostate e tritate grossolanamente, 1 manciata di olive verdi denocciolate e spezzettate, pepe

Bagnare il pane con il latte, strizzarlo ed impastarlo con la carne, le uova, il prezzemolo, l’aglio, la paprika e la noce moscata. Lavorare con le mani per amalgamare bene il tutto e condire con sale e pepe (se l’impasto risulta troppo morbido, aiutarsi con poco pangrattato). Formare le polpette e rotolarle nella farina. Scaldare l’olio e friggere le polpette finché risulteranno dorate. Scolare man mano su carta assorbente da cucina per tamponare l’unto in eccesso.

Tritare finemente la cipolla, rosolarla a fuoco basso con un filo d’olio d’oliva e aggiungervi la polpa di pomodoro. Condire con il pepe, aggiungere le olive e lasciar cuocere a fuoco basso finché la salsa risulterà bella densa. Aggiungere le polpette e le mandorle tostate con cura, mescolare e servire.

17/06/2011 · Ricette di Nadia

le foto del 13 giugno giorno della festa di S. Antonio

sono di

VITTORIO CICCONE

SI E’ CONCLUSA LA FESTA DI SANT’ANTONIO ALLA MANDRA D’ISCHIA – ERANO 40 ANNI ED OLTRE CHE LA FESTA DI S. ANTONIO MANCAVA AGLI ABITANTI DELLA ZONA ED AGLI ISCHITANI TUTTI DEL TERRITORIO COMUNALE – CON L’ARRIVO DEL NUOVO SUPERIORE DEL CONVENTO DEI FRATI MINORI PADRE MARIO LAURO FIGLIO DOC DELLA MANDRA E DINTORNI  TUTTO E’ CAMBIATO IN MEGLIO E QUINDI ANCHE LA VOLONTA’ DI RIPROPORRE LA FESTA PATRONALE IN ONORE DI S.ANTONIO ALL’ESTERNO OLTRE CHE IN CHIESA  HA RIPRESO FORZA ATTUATIVA – LA SEGUITISSIMA “TREDICINA” PRELUDIO AI FESTEGGIAMENTI DEL 12 E 13 GIUGNO CELEBRATA DA PADRE MARIO HA FATTO DA ATICAMERA SPIRITUALE NELLA DEVOZIONE AL SANTO E LA BASE PER  VENERARLO ED ONORARLO CON UNA RINNOVATA FESTA DEGNA DELLA  MIGLIORE TRADIZIONE DEL PASSATO – GRANDE E’ STATO L’IMPEGNO DEL NUOVO COMITATO CHE, CON LA APPASSIONATA REGIA DI PADRE LAURO, HA ORGANIZZATO E RILANCIATO UNA FESTA CHE E’ RISULTATA BELLA ED AMOZIONANTE CON LA PRIMA PROCESSIONE DEL SANTO VIA MARE DEL 2 GIUGNO SCORSO E LA PROCESSIONE PRINCIPALE DEL 13 GIUGNO GIORNO DEL SANTO PER LE VIE DEL PAESE – QUESTO E’ SOLO L’INIZIO, PROMETTONO IL NUOVO COMITATO E PADRE MARIO DECISI A FARE ANCORA MEGLIO PER L’ANNO PROSSIMO – ORMAI LA NUOVA FESTA DI SANT’ANTONIO ALLA MANDRA SI AVVIA AD AFFIANCARE CON PARI IMPORTANZA LE GRANDI FESTE PATRONALI DELL’ISOLA VERDE – OGGI E  DOMANI FORIO D’ISCHIA E’  ANCORA

IN FESTA PER I FESTEGGIAMENTI DEL PROPRIO SANTO PATRONO SAN VITO MARTIRE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo 40 anni ritorna l’illuminazione stradale con gli archi alla festa di San Antonio alla Mandra d’Ischia

 

servizio fotografico

di

VITTORIO CICCONE

 

LO SPETTACOLO DI GAETANO MASCHIO

  ALLA MANDRA

DOMENICA SERA 12 GIUGNO

16/06/2011 · La notizia del giorno

DOMENICO DE SIANO

STEFANO CALDORO

CON IL PREMIER SILVIO BERLUSCONI

FULVIO MARTUSCIELLO

PAOLO ROMANO

EVA LONGO

LUCIANO SCHIFONE

PASQUALE GIACOBBE

 

