Gruppo consiliare

AI Sindaco Ischia

Al Presidente del Consiglio Comunale

Al Comandante Polizia Locale Ischia

OGGETTO: Interrogazione URGENTE

Il sottoscritto Consigliere Comunale Giovanni Sorrentino, espone quanto segue:

la zona di Ischia Ponte viene chiusa al traffico dalle ore 11.00 alle ore 13.00 del mattino;

nel Piazzale Aragonese le auto dei cittadini che si recano a fare gli acquisti, soprattutto, del pesce, vengono multate indiscriminatamente dagli agenti della Polizia Municipale in servizio;

si assiste ad un vera e propria persecuzione degli automobilisti, da parte dei Vigili Urbani, così penalizzando la debole e critica economia dei commercianti di Ischia Ponte;

è necessario un intervento dell’Amministrazione Comunale per ridare slancio ad una economia in forte crisi e l’attuale dispositivo del traffico ed il comportamento infrangente della Polizia Municipale creano disagi e sconforto nei cittadini e negli operatori economici della zona;

tanto premesso, l’istante

interroga

le SS.LL in epigrafe, affinchè sia rimosso il segnale di divieto di sosta, sul Piazzale Aragonese, dalle ore 6 alle 11.00, in maniera da consentire la con testualità del divieto di sosta con la chiusura del traffico.

Si chiede urgente risposta scritta.

Il Vice Presidente del Consiglio Comunale

Giovanni Sorrentino

30/04/2011 · La notizia del giorno

C’è grande soddisfazione ed emozione ai Giardini La Mortella di Ischia per la notizia confermata nel tardo pomeriggiodi ieri, dell’utilizzo di due brani di William Walton al Royal Wedding.

Uno è “Touch Her Soft Lips”, l’altro è “Crown Imperial”, dalla suite dell’ Henry V.

“Touch her soft lips” è stato suonato prima della cerimonia, mentre “Crown Imperial ” è satto eseguito durante l’uscita trionfale degli sposi subito dopo aver firmato il registro, uno dei momenti più importanti ed attesi. Il brano suonato per la marcia trionfale di uscita è chiamato il “recessional” appunto musica per la processione di uscita. Sono state pertanto le musiche di Walton a scandire i momenti più rappresentativi del matrimonio più atteso di questi ultimi anni. William Walton è stato uno dei più significativi compositori del Novecento e negli anni ’40 insieme a sua moglie Susana scelse Ischia come sua dimora. Insieme hanno creato La Mortella giardino tra i più eclettici d’Europa e al tempo stesso punto di riferimento e di partenza per i giovani musicisti di tutto il mondo. Un ulteriore riconoscimento, quello di domani a Londra alla sua arte e al suo talento e che ribadisce lo stretto legame tra la Famiglia Reale inglese e La Mortella. Un riconoscimento che riempie d’orgoglio la Fondazione William Walton La Mortella e l’intera Isola d’Ischia.(tgischia)

30/04/2011 · Attualità e cronaca

PARROCCHIA DI S. LEONARDO ABATE

PANZA D’ISCHIA
  
Mercoledì 27 aprile alle ore 20,presso la PARROCCHIA DI S.LEONARDO ABATE in PANZA D’ISCHIA si terrà l’incontro con la Dott.ssa Chiara Castellani,missionaria nella Repubblica Democratica del Congo ove dirige l’ospedale di Kimbau.
  
  E’ una Donna straordinaria. Vale la pena ascoltarla!
Don Gioacchino Castaldi
29/04/2011 · ultimissime



Fotografie di

VITTORIO CICCONE


27/04/2011 · Attualità e cronaca

fotografie di

FRANCESCO DI MEGLIO

26/04/2011 · ultimissime

Fotografie di

NICOLA TRANI

di NICOLA TRANI

PASQUETTA BAGNATA….FORSE FORTUNATA

Il Lunedì dell’Angelo 2011 è caratterizzato dalla pioggia. Una giornata incerta con precipitazioni su tutta la penisola, ampiamente annunciate dai media ha in parte rovinato la gita “fuori Porta” a quanti si sono messi in viaggio stamattina per raggiungere le località turistiche, meta della tradizionale “scampagnata”.

