ULTIMISSIME - MERCOLEDI’ 3 FEBBRAIO 2010 - OGGI E’ SAN BIAGIO - ULTIM’ORA: DEMOLITA LA CASA C0SIDETTA ABUSIVA DI LUIGI IMPAGLIAZZO E DI SUA MOGLIE RAFFAELLA A MONTECITO SULLA BORBONICA NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI CASAMICCIOLA - L’ABBATTIMENTO DELLA VILLETTA E’ AVVENUTO INTORNO ALLE ORE 18,00 DI IERI ALLA PRESENZA DI CIRCA CENTO POLIZIOTTI ANTISOMMOSSA - L’ENCOMIABILE RUOLO DI ASSISTENZA LEGALE DELL’AVVOCATO BRUNO MOLINARO A DIFESA DELLA SFORTUNATA FAMIGLIA IMPAGLIAZZO - IL DOLORE E LA DISPONIBILITA’ DEL VESCOVO D’ISCHIA SUA ECC. MONS. FILIPPO STROFALDI - L’INTERVENTO DI DAVIDE CONTE IN RISPOSTA AD ANDREA D’AMBRA ———————————–(ADNKRONOS/IGN) – CIO’ CHE E’ AVVENUTO IL GIORNO PRIMA: GUERRIGLIA URBANA LA NOTTE SCORSA A CASAMICCIOLA, UNO DEI 6 COMUNI DELL’ISOLA DI ISCHIA, A CAUSA DELLO SGOMBERO, NON ANCORA AVVENUTO, DI UN’ABITAZIONE COSTRUITA ABUSIVAMENTE. UN NUTRITO GRUPPO DI ABITANTI, CIRCA 300, HA AFFRONTATO CON BARRICATE E LANCI DI PIETRE I POLIZIOTTI E I CARABINIERI SBARCATI DA NAPOLI CON L’ORDINE DI DEMOLIZIONE DEL PICCOLO MANUFATTO DI VIA MONTECITO, ALL’INTERNO DEL QUALE VIVE UNA FAMIGLIA. SEI POLIZIOTTI SONO RIMASTI FERITI. TRA DI ESSI IL VICEQUESTORE CHE, COLPITO CON UNA BASTONATA, È STATO COSTRETTO A RICORRERE ALLE CURE OSPEDALIERE, DOVE LA FERITA È STATA CHIUSA CON DUE PUNTI DI SUTURA. UNA DECINA I PRESUNTI PARTECIPANTI ALL’ASSALTO CONDOTTI AL COMMISSARIATO DI ISCHIA PER ACCERTARE IL RUOLO AVUTO DURANTE GLI INCIDENTI PER POI DECIDERE SE ARRESTARLI O DENUNCIARLI. LA CASA IN QUESTIONE AVREBBE DOVUTO ESSERE DEMOLITA IL 19 GENNAIO, MA I PICCHETTI E LE MANIFESTAZIONI PACIFICHE DEI CITTADINI AVEVANO SPINTO IL PROCURATORE AGGIUNTO ALDO DE CHIARA A UNA SOSPENSIONE TEMPORANEA. FINO ALLE TRE DI QUESTA NOTTE, QUANDO, UN NUTRITO CONTINGENTE DI 150 POLIZIOTTI E ALCUNE DECINE DI CARABINIERI, È SBARCATO SULL’ISOLA PER RIMUOVERE I BLOCCHI STRADALI ED SEGUIRE IL PROVVEDIMENTO DISPOSTO DALLA V SEZIONE DEL TRIBUNALE DI NAPOLI. LA POPOLAZIONE SI ERA PERÒ GIÀ ORGANIZZATA CON DELLE BARRICATE E ALL’ARRIVO DEGLI AGENTI È SCATTATO L’ASSALTO CON LANCI DI PIETRE, BOTTIGLIE E BASTONI. UNA TALE MOBILITAZIONE DELLA POPOLAZIONE È SPIEGATA DAL FATTO CHE L’EVACUAZIONE È LA PRIMA DI CIRCA 600 CHE RIGUARDA ABITAZIONI EDIFICATE NEL CORSO DI DECENNI ABUSIVAMENTE. FA NOTARE UN POLIZIOTTO