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31/08/2010 · Senza categoria, ultimissime

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 di MASSIMO ZIVELLI

 

ISCHIA (22 agosto) – I russi e Ischia. L’isola e i milionari stravaganti e anche un tantinello capricciosi, ma sempre alla ricerca di lusso e divertimenti. E forse anche di buoni investimenti. O di location eccezionali per i loro matrimoni da favola. La candidatura della Reggia di Caserta potrebbe quindi essere già tramontata. A Ischia sono pronti a scommetterci: Vladislav Doronin e Naomi Campbell si sposeranno al Castello Aragonese, più vetusto della Reggia ma altrettanto carico di storia e di onori internazionali.

Proprio per visionare la possibile location, lo zar del mattone e la sua mitica pantera nera sono sbarcati ieri sull’isola verde. Per la coppia, in crociera da due mesi fra una perla e l’altra del Mediterraneo, la giornata è iniziata abbastanza tardi. Sbarcati a Ischia Ponte nel primo pomeriggio, i due si sono recati al Castello Aragonese per una visita durata circa due ore. Un sopralluogo che la coppia aveva saltato nei precedenti soggiorni ischitani degli anni scorsi, ma che questa volta non è passato affatto inosservato. Sarà perché la Campbell l’hanno riconosciuta subito tutti mentre avanzava in tutta la sua bellezza circondata dalle sue sei guardie del corpo, lungo il pontile in pietra che porta diritto all’ingresso del castello. Ma la presenza della imprevedibile ex dea nera delle passerelle fra le mura erette seicento anni orsono da re Alfonso D’Aragona come segno di riconoscimento alla sua fedelissima isola d’Ischia hanno subito evocato – e forse a ragione – le aspettative di matrimonio da favola che sogna la bella Naomi. «Bello, quasi, quasi lo compro», ha detto scherzando a un certo punto Doronin, riferendosi alla mole di questa fortezza sul mare che ha conosciuto tante sanguinose battaglie, ma anche gli sfarzi celebrati – davanti alle corti di mezza Europa – dei D’Aragona prima e dei Borboni poi. Una cornice di assoluto prestigio quindi. E Naomi ha fatto cenno di sì con la testa e ha sorriso.

Dalla cattedrale diroccata, ma pur sempre scenario incredibile per grandi eventi e concreti musicali, la coppia si è poi spostata all’interno della chiesetta, che ospita le mostre dei più importanti artisti internazionali. Lo sfarzo del Castello Aragonese è dato dalla sua secolare storia, dalla sua posizione invidiabile su un isolotto che per millenni ha resistito a tutti gli assalti, ma anche dal panorama unico al mondo che vi si può godere. Sospirando, Naomi ha gettato l’ultimo sguardo al castello prima che il veloce motoscafo portasse lei e Doronin a gustare, qualche miglio più in là, una colazione pomeridiana a base di prelibatezze di mare da Nicola alle Fumarole.

Terrazza ovviamente riservata a colpi di migliaia di euro e sorvegliatissima dai bodyguard, che hanno tenuto lontani curiosi e fotografi.

Come tanti altri connazionali saldamente in cima alla classifica mondiale dei nuovi Paperoni, dunque, anche Vladislav Doronin ha scelto l’isola verde. Nei giorni scorsi, a tenere banco, c’erano state le incursioni prima del miliardario Alisher Usmanov, patron della squadra inglese dell’Arsenal, e poi dell’oligarca Roman Abramovich. I danarosi russi si rincorrono l’un l’altro come in un gioco. E per lo yachtman napoletano Lino Ferrara, presidente dell’Unione nazionale armatori da diporto, «quando a Ischia si riuscirà a valorizzare sul serio i servizi nautici, allora l’isola verde diventerà la vera concorrente di Saint Tropez nel mediterraneo».

23/08/2010 · Senza categoria, ultimissime

 

 

Servizio fotografico di

NICOLA TRANI

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22/08/2010 · Senza categoria, ultimissime

 

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FINI IN DISGRAZIA

 di Gianpaolo Pansa

da Il Giornale

 