L’Isola d’Ischia, meta privilegiata per centinaia di migliaia di turisti, non solo campani ma anche di fuori regione ha accolto i tadizionaòli turisti del Luned’ in albis alla sua maniera ri innovata  in alcune delle sue strutture specie nel suo assetto stradario come ad esempio la nuova via delle terme ed il piazzale aragonese con il ponte che conduce al castello arricchiti della nuova illuminazione con adorni lampioni ad effetto.Pare che in questo week-end si siano raggiunte sull’isola le 100.000 presenze.
La nostra isola, ancora una volta fa la parte da leone nell’economia turistica della regione a dispetto del calo di presenze e soprattutto alla svendita di posti letto alla quale sono stati costretti gli operatori turistici della città di Napoli, capoluogo attanagliato da troppi problemi, primo tra tutti quello della “monnezza”.
Sarebbe opportuno, in virtù del potenziale economico che fa di Ischia la locomotiva del traffico turistico dell’industria del divertimento campana, alzare la voce in ambito Regionale e Provinciale per ottenere più concessioni  che ci consentirebbero di gestire meglio diversi problemi che spaziano dall’ospedale “Rizzoli” al caro biglietto.
Ritornando all’aspetto squisitamente turistico di questa giornata,si può affermare che la pioggia non ha rallentato l’afflusso di turisti “mordi e fuggi” che solitamente, il lunedì in Albis , affollano le strade ischitane. In mattinata traghetti ed aliscafi, hanno letteralmente scaricato orde di ragazzi che si sono sparpagliati alla rinfusa sul territorio dove hanno trovato una mezza giornata altermata fra sole e cielo grigio con un mare curiosamente calmo. Dicevo, in apertura, che la pioggia ha parzialmente rovinato la Pasquetta. Le due foto scattate nel comune di Ischia rappresentano il disagio patito nel pomeriggio da coloro che magari pensavano di trascorrere una giornata piena in spiaggia ed invece hanno dovuto trovare ripari di fortuna o rintanarsi in bar e ristoranti stracolmi.
Una Pasquetta dunque semibagnata ma forse fortunata, in questa prova generale dell’estate, per gli operatori commerciali della ristorazione e dei trasporti.

26/04/2011 · La notizia del giorno

LA MESSA CRISMALE DI GIOVEDI’ SANTO

ANNO 2011

CON IL VESCOVO STROFALDI.,IL CARDINALE MARINO

E TUTTO IL  CLERO DELL’ISOLA D’ISCHIA

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servizio fotografico

di

VITTORIO CICCONE

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LA LAVANDA DEI PIEDI AGLI APOSTOLI

25/04/2011 · La notizia del giorno

Fotografie di NOELLE  LUBRANO


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Fotografie di RICCARDO  SCOTTI

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fotografie del BLOG





di GIUSEPPE MAZZELLA

(da Ischia News)

Procida, è la più piccola delle tre isole partenopee con i suoi 3,7 Kmq. ma la più densamente popolata con i suoi 11 mila abitanti. Anche Procida come Ischia e Capri non è un’isola “esotica”, come diceva il prof. Edoardo Malagoli, ma un’isola ” antica ricca di pregnanze storiche”. Qui l’uomo civile è arrivato al tempo della colonizzazione greca del Mediterraneo e non è più andato via.

Poiché un braccio di mare la separa dal Continente ed un altro braccio la separa dall’isola-Madre del Golfo, Ischia, i procidani sono di sangue-misto, un poco “continentali-napoletani” ed un poco “ischitani” così i cognomi più comuni sono Ambrosino o Lubrano ed ancora Mazzella o Scotti.

Ma – probabilmente da quando fu istituito lo Stato Civile dalla dominazione francese (1806) – i procidani hanno aggiunto il “soprannome” al loro cognome di origine per indicare meglio l’appartenenza ad un certo “ceppo”. Così un ramo degli “Ambrosino” è diventato “di Bruttopilo” mentre un altro degli “Scotti” è diventato “di Uccio” ed un altro ancora dei “Mazzella” è diventato “di Bosco” e così via. Questo “soprannome” aggiunto al cognome ufficialmente all’anagrafe civile è una particolarità antropologica che non si riscontra ad Ischia o a Ponza colonizzata dagli ischitani nel XVIII secolo. Ad Ischia ed a Ponza il soprannome è rimasto nell’”indicazione popolare” ma non è mai “entrato” nell’ufficialità dello stato civile.

Anche a Procida le tradizioni popolari sono legate al Credo religioso. Qui ci sono 16 chiese di cui 4 congreghe. Le congreghe sorte del XVII secolo sulla scia della controriforma hanno nomi di “colori” e questa è un’altra particolarità. Le congreghe sono quelle dei “rossi”, dei “bianchi”,dei “gialli” e dei “turchini”. E’proprio la congrega dei Turchini che organizza il più importante evento sacro di Procida che fa parte della Diocesi di Pozzuoli e non di Ischia. E’ la processione dei “Misteri” che si tiene il venerdì santo e cioè quest’anno venerdì 22 aprile. L’istituzione della processione è del XVII secolo ed è incentrata sulla statua del Cristo Morto, un’opera settecentesca attribuita a Lantraceni, che si custodisce nella Chiesa di S. Tommaso d’Acquino detta dei “Turchini” proprio nel centro storico dell’isola.