CHE “SI TRATTA DI UNA RESISTENZA INUTILE IN QUANTO I PROVVEDIMENTI DI EVACUAZIONE E DI SUCCESSIVO ABBATTIMENTO EMESSI DALLA MAGISTRATURA SONO GIUNTI AL TERMINE DELLA CELEBRAZIONE DI TUTTI I GRADI DI GIUDIZIO”. - —————————–GRANDE RISPOSTA DI POPOLO IERI MATTINA A ISCHIA DOVE HA AVUTO LUOGO UNA DELLE PIU’ GRANDI MANIFESTAZIONI DI PROTESTA POPOLARE MAI VISTE SULL’ISOLA NEI CONFRONTI DELLE ISTITUZIONI LOCALI, REGIONALI E NAZIONALI - SI MANIFESTAVA CONTRO LE DEMOLIZIONI DEI MANUFATTI ABUSIVI E PER IL DIRITTO ALLA CASA - IL MOTIVO PRINCIPALE E PARTICOLARE DELLA PROTESTA SI RIFERIVA ALLA DIFESA DELLA FAMIGLIA DI LUIGI E RAFFAELLA COLPITI DAL PROVVEDIMENTO DI DEMOLIZIONE DELLA PROPRIA CASA CHE RIENTRAVA NEL NOVERO DELLE COSTRUZIONI COSIDETTE “ABUSIVE PER NECESSITA’” - IL MASSICCIO CORTEO DEI MANIFESTANTI ISOLANI E’ PARTITO DA LACCO AMENO ED HA RAGGIUNTO IL CENTRO DI ISCHIA LANCIANDO SLOGANS E FRASI MOTIVATE SUPPORTATE DA ASSORDANTI MUSICHE DI ACCOMPAGNAMENTO - UNA PROTESTA CIVILE E LEGGITTIMA QUELLA DI IERI A CUI HANNO PRESO PARTE CIRCA 5MILA PERSONE MOLTE DELLE QUALI CON IL PROBLEMA DELLA CASA A RISCHIO DEMOLIZIONE - LA MANIFESTAZIONE GUIDATA DA DOMENICO E GENNARO SAVIO, PADRE E FIGLIO, E’ INIZIATA ALLE 10,00 DEL MATTINO E SI E’ CONCLUSA INTORNO ALLE 15,00 DEL PRIMO POMERIGGIO - ORA SI ATTENDONO LE RISPOSTE DELLE AUTORITA’ PER TRANQUILLIZZARE I CITTADINI E CREARE LE PREMESSE PER RIVEDERE L’INTERA NORMATIVA CHE REGOLA L’ABUSIVISMO EDILIZIO NELLE ISOLE
fotografie di
NICOLA TRANI
La villetta di Giuseppe Impagliazzo, 45 anni, disoccupato, sposato e con una figlia di 5 anni è stata definitivamente abbattuta. Le proteste della popolazione non hanno fermato le ruspe che scortate dalle Forze dell’Ordine hanno eseguito le sentenze penali passate in giudicato della procura generale di Napoli e la procura della Repubblica.Questa è la prima delle 600 abitazioni che saranno demolite.“Dormiremo in strada”
“Stanotte non so dove andare a dormire, non so dove portare mia figlia di quattro anni. Se continua così dormiremo in strada”. Lo ha detto Giuseppe Impagliazzo, proprietario della villetta abusiva abbattuta. “Siamo disperati. Non è giusto tutto questo. Mi dicono anche che dovrò pagare le spese di demolizione. Non ho un lavoro. Ora non ho più una casa, dove prenderò questi soldi?”, ha aggiunto.