MERCOLEDÌ 11 AGOSTO 2010 – Per i grattacapi che gli procura la famiglia acquisita dei Tulliani, Gianfranco Fini è più ingrugnato del solito. Il muso l’ha sempre avuto ma da giovane gli dava l’aria del bel tenebroso.
Ora, a 58 anni, pare una mummia inacidita.L’accelerazione dei disturbi del condotto gastrico ha coinciso con la fusione di An e Fi. Non ha mai digerito il Pdl che per lui ha solo rappresentato la perdita del partitino di cui era reuccio. Da allora, non ha pensato altro che a raccogliere attorno a sé un gruppo sostituivo su cui continuare a regnare. Creare dal nulla non è facile. Di qui, mal di pancia e sbalzi d’umore. All’ombra di questa insoddisfazione sono nati i volti nuovi della fondazione Farefuturo, i semisconosciuti Bocchino, Granata, Della Vedova, il movimento Generazione Italia, il gruppo parlamentare Futuro e Libertà: i finiani in senso stretto. Fedelissimi di Gianfranco, nemicissimi di Berlusconi, incaparbiti a spaccare l’alleanza col Pdl, convinti di incarnare la «destra moderna». Tizi molto gasati che spesso gli prendono la mano anche se Fini ha la supervisione dell’insieme.
Le loro intemperanze hanno moltiplicato le liti nel centrodestra e ora, se mai Gianfri volesse indietreggiare, i vassalli farebbero fiera resistenza per non perdere la visibilità appena conquistata.

Figura chiave dell’incarognimento finiano è il frignanese (Frignano, CE) – napoletano Italo Bocchino. Già puledrino di Pinuccio Tatarella, alla sua morte nel 1999 si schierò con Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa. Il che significava – lo dico per chi ignora le segrete cose – mettersi contro Fini.
Gianfranco lo bastonò all’istante. Alle elezioni del 2001 lo ficcò al quinto posto di una lista campana, escludendone di fatto la rielezione in Parlamento. Italo restò di ghiaccio e con le lacrime agli occhi si inginocchiò, chiese scusa, promise di non farlo più. Fu così che Fini, eletto in vari collegi tra cui quello del fedifrago, optando per un posto diverso, gli consentì di ritornare alla Camera. Un atto di degnazione padronale. Salvo per grazia ricevuta, Bocchino si appiattì sul capo diventandone il portaborse, il tuttofare, il kamikaze. Se c’è da spararla grossa, assumere incarichi sgradevoli, tenere rapporti a rischio, l’incombenza ricade automaticamente su di lui.

C’è chi dice che la disavventura di Italo con l’imprenditore Alfredo Romeo – per la quale la magistratura lo voleva in ceppi, salvo poi assolverlo – gli capitò per fare un favore al capo. Così come si vocifera che sia stato Fini – tramite il disponibile Bocchino – a imporre (qualche mese fa) al sindaco Alemanno di riaffidare al medesimo Romeo la gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Roma.

Ora voi capite che ridotto in questo stato di cieca obbedienza, Italo è prono e totalmente irrecuperabile per il Pdl. Hanno definitivamente rotto i ponti col berlusconismo anche altri secessionisti.
Tal Granata, che ormai parla come Di Pietro, è più facile vada a braccetto col pentito Spatuzza che al bar col Cav. Idem Carmelo Briguglio, un altro che – innocuo e ignoto fino a ieri – oggi ce la mette tutta per impedire il riavvicinamento col Berlusca. La sua ultima sortita è stata insinuare che a favorire lo scoop del Giornale sull’appartamento monegasco siano stati i servizi. Una gaglioffata da querela buttata a caso per avvelenare il clima.
E che dire dell’ex radicale Della Vedova, un tempo punto di riferimento degli, ahimè, rari liberali del Pdl? Si è appitonato su Fini, ne avalla il giustizialismo, si accontenta dei farfugliamenti del capo sugli intrighi cognateschi in quel di Montecarlo. Forse un po’ vergognoso per l’impresa ha rialzato due giorni fa la più nobile bandiera del laicismo asserendo che i finiani considerano irrinunciabile la libera volontà sul fine vita e il riconoscimento giuridico delle coppie gay. Si può essere d’accordo o no, ma è pugno nello stomaco al Pdl e la Lega che si sono invece schierati con la Chiesa.

