servizio fotografico
di NICOLA TRANI
LA CHIESA DEL CIGLIO
A SERARA FONTANA D’ISCHIA
E LA SUA STORIA
L’antica chiesetta, denominata cappella di San Giacomo e dell’Assunta, ma più nota con il nome di SAN CIRO, fu eretta nel 1661, a devozione di Agostino Iacono. Ne fu concesso il patronato alla famiglia Impagliazzo. L’antica cappella, nei cui sotterranei esisteva una fossa dei morti, fu distrutta dal terremoto del 1883, perciò l’attuale chiesa è recente, essendo stata ricostruita alla fine dell’ 800. Pur conservando l’antica denominazione, è detta chiesa di San Ciro, perché è la più antica dell’isola in cui si venera questo santo. Entrando, notiamo che ha due altari e una pregevole tela dell’Assunta, che è l’antica pala d’altare, le statue settecentesche di San Ciro e dell’Assunta e la statua di San Giacomo.
CENNI STORICI SULLA VITA DEL SANTO
San Ciro nacque ad Alessandria d’Egitto intorno al 250 d.C.
Praticando l’arte della medicina si guadagnò l’appellativo di medico anargiro, cioè senza argento. Era infatti sua abitudine prestare le proprie cure a tutti, soprattutto ai poveri, ai quali non veniva chiesta alcuna ricompensa in cambio.
Oltre a curare i mali fisici dei pazienti, il medico alessandrino si occupò soprattutto di curare i mali dello spirito.
Ciro e il suo apostolo, Giovanni d’Edessa, mostrarono un coraggio fuori dal comune quando andarono a Canopo, a pochi chilometri da Alessandria, per confortare Atanasia e le sue tre figlie, Eudossia, Teodota e Teotiste che erano state catturate dai soldati romani.
Qui subirono le stesse terribili torture riservate ai cristiani in questi casi: vennero bastonati, bruciati con fiaccole e, per straziarli dal dolore, le loro carni piagate furono cosparse di aceto e sale.
La tradizione della Dimostranza tramanda che San Ciro sia stato immerso nella pece bollente e che, essendo sopravvissuto a questo supplizio, sia stato decapitato. Il martirio avvenne il 31 gennaio 303

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