GENNARO SALVATORE

14/06/2011 · ultimissime

Mercoledì 25 maggio 2011 al

le ore 11 presso l’Osservatorio Geofisico 1885 sulla collina della Gran Sentinella l’isola d’Ischia incontrerà la delegazione norvegese proveniente da Skien, paese natale di Henrik Ibsen, e l’ambasciatore norvegese in Italia S. E. Einar M. Bull, nonché un gruppo di giornalisti ed operatori culturali nell’ambito delle celebrazioni della prima “Giornata di Henrik Ibsen – Ibsen Day” voluta congiuntamente dalle Amministrazioni Comunali di Amalfi, Casamicciola Terme e Sorrento.

Infatti tali Amministrazioni hanno istituito l’Ibsen Day che sarà ogni anno celebrato il 23 maggio, data della ricorrenza della morte di Ibsen, nei territori di ispirazione di alcune delle produzioni più celebri del drammaturgo norvegese. La giornata sarà dedicata ad incontri con studiosi e divulgatori dell’Opera di Ibsen e/o d iniziative d’arte e cultura, specie a valenza didattica, rivolte a far crescere la conoscenza dell’opera di Henrik Ibsen.

Casamicciola Terme non ha dimenticato il soggiorno di Ibsen (“il professore”) del 1867 quando scrisse il “Peer Gynt”, come testimoniato dal monumento in Piazza Marina eretto nel 1928 (uno dei primi italiani) dal potestà; nel cinquantesimo della scomparsa di Ibsen (1956) furono organizzate celebrazioni presso l’Osservatorio Geofisico dall’Ente di Valorizzazione dell’isola d’Ischia; nel centenario della morte (2006) Casamicciola Terme ha contribuito con significativi eventi a ricordare l’opera e, soprattutto, l’attualità del messaggio di Ibsen; il preside Vincenzo Mennella, d’intesa con gli organi collegiali, volle intitolare la Scuola Media proprio al celebre drammaturgo norvegese.

13/06/2011 · Cultura

12/06/2011 · Attualità e cronaca

Napoli, 6 giu (Il Velino/Velino Campania) – Si sono concluse le operazioni di voto nei nove comuni della Campania chiamati alle urne per esprimersi, rispettivamente, sull’acquisizione del Rione Bagno dal comune di Aversa a quello di Cesa, il cambio della denominazione di Centola in Centola-Palinuro e la fusione dei comuni di Barano, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno e Serrara Fontana, nel nuovo comune Isola d’Ischia. Nessuno dei tre quesiti ha raggiunto il 50%+1 dei votanti, per cui, in base all’art. 29 della legge regionale 25 del 30 aprile 1975, i referendum non sono validi. Questi in dettaglio i dati finali. Ad Aversa ha votato il 2,7% degli aventi diritto al voto, a Cesa il 7,31% per una percentuale complessiva del 3,32%. Nella sezione 48 di Aversa, dove erano iscritti gli elettori del Rione Bagno, la percentuale di quelli che hanno votato ha raggiunto il 30,98%. A Centola ha votato il 28,17% degli aventi diritto. Nei 6 comuni dell’isola d’Ischia, infine, la percentuale totale ha raggiunto il 28,48%, con questa articolazione: Barano 29,7%, Casamicciola Terme 28,01%, Forio 24,24%, Ischia 32,6%, Lacco Ameno 30,16%, Serrara Fontana 19,43%. Per quanto riguarda il numero degli elettori che si sono recati alle urne, ad Aversa e Cesa sono stati complessivamente 1574 su 47.438; a Centola 1515 su 5379; nei 6 comuni dell’isola 14.855 su 52.948. In totale, hanno espresso il voto 17.944 cittadini su 105.765.