Insomma, i guastatori lavorano a pieno ritmo per innalzare un muro tra destra moderna e gli ex alleati. Fini, preso tra i Tulliani e le immersioni, tace. Quando riemergerà dai fondali si troverà sommerso dal fango che i suoi stanno voluttuosamente accumulando. Dove non arrivano Bocchino & co, supplisce il pensatoio di Fare Futuro. Grillo parlante del gruppo è il direttore del giornale online, Ffwebmagazine, Filippo Rossi, un pel di carota sull’1,90. Filippo, già timido collaboratore dell’ex ministro Scajola, si è scoperto accanto a Fini una verve spumeggiante.
L’ultima del magazine è che Repubblica e il Fatto – quelli che hanno tenuto la contabilità dei sospiri della D’Addario nell’alcova di Palazzo Grazioli – «sono molto più corretti col Cav di quanto non lo siano i giornalisti a penna armata di Libero e il Giornale nei confronti di Fini». Come se parlare di svenevolezze amorose fosse più giornalistico che chiedere conto della consegna al cognato del patrimonio immobiliare di An. Ma Filippo è ormai obnubilato dall’improvvisa fama e non lo ferma nessuno. Se l’è presa anche con me, povero cristo, scrivendo che ho «rotto», «rotto», «rotto» e dandomi del «buon Perna» come si fa con i cretini. Il che ci può anche stare, ma non detto dal signor Rossi. Poco ci mancava che, nell’euforia, danneggiasse anche il fratello, Gianni Scipione Rossi, giornalista Rai in pole position per la direzione dei Servizi parlamentari radiotelevisivi in quota An-Pdl. Solo le rassicurazioni di Gasparri al partito: «Non è assolutamente come il fratello Filippo», hanno mantenuto ferma la candidatura di Gianni Scipione.
Nella Rai, Fini ha mani e piedi e molti addentellati. Ma da quando si è incaponito di infilarci un bel pezzo dei Tulliani, dalla suocera al cognato Giancarlo (fratello di Betty, la compagna), le sue quotazioni traballano. Questo Giancarlo pare sia un’iradiddio. Arrogante, spocchioso, inebriato dalla nepotistica protezione. Gianfranco per imporlo ha già litigato con un vecchio amico, il responsabile delle relazioni esterne Rai Guido Paglia, un duro che gli ha risposto picche. Ma – stando alle voci – non sopporta le pretese del giovane profittatore neanche il capo della prima rete, Mauro Mazza, legato a Gianfri da tempo immemore. Dicono che non lo possa vedere neppure un finiano puro come Luca Barbareschi, attore e deputato, che con la tv di Stato aveva fin qui ottimi rapporti. Pare infatti che, con la sua saccenza, il cognatino stia rovinando anche a lui la piazza in Rai. Su Fini e la sua armata si profila l’ombra di Brancaleone.
di Giancarlo Perna – IL GIORNALE -

19/08/2010 · Senza categoria, ultimissime

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11/08/2010 · Senza categoria, ultimissime

ULTIMISSIME – MARTEDI’ 10 AGOSTO 2010 – GIOCHI POLITICI A ISCHIA – GLI EX AN(ALI) DELL’ISOLA D’ISCHIA SI SONO RIUNITI IN UN LOCALE DI CASAMICCIOLA TERME – ALL’ORDINE DEL GIORNO UN SOLO ARGOMENTO: CHE FARE? SEGUIRE FINI NEL FLI (FUTURO E LIBERTÀ PER L’ITALIA), OPPURE RESTARE ACCASATI NEL PDL SOTTO L’OMBRELLO DEI VARI LA RUSSA, GASPARRI, ALEMANNO E COLONNELLI VARI? – LA SEPARAZIONE DI FINI DA BERLUSCONI SEMBRA DUNQUE AVER PROVOCATO NUOVI RIPENSAMENTI IN MOLTI EX CAMERATI ISCHITANI ANCORA ALLE PRESE COL MAL DI TESTA POST SBORNIA AL BATTESIMO PDL – LE DECISIONI (DEI PROSSIMI GIORNI) POTREBBERO ULTERIORMENTE COMPLICARE GLI EQUILIBRI DI UN CENTRODESTRA ISCHITANO DA TROPPO TEMPO IN CRISI D’IDENTITÀ E DI STRATEGIE POLITICHE – SE ALCUNI TRA I LEADER STORICI DELLA FIAMMA COME IL CAP. MICHELE RICCIO E VINCENZO SAVARESE NON SI MUOVERANNO DA DOVE SONO E CIOÈ ALLA CORTE DI BERLUSCONI, ALTRI (VEDREMO QUANTI) GIÀ SI SENTONO DALL’ALTRA PARTE – INTERESSANTI LE CLAMOROSE INDISCREZIONI CHE DAREBBERO PER CERTO UN PASSAGGIO DI LUIGI TELESE (!) E LUIGI MATTERA NELLA NUOVA AGGREGAZIONE VOLUTA DA BOCCHINO, RIVELLINI E FINI – LA PROSPETTIVA DI UN “TERZO POLO” CON RUTELLI E CASINI, DAREBBE ALL’EX PIDIESSINO E DEMOCRATICO TELESE LE PAROLE GIUSTE PER GIUSTIFICARE QUESTO NUOVO CAMBIO DI CASACCA – QUANTO A LUIGI MATTERA, BEH, CHIUSI I SOGNI DI CAPITANARE IL PDL ALLE PROSSIME COMUNALI DI ISCHIA… CERCA SOLO ALTRI CARRI PER PROVARE A CORRERE…(tgischia di gaetano di meglio)