La statua viene portata dai confratelli “turchini” in processione per tutte le stradine dell’isola, tanto care ad Elsa Morante che qui scrisse “L’isola di Arturo”, e con la statua sfilano i “Misteri” cioè le costruzioni in legno e cartapesta su tavole che rappresentano scene della vita e della morte del Cristo.

25 “Misteri” sono detti “fissi” cioè sono costruzioni antiche che vengono riproposte ogni anno mentre altri sono detti “mobili” cioè sono le nuove tavole preparate ogni anno dai giovani dell’isola. I “Misteri Mobili” rendono la processione diversa ogni anno. Quest’anno i “Misteri Mobili” saranno 80 e sono stati costruiti durante l’inverno da giovani studenti procidani i quali hanno ottenuto un vero e proprio laboratorio, con sostegno da parte del Comune di Procida e della Regione Campania, in alcuni locali del vecchio ex-carcere borbonico, lì sulla Terra Murata, la cittadella medioevale situata nel punto più alto dell’isola cioè a 91 metri dal livello del mare.

“La tecnica di costruzione dei “Misteri Mobili” ha suscitato l’interesse di alcuni studiosi cinesi che saranno qui per la processione anche per studiare le analogie e le diversità con la loro cultura popolare mentre perfino l’UNESCO sta esaminando la proposta per inserire la processione dei Misteri nel “Patrimonio Immateriale dell’Umanità” ci dice Domenico Ambrosino, giornalista, direttore del mensile “Procida Oggi” e conoscitore competente della Storia locale.

Alla processione dei Misteri partecipano il clero locale, le autorità con il sindaco in testa, isolani e turisti ma quello che più colpisce è la partecipazione al lutto di tutta la Comunità perfino i bambini vengono vestiti a lutto.

Alle 7.30 in punto la processione parte da Terra Murata. Sarà ancora una volta un membro della famiglia De Rubertis che per tradizione secolare ha questo compito ad effettuare la “chiamata dei Misteri” cioè l’ordine di sfilata .La “chiamata” sarà effettuata dal capitano Giosuè De Rubertis mentre la tromba – con il suo suono estremamente triste atteso perfino dai naviganti sulle navi e le barche ancorate nel porto come l’annuncio della morte del Cristo – sarà suonata da Salvatore Allocco che nella vita fa il commercialista. La banda musicale dell’isola effettuerà marce funebri durante il percorso fino a Marina Grande fra le quali quella di “Jone” di autore ignoto quasi per accrescere il Mistero.

La processione dura circa 4 ore in un silenzio estremo di riflessione e di fede.

gmazzella@ischianews.com

25/04/2011 · ultimissime

QUATTRO QUARTI ALLE MELE

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*di NADIA TAGLIALATELA*

Serviva per caso l’ennesima versione di torta alle mele?  So bene che ogni famiglia la fa a modo suo, bellissime quelle ricette antiche, appuntate sui foglietti macchiati d’unto… questa, però, andrebbe veramente provata. Almeno una volta nella vita!  Quattro quarti perché si pesano le uova e si aggiunge lo stesso peso di farina, burro e zucchero. Nel mio caso c’è dell’olio d’oliva, mentre la mela è del tipo Granny: un po’ acidula e croccante al punto giusto. Di quelle torte rustiche… autentiche assai.

4 uova (ca. 200 g)

200 g di farina setacciata

200 g di zucchero di canna

200 g di olio d’oliva

1 grossa mela Granny

1 pizzico di sale

la buccia grattugiata di un limone

burro e zucchero di canna per decorare

burro e pangrattato per lo stampo

Battete a lungo le uova con lo zucchero ed il sale: devono diventare spumose ed incorporare più aria possibile. Unite anche l’olio, la farina ed il limone: con una frusta a mano, eseguite movimenti circolari dal basso verso l’alto per amalgamare bene, ma senza smontare le uova. Versate il composto in uno stampo da 24 cm, già imburrato e cosparso di pangrattato (scuotete via l’eccesso) ed inserite spicchi sottili di mela sbucciata. Distribuite qualche fiocchetto di burro e un po’ di zucchero sulle mele e cuocete in forno già caldo a 180 gradi per circa mezz’ora.

Nota: il lievito manca, ma non è una svista. La torta cresce comunque grazie al montaggio delle uova ed eviterete l’utilizzo di agenti chimici che, comunque, lasciano sempre quel minimo di profumo sgradevole.

 

 

 

Nadia Taglialatela

www.vitadaprecisina.com