11/06/2011 · Attualità e cronaca

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di  NADIA TAGLIALATELA

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La mia proposta di oggi… per il dolce della domenica.
Fresco e molto consolatorio, un rotolo di pan di spagna farcito con una sontuosa mousse di ricotta.
Dal dolce al salato, adoro la ricotta in tutti i suoi mille impieghi in cucina:
esaltante nella sua semplicità, soprattutto se c’è la croccante complicità delle nocciole…
e poi le pere, per un velatissimo omaggio al grande Salvatore De Riso. : – )

Rotolo dolce con ricotta e pere

Per il pan di spagna:
150 g di farina 00
175 g di zucchero
5 uova
la buccia grattugiata di un limone
1 pizzico di sale

In una ciotola, sgusciate le uova, unite zucchero e sale e montate finché il composto risulterà triplicato di volume e decisamente sodo. Con una frusta a mano (o con un semplice cucchiaio), unite la farina setacciata e la buccia di limone:
eseguite delicati movimenti circolari dal basso verso l’alto. Stendete il tutto sulla teglia del forno foderata con apposita carta antiaderente (dovete arrivare ai bordi) e cuocete in forno già caldo a 200 gradi per dieci minuti
.
Estraete, capovolgete la pasta su di un canovaccio bagnato e strizzato ed arrotolate delicatamente sia la pasta che il canovaccio. Lasciate raffreddare.

Per il ripieno:
250 g di ricotta di pecora ben sgocciolata
250 ml di panna fresca freddissima
200 g di zucchero a velo non vanigliato
50 g di nocciole, spellate e tostate
1 pera matura

Lavorate la ricotta con lo zucchero fino ad ottenere una crema liscia. Montate la panna ed unitela alla ricotta.
Molto delicatamente, incorporate anche le nocciole tritate grossolanamente e la pera, sbucciata e tagliata a cubetti.
Conservate al fresco fino al momento dell’utilizzo.

Per montare il dolce:
Srotolate delicatamente la pasta, farcitela con la mousse di ricotta, arrotolate di nuovo
e conservate in frigorifero per un paio d’ore prima di servire.

10/06/2011 · Ricette di Nadia

 

 

10/06/2011 · ultimissime

I VOTI OTTENUTI
CALISE MATTIA 19.325 voti 3,24%
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT 18.389 voti 3,44%

Mattia Calise a Milano con Beppe Grillo

Mattia Calise interviene a un convegno di giovani

Mattia Calise di origini ischitane, 20 anni,

è il candidato Portavoce Sindaco di Milano del Movimento 5 Stelle

 

 

Ha vinto le primarie della lista

 

 


Mattia Calise

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Mattia Calise

LA CANDIDATURA DI MATTIA CALISA MATURATA GIA’ NEL GENNAIO SCORSO

(mi-lorenteggio.com) Milano, 23 gennaio 2011 – Mattia Calise di origini ischitane, 20 anni, studente universitario, di Segrate,  è stato eletto nel corso  primarie del Movimento 5 Stelle, che si sono svolte nel pomeriggio di ieri,  per le  prossime elezioni amministrative della città di Milano per la carica di portavoce Sindaco/Consigliere. Ha superato gli altri otto candidati.

09/06/2011 · Fatti curiosi

NO AL COMUNE UNICO – E’ SOLO UNA VOGLIA MATTA – Sgombro il campo da ogni falsa  interpretazione affermando che tutta questa “voglia matta” di ritrovarsi domani cittadini ischitani di un comune unico senza prospettive e nemmeno illustrate, qualora ce ne fossero, alla popolazione da chi ci vuol condurre in questo vicolo cieco, non credo sia fra le priorità del momento. In poche parole, cambiare in questo modo, non è necessario. Il referendum poi, è solo speco di tempo e soldi. Quindi dico No al comune unico. Chi è favorevole, propinandoci sull’argomento stucchevoli relazioni scritte e parlate, non si rende conto del grave errore che commette. Meglio lasciare le cose come stanno e battersi invece per migliorare le singole realtà, magari con l’Unione dei Comuni sui grandi temi che tengono  l’isola in costante apprensione:  rifiuti, sanità, viabilità e traffico automobilistico, corpo vigili urbani unico, disciplina marina, edilizia pubblica e privata, assistenza sociale. Il comune Unico porta all’ingovernabilità dell’isola per l’effetto negativo di alcuni fra i motivi più pratici e palpabili che elenco qui di seguito:

1) Inevitabile ascesa  di un personaggio accentratore difficile da ridimensionare, del tipo di Domenico De Siano, che con le sue recenti “conquiste politiche” già avanza incontrastato.