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Fini, Bocchino, Telese, Mattera

Tentazioni

10/08/2010 · Senza categoria, ultimissime

ULTIMISSIME – GIOVEDI’ 5 AGOSTO 2010 – EFFICACE PRIMO INTERVENTO GIORNALISTICO DEL NUOVO TGISCHIA DI GAETANO DI MEGLIO – IL SINDACO DI FORIO, HA FIRMATO IL DISPOSITIVO (PRESCRIZIONI) CHE RENDE LIBERA SENZA OMBRA DI DUBBIO ALCUNO LA SPIAGGIA DELLA CHIAIA, FINITA IN UNA GRANDE POLEMICA MEDIATICA E POLITICA – PER CAPIRE BENE COSA CAMBIA LO ABBIAMO INTERVISTATO… – TGISCHIA.IT: «CIAO SINDACO, ABBIAMO SAPUTO CHE HAI RITIRATO LA CONCESSIONE ALLA CHIAIA?» – HO APPENA FIRMATO, MA COME FAI A SAPERLO, LE PRESCRIZIONI PER LA SPIAGGIA DELLA CHIAIA» -TGISCHIA.IT: «CE LE SPIEGA?» -REGINE: «CI SIAMO ATTENUTI A QUELLO CHE ERA IL PROGETTO EUROPE, IN POCHE PAROLE LA SPIAGGIA RESTERÀ LIBERA PER TUTTI! SI INSTALLANO SOLO GLI OMBRELLONI CHE SERVONO AI DIVERSAMENTE ABILI E I CITTADINI POSSONO OCCUPARE LA STESSA ZONA», LE CONDIZIONI DEL MARE E TUTTO QUELLO CHE OCCORRE…» – TGISCHIA.IT: «E I CITTADINI?» – REGINE: «NON HO MAI PENSATO DI PRIVATIZZARE LA CHIAIA. LA SPIAGGIA È COMPLETAMENTE LIBERA ANCHE DAGLI ABUSIVI. PER FARTI CAPIRE SE VUOI ANDARE ALLA CHIAIA CI VAI TRANQUILLAMENTE, TI PORTI L’OMBRELLONE, L’ASCIUGAMANO E QUELLO, CHE TI PARE…» – TGISCHIA.IT: «MA SI FITTANO GLI OMBRELLONI?» -REGINE: «SI, E CHE C’È DI MALE. SE LO VUOI FITTARE PERCHÉ NON CE L’HAI O PERCHÉ NON LO HAI PORTATO TE LO FITTI COME SE CI FOSSE UN DISTRIBUTORE. TI POSSO DIRE UNA SOLA COSA: LA SPIAGGIA DELLA CHIAIA È LIBERA COMPLETAMENTE! PERÒ DOBBIAMO DIRE ANCHE CHE È LA PRIMA SPIAGGIA LIBERA ATTREZZATA PER I DIVERSAMENTE ABILI DELLA NOSTRA ISOLA E PER QUESTO MI SENTO SODDISFATTO» – TGISCHIA.IT: «GRAZIE E CIAO»

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                           LIBERA LA SPIAGGIA DELLA CHIAIA!