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L’INTERVENTO DI DAVIDE CONTE
CONTRO ANDREA D’AMBRA DI ISCHIA BLOG
di Davide Conte
La casa di Luigi, Raffaella e della piccola Anna è ormai ridotta a un cumulo di macerie. Tutti gli Ischitani dotati di un minimo di sensibilità –non solo quelli coinvolti da analoghe situazioni legate all’abusivismo edilizio- hanno in qualche modo condiviso la tragedia di questa famiglia; da oggi gli Impagliazzo rientrano nel novero dei senzatetto, pagando il totale, ultratrentennale lassismo istituzionale, dall’alto verso il basso, che è la storica, unica causa ostativa a un cittadino ischitano di poter ambire a costruirsi casa regolarmente, in zone magari predefinite, come accade in tutti i paesi civili e nel rispetto della Costituzione. Chiunque, anche chi ha un gasbeton al posto del cuore, per un attimo ha messo da parte quel menefreghismo tipico del piccolo centro, cercando di immaginare, “stuort o muort”, come si sarebbe sentito se l’applicazione spietata di un provvedimento di discutibile regolarità e dalla conclamata disuguaglianza di fronte alla Legge lo avesse portato a un dramma del genere. L’andirivieni della gente in quel di Montecito, la partecipazione senza precedenti alla manifestazione di tre giorni fa, amici e conoscenti che hanno rinunciato a giorni e giorni di lavoro disposti a beccarsi manganellate pur di essere presenti e solidali rispetto a un epilogo mai accettato ma senz’altro annunciato, la dicono lunga su quanto questa vicenda non sarà dimenticata facilmente e –a meno di un miracolo- non sarà l’unica dalle nostre parti.Ma ecco che, cosa fatta, prima di passare al rituale “capo A” (della serie: cambierà qualcosa, legislativamente parlando, oppure siamo solo all’inizio della Beirut ischitana che tanto temevamo sin dal 2008?), non è mancato chi ha perso una buona occasione per tacere. Andrea D’Ambra, giovane foriano, assurto agli onori delle cronache per il più che meritorio risultato di aver fatto abolire gli oneri di ricarica telefonica ai cellulari, ha ben pensato di uscire su ISCHIABLOG con un appello che, non so a voi, mi ha dato il voltastomaco. Ecco perché, dopo essermi limitato a un lapidario commento sul noto sito ospitante, ho pensato e ripensato se e cosa fosse giusto scrivere rispetto a tanta ottusa insensibilità. Poi, la decisione, molto tardi, chiamando al Golfo: “Gaetano, hai già chiuso il giornale?” e la risposta, più pronta di sempre: “Scrivi pure, ti aspetto!”Ed eccomi qua! Non ripeto i contenuti del comunicato di Andrea (Gaetano lo pubblicherà senz’altro accanto a questo pezzo e i frequentatori di IschiaBlog lo hanno già letto), ma affido a Voi lettori ogni qualsiasi conclusione. Per questa specie di paladino della legalità, già misuratosi con scarsissimo successo quale candidato sindaco “Grillino” al Comune di Forio nel 2008, il problema consiste nella reazione –ingiustificata, sia chiaro, ma anche dettata dall’esasperazione della totale sordità che li ha circondati- della gente di Montecito verso chi, incolpevole braccio armato dall’alto, li ha caricati più volte al pari dei peggiori delinquenti senza pensarci sopra; e ancora, il rischio di un “nuovo condono” (quello ipotizzato nel decreto milleproroghe) che tale non è, ma è forse la versione inutilmente estesa di quel provvedimento che da Ischia stiamo chiedendo da quasi due anni, ovvero la corretta interpretazione della 326/2003: una legge che, al momento, è per molti campani una vera e propria truffa perpetrata ai loro danni dallo Stato. E dulcis in fundo, qualunquismo dei qualunquismi, il richiamo alle tragedie di Monte Vezzi e di Casamicciola: una citazione comprensibile per un giornalista disinformato e poco professionale di altra parte d’Italia; deprecabile, invece, per chi è del posto -per giunta con ambizioni da amministratore pubblico- e che ben dovrebbe conoscere la realtà dei fatti.Andrea è lungi dall’esprimere una benché minima parola di comprensione per Luigi, Raffaella e la piccola Anna; Andrea non si preoccupa del contraccolpo mediatico che la posizione stereotipatamente omologata della stampa nazionale ha ancora una volta provocato a danno della nostra Isola e, quindi di tutti noi, forse perché mettere su casa, garantire il piatto in tavola, pagare le bollette o sbarcare il lunario in genere non è ancora un suo problema; Andrea non pensa di commentare la documentata illegittimità di questo provvedimento demolitorio, al pari di quello che ha sottratto la casa a Nuccia in quel di Procida; Andrea non tiene conto del fatto che agli Impagliazzo è stata totalmente negata la tutela giurisdizionale, nonostante l’avvenuta fissazione della discussione del loro ricorso per il prossimo 26 febbraio; Andrea non considera che la “legalità” e lo “Stato di diritto” da lui invocati, quanto meno secondo il criterio che
fotografie di
NICOLA TRANI

