 2) Difficoltà a dir poco insuperabili per la formazione della maxigiunta, tenendo conto delle pretese, sempre al rialzo, degli altri comuni, ridotti per effetto del comune unico a semplici e rissose contrade o circoscrizioni che dir si voglia.

 3) Guerra fratricida fra le varie “contrade”, ossia i comuni declassati, per la composizione delle varie commissioni: da quella del commercio a quella edilizia, dai beni ambientali alle spiagge, dalla sanità alla scuola e via enumerando. Ciascuno vorrà una fetta di potere, perché, nel caso del comune unico, la “torta” da dividersi diventa più grande.

 4) I comuni cittadini si sentiranno sempre più lontani  dal rapporto diretto col sindaco, perchè questa figura, divenuta  più importante per l’accresciuto spazio di potere e di impegni, sarà sempre più inarrivabile. Sarà sempre un “delegato sindaco” a dare le risposte.

 5) La distribuzione dei servizi municipali e paramunicipali, inevitabilmente cadrà nel caos, perché, la loro gestione non riuscirà a mettere d’accordo gli addetti ai lavori delle varie “contrade”. La patata più bollente che poco si vorrà maneggiare sarà il servizio pubblico dei taxi e microtaxi che dalle altre “contrade” dell’isola, vorranno “fare servizio pubblico” tutti a Ischia-centrale per diritto acquisito. Ne conseguiranno giornaliere risse di piazza fra taxisti di Ischia  e loro colleghi delle altre contrade dell’isola davanti ai turisti in fuga.

 6) Acquedotto e rifiuti saranno la causa  che può mettere in crisi il governo dell’isola, non preparato a sufficienza per frenare i bollenti spiriti di quei cittadini degli altri comuni, tipo Forio ad esempio, e politici più o meno impegnati, che ritenendosi di serie B, ossia fuori dalla stanza dei bottoni del Comune centrale che sicuramente sarà Ischia, faranno di tutto per boicottare quelle  iniziative che non appaiono di proprio gradimento.

 7) I capitoli di spesa saranno un’altra dolente nota nella conduzione del paese a gestione unitaria. Saranno tanti i voti contrari in giunta ed in consiglio comunale, per manifesto  spirito campanilistico, a bloccare proposte di intervento  e progetti sul territorio, perché,  favorirebbero le esigenze dei casamicciolesi  piùtosto  che quelli dei lacchesi o dei foriani o anche degli ischitani;

 8) Difficilmente panzesi, foriani, lacchesi e casamicciolesi  vorrebbero vedere i loro comuni, dall’aspetto amministrativo, ridotti a semplici circoscrizioni affidate a delegati che non decidono niente;

 9) I finanziamenti a stanziamento unitario saranno il grande pomo della discordia fra i comuni accorpati, per il semplice motivo, che nessuno vorrà rinunciare a buona parte delle erogazioni di fondi a beneficio proprio e non della “contrada” concorrente:

 10) fra tanto casino, spunterebbe inevitabilmente lo spettro del commissario prefettizio, che una volta materializzatosi, prenderebbe il posto del sindaco, della giunta e del consiglio comunale.

 E potrei continuare. Pertanto, io preferisco che l’isola d’Ischia migliori con i suoi storici sei comuni, con le sue identità amministrative consolidate, con la sua voglia di rinnovarsi nelle aspirazioni possibili che conducono verso obiettivi certi e concreti. Io non sono una di quelle persone che  cambia per il solo gusto di cambiare, specie se all’orizzonte non si intravede chiarezza. Questa è la mia visione dell’argomento. Spero  non si commetta l’errore di trasformare l’isola d”Ischia in comune unico. Sarebbe davvero, oggi,  una pazzia! Che potrebbe costarci molto caro.

p.s. Vallo a dire ai cittadini di Forio, Casamicciola, Lacco Ameno, Serrara Fontana, Barano di mettere in soffitta o buttare nella discarica più vicina il Gonfalone del proprio Comune di appartenenza

ANTONIO LUBRANO

08/06/2011 · L'EDITORIALE