                                                    il commento di

                                                  GENNARO SAVIO

  1. A Forio l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Dott. Franco Regine, non potendo per delibera di Consiglio comunale dare in gestione nuovi tratti di spiaggia libera, col pretesto di creare servizi per i disabili, ha di fatto e vergognosamente privatizzato la spiaggia della Chiaia. Illustrissimo sindaco, la smetta di venderci chiacchiere come quella secondo cui se i bagnanti vogliono ora possono fittarsi ombrellone e sedio a sdraio. Se i bagnanti vogliono fittarsi l’ombrellone, su quell’arenile c’è già una vastissima scelta avendo negli anni già vergognosamente privatizzato gran parte di quella stupenda spiaggia libera e popolare che tale deve rimanere lì dove l’accesso è ancora libero. Non bastano le centinaia e centinaia di ombrelloni presenti sui tratti di spiaggia dati in concessione? E basta. Stasera un cittadino di Forio mi ha telefonato dicendo che stanno aumentando gli ombrelloni nel nuovo tratto di spiaggia privatizzato. Se questo fosse vero sarebbe davvero uno schifo!!! Di sicuro noi del PCIML non ce ne staremo con le mani in mano e politicamente e socialmente ti daremo filo da torcere perchè il progetto di privatizzazione alla Chiaia non deve passare. Vergognatevi per aver creato servizi a pagamento per i disabili, vergognatevi! Così facendo i disabili con problemi economici non potranno accedere e utilizzare i servizi che ha pagato la collettività: che schifo!!! Sulla mia bacheca di FaceBook, i vergogna e i che schifo per questo scellerato progetto di privatizzazione per il quale sono stati strumentalizzati i disabili, non si contano più e questo significa che questa volta veramente l’avete fatta grossa e non vi resta che fare marcia indietro e revocare ad horas la delibera. SINDACO FRANCO REGINE, ORA BASTA, GIU’ LE MANI DALLA NOSTRA SPIAGGIA LIBERA DELLA CHIAIA CHE E’ STATA ATTREZZATA PER I DISABILI CON I SOLDI DELLA COLLETTIVITA’ E NON DEI PRIVATI E CHE DEVONO ESSERE UTILIZZATI GRATUITAMENTE E LIBERAMENTE DAI NOSTRI FRATELLI PIU’ SFORTUNATI DI NOI!!! .

05/08/2010 · Senza categoria, ultimissime

ULTIMISSIME – MARTEDI’ 3 AGOSTO 2010 – IMPORTANTE INIZIATIVA A PONZA CHE HA RIGUARDATO MOLTO ISCHIA NEL RAPPORTO CON L’ISOLA PONTINA – INFATTI: “IL VIAGGIO DI MATTIA”, IL DOCUMENTARIO REALIZZATO DA GIUSEPPE MAZZELLA E GIANNI VUOSO SULLA COLONIZZAZIONE ISCHITANA DI PONZA NEL 1734 – E’ STATO PROIETTATO SABATO 31 LUGLIO SCORSO ALLE ORE 21 AL CORSO UMBERTO DELL’ ISOLA DI PONZA DURANTE LA NOTTE BIANCA ORGANIZZATA DALL’ AMMINISTRAZIONE COMUNALE DELLA PIÙ GRANDE DELLE ISOLE PONZIANE ( 8 KMQ.) – LA PROIEZIONE E’ AVVENUTA NEL CORSO DELLA PRESENTAZIONE ITINERANTE DEL ROMANZO “ MEMORIE DI AMALIE – PONZA 1734-1868” SCRITTO DALLA PROFESSORESSA RITA BOSSO ED EDITO DA DEMIAN EDITORE DI TERAMO -IL ROMANZO DELLA BOSSO – CHE VIVE TRA ISCHIA, ROMA E PONZA ESSENDO DI “ SANGUE MISTO” FRUTTO CIOÈ DELL’ EMIGRAZIONE DI ISCHITANI A PONZA, RACCONTA LA STORIA ROMANZATA DI TRE GENERAZIONI DI AMALIE INIZIANDO DALLA PRIMA CHE PARTE DA ISCHIA PROPRIO INSIEME AGLI ALTRI 130 COLONI NEL 1734 I QUALI, GRAZIE AD UN EDITTO DI RE CARLO III DI BORBONE OTTENNERO A TITOLO GRATUITO LA TERRA DA COLTIVARE IN UN’ ISOLA CHE DISTA 44 MIGLIA DA ISCHIA E CHE NEL SECOLO XVIII ERA DISABITATA DA ALMENO DUE SECOLI A CAUSA DELLE INCURSIONI DEI PIRATI BERBERI E DALLA LONTANANZA SIA DALLA COSTA LAZIALE ( CIRCA 36 MIGLIA) SIA DA ISCHIA “ L’ ISOLA MADRE” – SIA “ IL VIAGGIO DI MATTIA SIA “ MEMORIE DI AMALIE” SI INQUADRANO NEL PROGETTO DI RECUPERO DELLA MEMORIA STORICA DELLE ISOLE NAPOLETANE E DELLA CONSERVAZIONE DEI LEGAMI UMANI E CULTURALI TRA LE ISOLE PARTENOPEE E QUELLE PONZIANE

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Giuseppe Mazzella e Gianni Vuoso

a Ponza

l’estate scorsa  

per il proprio reportage

03/08/2010 · Senza categoria, ultimissime